Davide Shamà ha scritto:se invece di parlare senza cognizione di causa il buon Felipe si impegnasse a fare figlioli, come ogni buon padre di famiglia che tiene all'eredità della propria casata, forse i problemi si risolverebbero. Così darebbe anche un senso al matrimonio cristiano che ha fatto e che si santifica con una prole numerosa
Ehm... scusate ma le due questioni mi sembrano un po' troppo differenti per essere accostate... probabilmente perché mi sento un po' tirata in causa come donna (anche se non erede a un trono

).
La questione è vedere se le leggi dinastiche vengono cambiate per comodità, il che, come dice giustamente il Dott. degli Uberti, non pare correttissimo, o per motivi diversi. Siamo sicuri che Felipe non voglia semplicemente che la figlia possa un giorno salire al trono perché ritiene che cio' sia giusto, e non perché teme di non avere eredi maschi?
Ovviamente le grandi monarchie europee sono nate in un periodo in cui era inevitabile che sul trono ci fosse un maschio, se non altro poiché era riconosciuta come palese l'inferiorità femminile, e per motivi che risalgono alla madre Eva; era ovvio che un essere "inferiore", che fino ad un certo momento veniva addirittura considerato dai teologi privo di anima, non poteva in alcun caso guidare un popolo per diritto divino.
A cio' si aggiunga che il re non si limitava a sedere sul trono, ma aveva ben altre mansioni che non potevano in alcun modo essere svolte da una donna, come quella di guidare l'esercito in guerra; per questo e per molti altri motivi era inconcepibile una donna sul trono, anche se ovviamente vi sono state delle eccezioni (penso ad esempio ad Elisabetta I).
Nel mondo di oggi non vedrei come un problema così grande quello di permettere ad una donna di accedere a un trono che è sempre stato appannaggio maschile, perché i compiti che oggi un sovrano svolge possono essere portati a termine anche da una donna.
Cio' naturalmente non vuol dire che una monarchia debba adeguarsi a qualunque scempiaggine solo perché è di moda; vuol pero' dire che il monarca, per essere in un certo senso il "padre" del suo popolo, deve essere a quel popolo legato e presente; se le donne hanno nella società gli stessi diritti degli uomini (il che, attenzione, non significa assolutamente essere uguali!) perché lo stesso non puo' avvenire in seno alla famiglia reale, che dovrebbe in un certo senso essere di esempio per le altre?
Altrimenti si rischia di mantenere in vigore qualunque regola solo perché è sempre stato così e perché si guarda solo alla tradizione; ma così si arriva ad una monarchia cristallizzata, eternamente ferma, come in un ritratto, ad un tempo che non è piu' quello in cui ci si trova. Una monarchia "decorativa", se si vuole, ma priva di senso perché non più viva.
Per quanto riguarda le unioni omosessuali recentemente legittimate in Spagna... bhe, per me vale il principio che due adulti consenzienti possono fare tutto cio' che vogliono in privato, ma la famiglia è una cosa diversa... francamente mi sconvolge di piu' un bambino con due papa' che non una donna sul trono di Spagna...
Adriana