Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini
gattostella ha scritto:Buongiorno,
I reali dispacci del 1756 e del 1774, a mio parere, vanno letti in maniera coordinata.
Entrambi, infatti, distinguono la cosiddetta nobiltà generosa, cioè quella che si estende alla famiglia, dalla nobiltà personale (di privilegio e civile).
Desidero sottoporre ai partecipanti al Forum la mia interpretazione del combinato disposto dei due dispacci, in relazione alla nobiltà di genere.
Nobiltà generosa.
Si verifica:
1. Quando un avo abbia posseduto un feudo nobile nella continuata serie di secoli
2. Quando un avo sia stato aggregato tra Nobili di Città regia, nella quale sia una vera Separazione
3. Quando un avo, per la gloriosa carriera delle Armi, della Toga, della Chiesa, o della Corte abbia ottenuto distinto, e superior Impiego, o Dignità, ed i suoi Discendenti per lo corso di lunghissimo tempo si sian mantenuti nobilmente, facendo onorati Parentati, senza mai discendere ad Ufizj vili, e populari, né ad arti meccaniche, ed ignobili.
4. Quando due avi consecutivi siano stati dottori di legge ed I discendenti si siano mantenuti nobilmente senza esercitare mestieri vili e servili.
Le prime tre condizioni sono enucleate dal reale dispaccio del 1756, mentre la quarta mi sembra scaturire dalla lettura del reale dispaccio del 1774.
Poiché tuttavia non sono un esperto della materia, sarei grato a chi volesse esprimere la propria idea in merito.


gattostella ha scritto:Il mio post è teso a comprendere il perimetro esatto in cui si confina la cosiddetta nobiltà generosa, al fine di comprendere quali siano le condizioni perché sussista un titolo primordiale di nobiltà generosa.
La qualcosa acquisisce valore ai fini della ricostruzione del patrimonio morale e storico delle famiglie del Regno delle due Sicilie.
Nel periodo che va dal 1774 al 1929...
decio mure ha scritto:gattostella ha scritto:Il mio post è teso a comprendere il perimetro esatto in cui si confina la cosiddetta nobiltà generosa, al fine di comprendere quali siano le condizioni perché sussista un titolo primordiale di nobiltà generosa.
La qualcosa acquisisce valore ai fini della ricostruzione del patrimonio morale e storico delle famiglie del Regno delle due Sicilie.
Nel periodo che va dal 1774 al 1929...
Potete per favore specificare se questa classificazione è valida per il regno di Napoli e/o per il regno di Sicilia?
Il regno delle due Sicilie viene istituito solo nel 1816.
Grazie
Messanensis ha scritto:decio mure ha scritto:gattostella ha scritto:Il mio post è teso a comprendere il perimetro esatto in cui si confina la cosiddetta nobiltà generosa, al fine di comprendere quali siano le condizioni perché sussista un titolo primordiale di nobiltà generosa.
La qualcosa acquisisce valore ai fini della ricostruzione del patrimonio morale e storico delle famiglie del Regno delle due Sicilie.
Nel periodo che va dal 1774 al 1929...
Potete per favore specificare se questa classificazione è valida per il regno di Napoli e/o per il regno di Sicilia?
Il regno delle due Sicilie viene istituito solo nel 1816.
Grazie
Ha fatto un'ottima puntualizzazione. Infatti il dispaccio del 1774 valeva soltanto per il Regno di Napoli, non per quello di Sicilia.
gattostella ha scritto:In aggiunta a quanto precedentemente scritto, desidero, per amor di completezza, ricordare che con reale dispaccio del 15 dicembre 1770, seguito da una circolare del Vicerè Fogliani del 28 gennaio 1771 si parificarono le procedure per la elezione degli ufficiali delle città feudali a quelle per la elezione degli ufficiali delle città demaniali. Un successivo reale dispaccio (23 aprile 1771) stabilì che chi rivestiva talune cariche non poteva che fare parte del primo ceto di nobile. Così ad esempio i giurati, il capitano, il sindaco, il segreto ed il proconservatore dovevano necessariamente appartenere al primo ceto nobile, quindi a famiglia di nobiltà generosa. L’avere rivestito una di quelle cariche, dunque, costituiva a tutti gli effetti un riconoscimento formale della famiglia come famiglia di nobiltà generosa.
gattostella ha scritto:Gentile messinensis
La ringrazio e Le sarei grato se mi desse il riferimento normativo circa il fatto della nobiltà personale degli ufficiali delle città feudali.
cordiali saluti
Messanensis ha scritto:In realtà non esiste un vero e proprio riferimento normativo, ma era consuetudine che gli ufficiali delle terre feudali, durante l'esercizio della loro carica, fossero chiamati col titolo di "nobilis". Il titolo era legato alla carica non alla persona.
Messanensis ha scritto:Mi correggo i dispacci del 1756 e del 1774 valevano sia per il Regno di Napoli che per il Regno di Sicilia. Invece il provvedimento del Viceré Fogliani del 1771 ovviamente valeva solo per la Sicilia.
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