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Un restauro male eseguito nel 1852

MessaggioInviato: domenica 13 ottobre 2019, 23:45
da pierluigic
Vorrei rendervi compartecipi di una mia scoperta avvenuta tramite l'acquisto di una rara fotografia

Recentemente ho pubblicato uno stemma a Colle Val d'Elsa che ha posto in luce la falsificazione di un documento fatto per pura e semplice ignoranza con un restauro sbagliato
Adesso vorrei portare a conoscenza di chi ne possa essere interessato un nuovo esempio di come si possa alterare profondamente un oggetto antico in questo caso un affresco
Forse altri affreschi non erano all'origine cosi come li vediamo ora
Esisteva a Firenze un opera di Domenico Veneziano commissionata da Bernardo Carnesecchi appunto il tabernacolo Carnesecchi oggi alla National Gallery di Londra
Era un'affresco che rappresentava la Madonna in trono che reggeva un bambin Gesu' benedicente e circondato da due santi
L'opera era firmata sulla base del trono
Posta in posizione sopraelevata probabilmente era stata commissionata in previsione del concilio ecumenico del 1439 . Il bambino Gesu' avrebbe dovuto benedire dall'alto il corteo papale quando passasse diretto a Santa Maria Novella
L'opera rimase per secoli alle intemperie nel 1852 con l'opera gia' molto rovinata l'opera fu "strappata" dal muro
Infatti non so in che modo il palazzo fu acquistato dal principe Pio ( la cosa e' stata oggetto di un precedente topic ) che fece staccare dal muro l'affresco e stenderlo su tela
Compi l'operazione l'allora celebre Rizzoli di Cento
Il lavoro ebbe delle difficolta' e fu salvata la parte centrale e le teste dei due santi
Del restauro s'incarico' lo stesso Rizzoli insieme col Marini
I libri dicono che il restauro non riuscisse benissimo

Ora ho trovato una fotografia francese ( collodio e albumina ) che ritengo rara che illustra quel restauro del 1852

Venduto poi non so come l'affresco ad un lord inglese
l'opera di Domenico Veneziano finisce alla National Gallery e l'immagine oggi e' facilmente reperibile su internet o sul sito della National Gallery che ne racconta anche la storia
Il confronto tra le due immagini pero' e' interessante !
Sembra che gli inglesi abbiano preferito riportarlo allo stato pre restauro del Rizzoli / Marini
ecco il confronto
http://www.carnesecchi.eu/confrontoveneziano.png

cosa ne pensate ?

Re: un restauro male eseguito nel 1852

MessaggioInviato: lunedì 14 ottobre 2019, 11:18
da Tilius
É cambiata la filosofia del restauro.
Nell'Ottocento (fino al primo dopoguerra) si integravano le lacune con una (ri)dipintura che ricostruisse le parti mancanti nel modo più mimetico possibile: l'idea era quella di offrire un'immagine gradevole e integra (anche se falsamente integra), quanto più possibile vicina al "nuovo" (con il fraintendimento culturale di fondo che confondeva, equiparandoli, "nuovo" con "originale").
Nel secondo dopoguerra prese velocemente piede una filosofia opposta, contraria a ogni integrazione pittorica che dissimulasse la mancanza (le integrazioni pertanto avvenivano solo per colmare la lacuna, non per dissimularla, e questo tanto nella variante della tinta neutra - la peggiore per la leggibilità dell'opera - quanto nelle integrazioni nettamente distinguibili, come il rigatino o la puntinatura).
Oggi fortunatemente si propende per un giusto equilibrio: le parti architettoniche e/o geometriche (es. incorniciature), per le quali si può ricostruire il pezzo mancante con sufficiente grado di precisione e plausibilità, vengono integrate con restauro pittorico.
I volti o altri dettagli non ricostruibili se non con l'immaginazione, vengono lasciati sfumati/a tratteggio/a puntinatura.

Ed é questo che oggi si vede sul tabernacolo inglese, frutto probabilmente di un restauro (relativamente) recente (a naso, ultimi trent'anni). Il tabernacolo appena staccato doveva comunque essere molto più danneggiato di quello che appare oggi (ad es., i triangoli decorativi color melanzana ai lati della centinatura sono al 100% frutto della fantasia del restauratore, così come sono riconoscibili numerosissime integrazioni nel blu scuro del cielo nonché nello sfondo delle testedei santi laterali: é stato comunque deciso di lasciarle in opera anche nell'ultimo restauro).

La foto all'albumina, oltre a presentare uno stato indubbiamente più "cosmetico" rispetto all'attuale, é molto poco affidabile rispetto al tono cromatico generale: questo tipo di foto in bianco e nero ha lo svantaggio, fra le altre cose, di sbiancare fortemente gli azzurri: azzurri intensi o addirittura scuri vengono resi in bianco (o quasi), vedasi il cielo in cui svolazza il Padre Eterno, la tunica dello stesso o la tunica di Maria.

Re: un restauro male eseguito nel 1852

MessaggioInviato: lunedì 14 ottobre 2019, 12:15
da pierluigic
intervento ben dettagliato ed istruttivo

Le chiedo il permesso di metterlo ( a suo nome ) sul mio sito

Re: un restauro male eseguito nel 1852

MessaggioInviato: lunedì 14 ottobre 2019, 22:10
da pierluigic
Vorrei chiedere anche
il soggetto bambino benedicente e' comune avanti il 1440 ?

Questo e' un reliquiario mi colpisce la vicinanza dei soggetti

http://www.carnesecchi.eu/confrontoreliquiario.jpg

anche qui chiedo cosa ne pensate

Re: un restauro male eseguito nel 1852

MessaggioInviato: lunedì 14 ottobre 2019, 23:48
da Tilius
Nelle grandi Maestà trecentesche (Cimabue, Duccio, Giotto), la Madonna in trono é sempre associata al Bambino benedicente.
La regola non é mandatoria (lo stesso Duccio, nella Maestà del duomo di Siena, raffigura un Bambino che non benedice), tuttavia si può dire che il bambino benedicente in grembo alla Madre fosse iconografia alquanto comune fra Due, Tre e Quattrocento.
Siamo nella transizione dall'iconografia medievale (dove Gesù Bambino é già un piccolo Dio, ergo già calato nel suo ruolo di Salvatore, ergo benedice) a una resa più naturalistica degli affetti fra madre e figlio (ergo il bambino via via si umanizza e assume atteggiamenti più reali: gioca con un uccelletto, afferra le dita o la veste della madre, si ritrae imbarazzato di fronte agli spettatori, come appunto Duccio fa fare al suo bambino nella Maestà senese).
Il gesto benedicente serve anche a conferire solennità alla scena (cosa che ben si addice a un tabernacolo "di rappresentanza" collocato sulla pubblica via e funzionale al prestigio della famiglia committente).

Re: un restauro male eseguito nel 1852

MessaggioInviato: martedì 15 ottobre 2019, 0:40
da pierluigic
Il reliquiario si trovava in Santa Maria Maggiore a Firenze chiesa frequentata da Bernardo C. che in quel periodo probabilmente iniziera' a costruire la sua Capella
Quindi era un reliquiario noto al committente
Mi era venuta la stramba idea che il reliquiario potesse essere ispiratore per Domenico Veneziano su sollecitazione del committente

Ma quindi non e' dimostrabile essendo allora iconografia comune

grazie
pierluigi

Re: Un restauro male eseguito nel 1852

MessaggioInviato: giovedì 31 ottobre 2019, 9:46
da Cawdor
stessa cosa per la Battaglia di San Romano di Oaolo Uccello - Niccolò da Tolentino alla testa dei fiorentini al National Gallery, Londra
https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_San_Romano

il restauro è stato troppo aggressivo danneggiando così le tonalità di colore e non solo