Señorío divisero del Solar spagnoli

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Señorío divisero del Solar spagnoli

Messaggioda Matt » giovedì 30 gennaio 2025, 21:12

Salve gentili forumisti!
Durante le mie ricerche ho trovato ogni tanto alcuni riferimenti a queste istituzioni ma la situazione complessiva mi sembra poco chiara, quindi volevo confrontami con voi per avere un quadro più completo possibile.
Da quello che ho capito nel Regno di Spagna sono nobili coloro i quali hanno, secondo le attuali leggi di successione, un titolo nobiliare, il quale è garantito dalla Corona per tramite del Ministero di giustizia(che si occupa di quanto concerne il riconoscimento pubblico della nobiltà), i titoli e le grandezze con i loro detentori sono elencati su una pubblicazione periodica dello Stato. Per quanto riguarda le certificazioni araldiche fino al 2005 c'era la figura del Cronista Rey de Armas, la quale però dopo la morte di Vicente Francisco de Cadenas y Vicent, ultimo cronista, non è stata più rinnovata. Esiste anche la figura del Cronista de Armas de Castilla y León, tuttavia la sua autorità per quello che concerne l'araldica familiare è contestata (ci sono sentenze favorevoli e sfavorevoli di tribunali spagnoli, per cui credo che la questione sia troppo complessa è merita uno studio sistematico in altra sede), mentre sono sicure le sue competenze in materia di araldica pubblica nella Castiglia Leon. Inoltre esistono altri araldi regionali.
Fatto questo quadro complessivo della situazione attuale aggiungo che le signorie feudali spagnole furono abolite tra il 1812 e il 1837, tuttavia persistono una manciata di titoli signorili spagnoli, alcuni legati alla Corona come la Maniero di Balaguer, Signoria Reale di Molina, Signoria di Vizcaya(Biscaglia) e altri legati a famiglie storiche come il Maniero di Sonseca, Maniero di la Higuera de Vargas, Maniero di Alconchel, Maniero della Casa di Lazcano (con grandezza di Spagna), Maniero di la Casa de Rubianes (con grandezza di Spagna). In Spagna la nobiltà non titolata, i cui membri erano chiamati hidalgos, non è riconosciuta da inizio Ottocento (anche se esistono importanti associazioni private che promuovono culturalmente il ruolo storico della nobiltà non titolata di origine iberica).
Ora affianco a tutto questo, non semplice, quadro complessivo, sembrerebbero esistere ancora oggi alcuni titoli di signoria, manieri feudali, divisi tra più membri riuniti in sodalizi di natura cavalleresca che avrebbero avuto nel corso del tempo il riconoscimento di alcuni sovrani, araldi e reggenti di Spagna. I partecipanti di questi sodalizi rivendicano di possedere il titolo manoriale in forma frazionata tra tutti i discendenti dei primi concessionari in linea maschile o talvolta anche femminile.
Molti di questi manieri "collettivi" sono situati nella comunità autonoma (una sorta di nostra regione a statuto speciale per competenze amministrative) di La Rioja, mentre un altro è nella provincia di Guadalajara e un altro è nelle Asturie.
Di seguito l'elenco delle istituzioni in questione, con la regione di riferimento e altri dati sintetici relativi ai riconoscimenti dei privilegi che sono riuscito a reperire:
Señorío de la Ilustre Villa, Antigua Casa y Solar de Tejada (La Rioja), aperto ai discendenti maschili e femminili del fondatore. Riconosciuto nei suoi privilegi da: Errico IV 1460, Re Cattolici 1491, Carlo I 1527, Ferdinando VI 1749, Carlo III 1780, Carlo IV 1789, Ferdinando VII 1816, Isabella II 1868, Alfonso XII 1878, Alfonso XIII 1903, Juan Carlos I 1981. Inoltre fu riconosciuta dal Governo Provvisorio nazionale nel 1869 e da Francisco Franco 1957.
Muy Noble, Antiguo e Ilustre Solar, Señorío y Villa de Valdeosera (La Rioja), fino al 2019 erano ammessi solo i discendenti maschili successivamente sono stati resi possibili aggregazioni di discendenti in linea femminile dei fondatori a seguito di sentenze giudiziarie. Riconosciuto nei suoi privilegi dai sovrani Errico IV 1460, Re Cattolici 1491. Certificazione araldica confermata da Domingo Jeronimo de Matra, re d'armi di Filippo IV nel 1636. La Ordinanze del Solar del 1579 furono confermate dalla cancelleria reale di Valladolid nel 1716. Il possesso dei territi del sodalizio fu confermata dal tribunale di Burgos nel 1943.
Solar de las Calderas (La Rioja), che sembrerebbe essere stato attivo fino al XIX sec., recentemente i suoi archivi sono stati consegnati all'Istituto di Studi della Rioja. Tuttavia non mi risultano riconoscimenti regi nei confronti di questo sodalizio.
Divisa, Solar y Casa Real de la Piscina (La Rioja), istituito per volontà testamentaria di Don Ramiro Sanchez circa nel 1110. La Cancellerai reale di Valladolid nel 1667 riconobbe la nobiltà della corporazione (almeno da quanto ho capito).
Solar del Privilegio del Páramo y de la Focella (Asturie), riconosciuta nei suoi privilegi dai seguenti monarchi: Ferdinando IV 1307, Alfonso XI 1326, Enrico II 1392, Giovanni II 1409, 1410, 1417, 1420, Errico IV 1456, i Re Cattolici 1480, Carlo I 1524, Filippo II 1577, Filippo III 1599, Filippo IV 1623, Carlos II 1686, Luís I 1724, Fernando VI 1750, Carlos III 1761.
Solar de Atienza, Mandayona y Villaseca (Guadalajara), riconosciuta nei suoi privilegi dai seguenti monarchi: Ferdinando IV 1306, Alfonso XI 1330, Enrico II 1372, Errico III 1405, Giovanni II 1405, Re Cattolici 1477, Filippo II 1565 e 1568, Carlo III 1763.
Ora personalmente mi sono fatto questa idea:
In primo luogo l’origine di questi sodalizi/istituzioni/corporazioni non è storicamente chiara e determinata. Credo che i racconti legati alla fondazione di questi istituti potrebbero essere differenti dall’effettiva realtà storica che ha portato alla nascita di queste istituzioni. Ma di questo magari ne parleremo più avanti.
In secondo luogo credo che se un’istituzione ha avuto dei privilegi nell’antico regime questi non sono automaticamente validi se non riconosciuti anche dalla legislazione attuale tramite le leggi, i ministeri o gli organi competenti. Quindi i manieri divisi che non sono stati riconosciuti come tali dall’attuale Stato Spagnolo hanno una posizione dubbia da un punto di vista “nobiliare”, quindi tutti tranne il Señorío de la Ilustre Villa, Antigua Casa y Solar de Tejada. Inoltre quest’ultimo maniero è anche riconosciuto come bene di interesse culturale ed è tutelato nella Rioja. Tuttavia anche la sua natura nobiliare è contesta dalla Deputazione Permanente e Consiglio della Grandezza di Spagna e Titoli del Regno.
In definitiva credo che i “manieri divisi” siano a tutti gli effetti degli antichi sodalizi gentilizi dall’origine incerta e che almeno in passato ebbero una natura “nobiliare” tutelata dallo Stato che però oggi è dubbia. Il fatto che i privilegi nobiliari siano dubbi non sminuisce l’importanza storica di queste istituzioni che restano assolutamente degne di essere studiate e comprese pienamente nello studio delle classi egemoni iberiche tra basso medioevo ed età moderna. Tuttavia mi resta il dubbio su come la legge spagnola consideri attualmente queste istituzioni, perché non vorrei che alcune di queste fossero solo delle rifondazioni moderne perfettamente analoghe a comunissime associazioni private.
Però come sapete io sono solo un novellino, quindi vorrei sapere i vostri pareri per capirci qualcosa in più!
Matt
 
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Re: Señorío divisero del Solar spagnoli

Messaggioda Graphene » martedì 6 maggio 2025, 15:45

In Spagna, contrariamente a quanto spesso si crede, i cosiddetti “titoli nobiliari” non conferiscono necessariamente nobiltà. Si tratta, in realtà, di titoli del Regno concessi dalla Corona, ma non equivalgono automaticamente a un riconoscimento nobiliare in senso giuridico o genealogico. La vera nobiltà in Spagna, almeno dal punto di vista storico e sociale, si fonda sul concetto di hidalguía nel Regno di Castiglia e di infanzonía nel Regno d’Aragona.

Queste due forme di nobiltà — quella castigliana e quella aragonese — hanno origini diverse, ma entrambe derivano dal riconoscimento della discendenza da antenati nobili “da tempo immemorabile”, come definito nelle Siete Partidas di Alfonso X il Saggio. Si tratta di una nobiltà “di spada”, acquisita attraverso il servizio militare, specialmente durante la Reconquista.

Ora, nel quadro normativo castigliano, esisteva anche una forma specifica di acquisizione della nobiltà ereditaria: quando una persona possedeva una nobiltà personale — ad esempio in quanto titolare di un titolo del Regno — e tale nobiltà personale veniva mantenuta per tre generazioni consecutive, essa si trasformava giuridicamente in nobiltà ereditaria. In altre parole, se una persona ottiene un titolo del Regno, lo trasmette al figlio, e quest’ultimo lo trasmette al nipote del primo, l’accumulo di tre generazioni con nobiltà personale — anche se inizialmente considerata precaria — dà luogo, secondo il diritto nobiliare castigliano tradizionale, a una hidalguía ereditaria, trasmissibile alle generazioni successive. Questo è uno dei modi documentati per accedere alla nobiltà di sangue nella legislazione storica castigliana.

Naturalmente, tutto ciò costituisce una semplificazione di una legislazione nobiliare complessa, ancorata a norme e titoli giuridici propri dell’antico regime, anteriori alla confusione degli stati del 1842, quando la società di tipo “estamental” scomparve giuridicamente in Spagna. Da allora, il riconoscimento della nobiltà si è mantenuto nell’ambito del diritto onorifico e privato, non più in quello delle leggi pubbliche.

Tuttavia, è importante sottolineare che coloro che oggi desiderano dimostrare la propria appartenenza a corporazioni nobiliari, ordini cavallereschi o istituzioni come il Real Cuerpo de la Nobleza de Madrid, le Reales Maestranzas de Caballería, o anche il Sovrano Ordine Militare di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta (SMOM), Devono dimostrare di discendere, in uno, due o quattro quarti genealogici (a seconda delle esigenze della specifica corporazione nobiliare), da antenati che possedessero hidalguía o infanzonía di sangue, cioè una nobiltà ereditaria trasmissibile, riconosciuta prima del 1842. Non si tratta quindi di dimostrare una connessione con un titolo del Regno, bensì di comprovare la trasmissione ereditaria di una condizione nobiliare effettiva nel quarto genealogico che si intende provare.
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Re: Señorío divisero del Solar spagnoli

Messaggioda Graphene » martedì 6 maggio 2025, 15:57

Forse il modo migliore per affrontare la questione, più che attraverso un elenco di confraternite, aggregazioni o corporazioni storiche — molte delle quali si sono estinte o non hanno mantenuto una continuità istituzionale piena — è considerare che esistono oggi in Spagna alcune corporazioni nobiliari che hanno conservato il patrocinio della Corona, il cui capo è ancora il Re di Spagna. Queste corporazioni sono riconosciute sia dalla legislazione vigente sia dalla giurisprudenza dei tribunali spagnoli come forme legittime di sopravvivenza della nobiltà, intesa però nella sua dimensione puramente onorifica.

Infatti, la nobiltà in Spagna non è mai stata abolita, né la hidalguía (cioè la nobiltà di sangue) è stata dichiarata inesistente. Ciò che è venuto meno è la possibilità di rivolgersi ai tribunali per ottenere il riconoscimento giudiziale dell’hidalguía di sangue, come avveniva prima della cosiddetta “confusione degli stati” del 1837. Da allora, non è più possibile richiedere un’esecutoria come mezzo costitutivo o dichiarativo di nobiltà.

Tuttavia, coloro che desiderano essere ammessi in una corporazione nobiliare — come una Reale Maestranza, il Real Cuerpo de la Nobleza de Madrid o altre istituzioni con patrocinio regio o riconoscimento storico — devono dimostrare la propria condizione di hidalgo di sangue trasmissibile, cioè una nobiltà ereditaria e non meramente personale o occasionale.

Per farlo, è ammessa una pluralità di mezzi di prova storici, tutti di natura probatoria, non costitutiva. Tra questi mezzi non rientra alcuna certificazione rilasciata da cronisti o re d’armi. Questi ultimi hanno avuto — e alcuni hanno tuttora — funzioni relative all’araldica e al rilascio di stemmi, ma non hanno mai avuto il potere di dichiarare o certificare la nobiltà di nessuno.

Uno dei modi tradizionali per dimostrare l’hidalguía nell’Antico Regime era tramite un processo di hidalguía presso le Salas de los Hijosdalgo delle Reali Cancellerie di Valladolid o Granada (non nelle Indie). Questi processi si avviavano quando una persona si trasferiva in un nuovo comune e vi trovava resistenza alla sua registrazione come hidalgo nei registri ufficiali. La sentenza favorevole dava luogo a quella che si chiama una esecutoria di hidalguía, che non creava ex novo la nobiltà, ma riconosceva la nobiltà “che viene all’uomo da tempo immemorabile”, come stabilito da Alfonso X nelle Siete Partidas.

Oltre alle esecutorie, si possono presentare anche registri municipali storici in cui compaiono gli antenati come hidalgos. Alcune corporazioni richiedono tre, quattro, cinque o più generazioni registrate come hidalgos, accompagnate da atti di nascita e battesimo che attestino la legittima discendenza da tali antenati.

Altri mezzi di prova ammissibili possono essere:

• fascicoli militari di ammissione come ufficiali o guardiamarina;
• documentazione relativa all’ingresso in seminari nobiliari;
• atti di ammissione in corporazioni nobiliari storiche.

Insisto sul fatto che questi sono mezzi per dimostrare una nobiltà preesistente, non strumenti costitutivi. Non generano la nobiltà, ma dimostrano una condizione già esistente, la nobiltà di sangue, così come era riconosciuta nell’ordinamento giuridico anteriore al 1837. Questo concetto è molto diverso da ciò che accade nella maggior parte dell’Europa continentale, dove spesso è il titolo stesso a costituire la nobiltà.

Va sottolineato che i tribunali spagnoli riconoscono oggi che l’hidalguía sopravvive attraverso le corporazioni nobiliari che ammettono hidalgos tra i propri membri, e che sono considerate legittime e attive.

È interessante notare che nelle Forze Armate spagnole, i militari che appartengono a determinate corporazioni nobiliari hanno diritto a portare sull’uniforme il distintivo in tessuto della corporazione di appartenenza. Questo fatto conferma il riconoscimento ufficiale di tali enti. Tuttavia, le Forze Armate non entrano nel merito del diritto al distintivo: il diritto deriva dal fatto che l’individuo è stato ammesso validamente in una di queste corporazioni nobiliari riconosciute.
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Re: Señorío divisero del Solar spagnoli

Messaggioda Graphene » martedì 6 maggio 2025, 16:02

E, come curiosità finale — o meglio, come modo per inquadrare la discussione mettendo l’accento su ciò che è realmente essenziale — conviene sottolineare che alcune delle principali corporazioni nobiliari spagnole non ammettono come membri persone soltanto per il fatto di essere titolari di un titolo del Regno. Questo perché, come si è detto, la nobiltà non è conferita dal possesso di un titolo del Regno, ma dalla hidalguía o infanzonía che ne costituisce il fondamento genealogico.

Un caso emblematico è quello del Real Cuerpo de la Nobleza de Madrid, nel quale non possono essere ammessi i titolari di titoli del Regno se non sono in grado di dimostrare l’hidalguía nei propri quarti paterno e materno, come previsto dallo statuto. Tuttavia, esiste un’eccezione espressamente prevista per i titoli del Regno che comportano anche la Grandeza de España: in tali casi, il titolare può essere ammesso alla corporazione, ma in via del tutto eccezionale, e non in virtù del solo titolo, bensì per la hidalguía ereditaria che si presume sottesa alla dignità di Grande di Spagna.

Ciò è coerente con l’interpretazione dottrinale secondo cui i titoli concessi nel Regno di Castiglia, se posseduti per tre generazioni consecutive, possono dar luogo a una nobiltà di sangue trasmissibile. La Grandeza de España, in questo contesto, rappresenta una situazione particolare, in cui la continuità e l’origine del lignaggio nobiliare sono considerate sufficientemente consolidate da giustificare l’ingresso, seppur per eccezione, in una corporazione tanto rigorosa.

In definitiva, non è il titolo in sé a conferire nobiltà in Spagna, ma la hidalguía (o infanzonía) sottostante, quale espressione di una condizione nobiliare storicamente trasmissibile.
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Re: Señorío divisero del Solar spagnoli

Messaggioda Matt » giovedì 8 maggio 2025, 16:59

Gentilissimo Graphene, innanzitutto mi scusi per non aver risposto subito ai suoi interventi, le mie ultime giornate sono state molto intense e, pur volendo, non avrei potuto rispondere ai suoi messaggi prima di oggi. Vedo che lei è nuovo qui e, dato che mi onora con i suoi primi 3 messaggi, non posso fare a meno di darle da parte mia il benvenuto sul forum, con annesso l'invito a presentarsi in un apposito post.

Per quanto riguarda i suoi messaggi le chiedo di prestare attenzione ai quesiti che vengono posti, lei mi ha semplicemente scritto in generale della situazione spagnola esprimendo la sua visione della situazione delle attuali sopravvivenze relative alle classi aristocratiche iberiche. Tuttavia le mie domande e i miei dubbi si riferiscono a un tipo particolare di aggregazioni storico-nobiliari presente nel Regno di Spagna, che lei chiaramente ha sorvolato, impostando un discorso più ampio che però in questo specifico contesto si rivela inutile (anche se in altro contesto il suo intervento non sarebbe certo stato inutile e anzi avrebbe fornito a me, e credo a chiunque altro, numerosi appigli e molte verità per sviluppare ampi e ricchi dibattitti, per cui la invito, data la sua conoscenza della situazione aristocratica iberica, a scrivere un post dedicato sotto uno specifico titolo per dare il pretesto per un ricco confronto su questi argomenti!).
Detto questo colgo l'occasione per rilanciare la discussione, invitando tutti a rispondere rimanendo però centrati sul focus.
Matt
 
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