Messanensis ha scritto: Erra dunque il Mango quando dice che in Sicilia il titolo di Signore non esisteva e che tutti i possessori di feudi fossero baroni.
Non so - e non metto in dubbio - dove il Mango dica che il titolo di Signore, in sicilia, non esistesse. Però, ad esempio, nel trattare di una famiglia di mia conoscenza afferma " Con Regie Lettere Patenti del 7 aprile 1901 Giovanni Cartia, fu Pietro, nato in Ragusa a 19 novembre 1858, ottenne di potere assumere e trasmettere ai suoi eredi e successori,
secondo l’antico diritto siciliano, i titoli di barone di Giarrentini e
signore di Musebbi". Titolo quest'ultimo assai antico, risalente alla famiglia Manenti (che possiede il castello sito nella contrada Musebbi) ed ancor prima ai Rodosta. Ergo si contraddice?
Messanensis ha scritto:Fino all'abolizione del feudalesimo continuarono ad esistere in Sicilia investiture di feudi senza titolo baronale annesso e chi se ne investiva utilizzava il titolo di Signore: si trattava in particolare di feudi che erano stati smembrati da baronie, contee, marchesati o principati (infatti in Sicilia i feudatari avevano facoltà di vendere i loro feudi con l'assenso regio).
Aggiungo che la nobiltà quale
status giuridico veniva concesso al seguito di apposito provvedimento (spesso comprato) che "abilitava a portare feudi", a prescindere dal fatto che su di essi poggiava un titolo. Ciò abilitava all'acquisto di feudi nonché comportava una serie di vantaggi giuridici (da esenzioni fiscali a particolari trattamenti sanzionatori, come l'esenzione dalla tortura).
Un esempio di altra nota famiglia siciliana è quella dei Rizzone, che come riporta il mango - citando il Barberi - "
comprò nel 1497
i feudi Taburna, Salina e Serradifalco, che ebbe confermati a 29 dicembre 1497", senza che fu mai titolata.