Il coraggio di cambiare: l'esempio di Aristocrazia Europea
Dichiarazione
Il 1° febbraio 2017 mi è stato chiesto di far parte del Comitato d’Onore di Aristocrazia Europea http://www.aristocrazia.eu/ una associazione senza fine di lucro che non chiede soldi neppure per l’ammissione il cui meraviglioso incipit è il seguente:
“Sostenitori e moderni interpreti del principio spirituale e filosofico di aristocrazia (nella sua più autentica accezione etimologica, greca e tradizionale, di “governo dei migliori”), crediamo che questo principio si attui naturalmente gerarchia del merito. I nostri riferimenti storici, culturali ed ideali solo le polis greche, il patriziato romano, la cavalleria cristiana medievale, il Sacro Romano Impero, la società organica feudale, il rinascimento italiano e le monarchie tradizionali.
Riteniamo che la più genuina nobiltà sia quella del pensiero e dell’azione, al servizio della propria comunità e del proprio territorio: esempio, oltre che di cultura, buon gusto e buone maniere, soprattutto di assoluta lealtà, profondo senso di giustizia, del dovere e del sacrificio; di coraggio e patriottismo, di fedeltà alla Religione, alla Corona ed alla parola data.
Forte di tali principi, la nostra associazione culturale, diversamente da tutte le altre, si rivolge sia a quella minoranza di Nobili legittimi (che avendo ereditato dai propri Maggiori stemmi e corone, rimangono fedeli alla provvidenziale missione dell'aristocrazia storia), sia a tutti coloro che, cavalieri e autentici gentiluomini, condividono questi imperituri valori: l'aristocrazia, contrariamente a quanto si pensi, è una classe aperta”.
Questo è il motivo per cui ho aderito, prima di tutto anche perché il mio ruolo è proprio quello di essere aperto senza alcun genere di prevenzioni o pregiudizi a tutte le persone che sinceramente desiderino compiere un percorso di miglioramento nell’ambito di queste materie.
Considerandomi una persona con mente aperta in questo settore ribadisco che il mio unico scopo è quello di proporre soluzioni utili all’approccio scientifico stabilito dagli standard delle più importanti e serie organizzazioni mondiali quali: la Confédération Internationale de Généalogie et d'Héraldique (CIGH), l’Académie Internationale d’Heraldique – AIH, l’Académie Internationale de Genealogie – AIG, l’International Commission for Orders of Chivalry, nonché Historical Families of Europe - HFE; ed avendo compreso che si trattava di una associazione richiamantesi ad antichi concetti connessi all’idea antica e universale di “aristocrazia” ma non limitatamente con carattere nobiliare (“Riteniamo che la più genuina nobiltà sia quella del pensiero e dell’azione, al servizio della propria comunità e del proprio territorio”) ho accettato convinto anche dal fatto – come mi era stato promesso – che sarebbero stati rimossi tutti i titoli nobiliari, le titolature accademiche e gli onori cavallereschi e premiali, come si addice ad una associazione morale di questo tipo; del resto sono anche socio perpetuo della Croce Rossa Italiana che accetta senza entrare nel merito le più eterogenee persone.
Con il passare dei giorni ho parlato e parlato tanto, ho conosciuto nuove persone che potrei definire ancora lontane dalla scientificità di questo settore di studi, ma del resto nel nostro Paese ci sono tanti altri personaggi la cui fama è autoreferenziale e che, essendo di fatto lontani dal vero mondo accademico di questi studi, presentano una loro verità che risulta tra gli scienziati ridicola o nel migliore dei casi totalmente onirica.
Questo gruppo eterogeneo di Uomini – se realmente come mi hanno assicurato continueranno su questa strada – dimostrano che il concetto greco di ARISTOCRAZIA è ancora vivo ed ha valori che possono essere espressi nella nostra moderna società, tanto che dal loro odierno comportamento si stanno rilevando davvero i migliori (OI ARISTOI); proprio oggi è apparso un comunicato http://aristocraziaeuropea.blogspot.com/ che rende loro onore e che voglio qui riportare integralmente :
COMUNICATO UFFICIALE di ARISTOCRAZIA EUROPEA
Milano, venerdì Santo, 14 aprile 2017
Aristocrazia Europea sta crescendo in numero e qualità di adesioni. Vogliamo ribadire, ancora una volta, che noi non siamo una delle tante, più o meno serie, legittime e benemerite associazioni nobiliari o cavalleresche, e che non rilasciamo titoli e riconoscimenti. Noi siamo qualcosa di diverso, di nuovo e di antico, una “semplice” associazione culturale internazionale, con un compito altro ed alto: quello di risvegliare, sostenere e portare avanti gli autentici valori e principi, filosofici e spirituali, di aristocrazia, cavalleria, nobiltà, patriziato, monarchia e impero. Per questo ci rivolgiamo sia ai discendenti delle famiglie storiche, rimasti fedeli alla propria missione, che a tutti quei cavalieri e gentiluomini, che condividono questa visione tradizionale del mondo, e che sono decisi a difendere la nostra civiltà europea e cristiana.
Pur rispettando i dettami della XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana, ed apprezzando il lavoro svolto da diverse associazioni private che si occupano seriamente di queste materie, su proposta del nostro primo sodale, Principe Sforza Ruspoli, d’ora in poi, seguiremo unicamente le indicazioni e decisioni del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) e della Historical Families of Europe (HFE), facendo nostri i principi scientifici di indiscussi organismi internazionali quali: la Confédération Internationale de Généalogie et d'Héraldique (CIGH), l’Académie Internationale d’Héraldique (AIH), l’Académie Internationale de Généalogie (AIG), e l’International Commission for Order of Chivalry (ICOC).
Pertanto, sentito l’unanime parere favorevole del nostro Comitato d’Onore, abbiamo deciso di utilizzare solo nomi e cognomi anagrafici o cognomizzazioni rilevate dallo stato civile, e di uniformare, in tal senso, tutta la comunicazione ufficiale di Aristocrazia Europea, a partire da sito internet, blog e social web. Invitiamo tutti i nostri associati ad adeguarsi ed elevarsi in tal senso.
Un caro saluto a Voi tutti ed auguri di Santa Pasqua anche ai vostri cari
Firmato il presidente pro tempore
Ezra Annibale Foscari Widmann Rezzonico
Mi occupo ormai da oltre 40 anni di scienze documentarie della storia, e nel corso degli anni ho subito una evoluzione del mio pensiero iniziale sulla materia, così oggi mi attengo solo alla scientificità di questi argomenti quando metto a disposizione la mia persona.
Desidero ricordare semplicemente quali sono i miei landmark in questo settore:
Se tratto della nobiltà italiana ritengo che debba darmi una delimitazione che mi renda più facile una giusta classificazione come è la seguente:
1) la Repubblica Italiana non riconosce la nobiltà, che quindi non è argomento di discussione di carattere giuridico, e non esiste oggi una autorità statale che possa ottemperare all’applicazione delle leggi nobiliari del regno d’Italia, utilizzate per riconoscere quelle famiglie nel legittimo diritto della più varia nobiltà;
2) la nobiltà certificata è solo quella che venne riconosciuta durante il regno d’Italia e mi riferisco solo a quelle famiglie che ci fu il tempo di inserire dopo adeguata verifica da parte degli organi di Stato competenti nel Libro d’oro della nobiltà italiana, oggi conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato, e che è limitata solo a quelle persone che vennero personalmente iscritte, non essendo efficace per i discendenti e i collaterali che non si trovano indicati, per questo coloro che non compaiono sono da me considerati come esponenti di famiglie storiche facenti parte dei ceti dominanti del regno d’Italia;
3) tutte le altre famiglie sia che compaiono negli Elenchi Ufficiali del regno d’Italia (1921-1933-1934-36) o che oggi si dicono da loro stessi nobili, non avendo provveduto a suo tempo al richiesto riconoscimento ottenendo il pubblico uso durante il regno d’Italia, non sono considerate da me come famiglie nobili del regno d’Italia, ma se nel reale possesso di quei diritti, famiglie storiche che hanno fatto parte dei ceti dominanti degli stati preunitari;
5) gli unici repertori affidabili sulla nobiltà sono gli Elenchi Ufficiali pubblicati dal regno d’Italia ai quali aggiungo l’Elenco Storico della Nobiltà Italiana edito dal Sovrano Militare Ordine di Malta nel 1961; quanto di altro può apparire su questo argomento per me rappresenta solo il pensiero dell’editore che può mutare sia per il livello più o meno elevato di formazione culturale in merito, che per opportunità personali che inducono anche a non pubblicare tutte quelle famiglie che potrebbero averne diritto;
4) i cosiddetti riconoscimenti di nobiltà operati dal Sovrano Militare Ordine di Malta sono validi riconoscimenti di nobiltà melitense, ma non italiana;
5) i cosiddetti riconoscimenti di nobiltà operati da ordini cavallereschi detti dinastici hanno un carattere privato irrilevante ai fini delle leggi nobiliari del regno d’Italia;
6) non prendo in nessuna considerazione qualunque altro tipo di “riconoscimento”;
7) per la nobiltà estera considero solo come nobiltà quella che è riconosciuta come tale dagli Stati dove questa è riconosciuta e tutelata, ritenendomi incompetente per ogni altro tipo di nobiltà straniera.
Se tratto degli ordini cavallereschi e dei sistemi premiali mi attengo esclusivamente a quanto stabilito dalla International Commission for Orders of Chivalry - ICOC i cui commissioners per la loro competenza scientifica mi garantiscono oggi il più alto standing di sicurezza sulla materia.
Infine per l’uso di titoli accademici riconosco solo per le università italiane quelli che il Ministero dell’Università e della Ricerca considera validi; per gli stranieri mi attengo alle direttive stabilite dalle autorità statali preposte al loro pubblico riconoscimento.
Anche quando ho creato associazioni o editato specifiche pubblicazioni mai ho voluto riportare in vita storici nomi del passato in quanto credo che le persone debbano essere giudicate per quello che fanno loro stesse personalmente in base alle proprie capacità e non certo tentando di far rivivere un alone di fama proveniente da entità che hanno fatto il loro tempo (e che spesso non sono neppure bene conosciute e valutate dagli stessi resuscitatori).
Come voi potete leggere le mie pietre miliari sono semplici, ma hanno ancora un senso in questi studi…
Pier Felice degli Uberti
Il 1° febbraio 2017 mi è stato chiesto di far parte del Comitato d’Onore di Aristocrazia Europea http://www.aristocrazia.eu/ una associazione senza fine di lucro che non chiede soldi neppure per l’ammissione il cui meraviglioso incipit è il seguente:
“Sostenitori e moderni interpreti del principio spirituale e filosofico di aristocrazia (nella sua più autentica accezione etimologica, greca e tradizionale, di “governo dei migliori”), crediamo che questo principio si attui naturalmente gerarchia del merito. I nostri riferimenti storici, culturali ed ideali solo le polis greche, il patriziato romano, la cavalleria cristiana medievale, il Sacro Romano Impero, la società organica feudale, il rinascimento italiano e le monarchie tradizionali.
Riteniamo che la più genuina nobiltà sia quella del pensiero e dell’azione, al servizio della propria comunità e del proprio territorio: esempio, oltre che di cultura, buon gusto e buone maniere, soprattutto di assoluta lealtà, profondo senso di giustizia, del dovere e del sacrificio; di coraggio e patriottismo, di fedeltà alla Religione, alla Corona ed alla parola data.
Forte di tali principi, la nostra associazione culturale, diversamente da tutte le altre, si rivolge sia a quella minoranza di Nobili legittimi (che avendo ereditato dai propri Maggiori stemmi e corone, rimangono fedeli alla provvidenziale missione dell'aristocrazia storia), sia a tutti coloro che, cavalieri e autentici gentiluomini, condividono questi imperituri valori: l'aristocrazia, contrariamente a quanto si pensi, è una classe aperta”.
Questo è il motivo per cui ho aderito, prima di tutto anche perché il mio ruolo è proprio quello di essere aperto senza alcun genere di prevenzioni o pregiudizi a tutte le persone che sinceramente desiderino compiere un percorso di miglioramento nell’ambito di queste materie.
Considerandomi una persona con mente aperta in questo settore ribadisco che il mio unico scopo è quello di proporre soluzioni utili all’approccio scientifico stabilito dagli standard delle più importanti e serie organizzazioni mondiali quali: la Confédération Internationale de Généalogie et d'Héraldique (CIGH), l’Académie Internationale d’Heraldique – AIH, l’Académie Internationale de Genealogie – AIG, l’International Commission for Orders of Chivalry, nonché Historical Families of Europe - HFE; ed avendo compreso che si trattava di una associazione richiamantesi ad antichi concetti connessi all’idea antica e universale di “aristocrazia” ma non limitatamente con carattere nobiliare (“Riteniamo che la più genuina nobiltà sia quella del pensiero e dell’azione, al servizio della propria comunità e del proprio territorio”) ho accettato convinto anche dal fatto – come mi era stato promesso – che sarebbero stati rimossi tutti i titoli nobiliari, le titolature accademiche e gli onori cavallereschi e premiali, come si addice ad una associazione morale di questo tipo; del resto sono anche socio perpetuo della Croce Rossa Italiana che accetta senza entrare nel merito le più eterogenee persone.
Con il passare dei giorni ho parlato e parlato tanto, ho conosciuto nuove persone che potrei definire ancora lontane dalla scientificità di questo settore di studi, ma del resto nel nostro Paese ci sono tanti altri personaggi la cui fama è autoreferenziale e che, essendo di fatto lontani dal vero mondo accademico di questi studi, presentano una loro verità che risulta tra gli scienziati ridicola o nel migliore dei casi totalmente onirica.
Questo gruppo eterogeneo di Uomini – se realmente come mi hanno assicurato continueranno su questa strada – dimostrano che il concetto greco di ARISTOCRAZIA è ancora vivo ed ha valori che possono essere espressi nella nostra moderna società, tanto che dal loro odierno comportamento si stanno rilevando davvero i migliori (OI ARISTOI); proprio oggi è apparso un comunicato http://aristocraziaeuropea.blogspot.com/ che rende loro onore e che voglio qui riportare integralmente :
COMUNICATO UFFICIALE di ARISTOCRAZIA EUROPEA
Milano, venerdì Santo, 14 aprile 2017
Aristocrazia Europea sta crescendo in numero e qualità di adesioni. Vogliamo ribadire, ancora una volta, che noi non siamo una delle tante, più o meno serie, legittime e benemerite associazioni nobiliari o cavalleresche, e che non rilasciamo titoli e riconoscimenti. Noi siamo qualcosa di diverso, di nuovo e di antico, una “semplice” associazione culturale internazionale, con un compito altro ed alto: quello di risvegliare, sostenere e portare avanti gli autentici valori e principi, filosofici e spirituali, di aristocrazia, cavalleria, nobiltà, patriziato, monarchia e impero. Per questo ci rivolgiamo sia ai discendenti delle famiglie storiche, rimasti fedeli alla propria missione, che a tutti quei cavalieri e gentiluomini, che condividono questa visione tradizionale del mondo, e che sono decisi a difendere la nostra civiltà europea e cristiana.
Pur rispettando i dettami della XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana, ed apprezzando il lavoro svolto da diverse associazioni private che si occupano seriamente di queste materie, su proposta del nostro primo sodale, Principe Sforza Ruspoli, d’ora in poi, seguiremo unicamente le indicazioni e decisioni del Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) e della Historical Families of Europe (HFE), facendo nostri i principi scientifici di indiscussi organismi internazionali quali: la Confédération Internationale de Généalogie et d'Héraldique (CIGH), l’Académie Internationale d’Héraldique (AIH), l’Académie Internationale de Généalogie (AIG), e l’International Commission for Order of Chivalry (ICOC).
Pertanto, sentito l’unanime parere favorevole del nostro Comitato d’Onore, abbiamo deciso di utilizzare solo nomi e cognomi anagrafici o cognomizzazioni rilevate dallo stato civile, e di uniformare, in tal senso, tutta la comunicazione ufficiale di Aristocrazia Europea, a partire da sito internet, blog e social web. Invitiamo tutti i nostri associati ad adeguarsi ed elevarsi in tal senso.
Un caro saluto a Voi tutti ed auguri di Santa Pasqua anche ai vostri cari
Firmato il presidente pro tempore
Ezra Annibale Foscari Widmann Rezzonico
Mi occupo ormai da oltre 40 anni di scienze documentarie della storia, e nel corso degli anni ho subito una evoluzione del mio pensiero iniziale sulla materia, così oggi mi attengo solo alla scientificità di questi argomenti quando metto a disposizione la mia persona.
Desidero ricordare semplicemente quali sono i miei landmark in questo settore:
Se tratto della nobiltà italiana ritengo che debba darmi una delimitazione che mi renda più facile una giusta classificazione come è la seguente:
1) la Repubblica Italiana non riconosce la nobiltà, che quindi non è argomento di discussione di carattere giuridico, e non esiste oggi una autorità statale che possa ottemperare all’applicazione delle leggi nobiliari del regno d’Italia, utilizzate per riconoscere quelle famiglie nel legittimo diritto della più varia nobiltà;
2) la nobiltà certificata è solo quella che venne riconosciuta durante il regno d’Italia e mi riferisco solo a quelle famiglie che ci fu il tempo di inserire dopo adeguata verifica da parte degli organi di Stato competenti nel Libro d’oro della nobiltà italiana, oggi conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato, e che è limitata solo a quelle persone che vennero personalmente iscritte, non essendo efficace per i discendenti e i collaterali che non si trovano indicati, per questo coloro che non compaiono sono da me considerati come esponenti di famiglie storiche facenti parte dei ceti dominanti del regno d’Italia;
3) tutte le altre famiglie sia che compaiono negli Elenchi Ufficiali del regno d’Italia (1921-1933-1934-36) o che oggi si dicono da loro stessi nobili, non avendo provveduto a suo tempo al richiesto riconoscimento ottenendo il pubblico uso durante il regno d’Italia, non sono considerate da me come famiglie nobili del regno d’Italia, ma se nel reale possesso di quei diritti, famiglie storiche che hanno fatto parte dei ceti dominanti degli stati preunitari;
5) gli unici repertori affidabili sulla nobiltà sono gli Elenchi Ufficiali pubblicati dal regno d’Italia ai quali aggiungo l’Elenco Storico della Nobiltà Italiana edito dal Sovrano Militare Ordine di Malta nel 1961; quanto di altro può apparire su questo argomento per me rappresenta solo il pensiero dell’editore che può mutare sia per il livello più o meno elevato di formazione culturale in merito, che per opportunità personali che inducono anche a non pubblicare tutte quelle famiglie che potrebbero averne diritto;
4) i cosiddetti riconoscimenti di nobiltà operati dal Sovrano Militare Ordine di Malta sono validi riconoscimenti di nobiltà melitense, ma non italiana;
5) i cosiddetti riconoscimenti di nobiltà operati da ordini cavallereschi detti dinastici hanno un carattere privato irrilevante ai fini delle leggi nobiliari del regno d’Italia;
6) non prendo in nessuna considerazione qualunque altro tipo di “riconoscimento”;
7) per la nobiltà estera considero solo come nobiltà quella che è riconosciuta come tale dagli Stati dove questa è riconosciuta e tutelata, ritenendomi incompetente per ogni altro tipo di nobiltà straniera.
Se tratto degli ordini cavallereschi e dei sistemi premiali mi attengo esclusivamente a quanto stabilito dalla International Commission for Orders of Chivalry - ICOC i cui commissioners per la loro competenza scientifica mi garantiscono oggi il più alto standing di sicurezza sulla materia.
Infine per l’uso di titoli accademici riconosco solo per le università italiane quelli che il Ministero dell’Università e della Ricerca considera validi; per gli stranieri mi attengo alle direttive stabilite dalle autorità statali preposte al loro pubblico riconoscimento.
Anche quando ho creato associazioni o editato specifiche pubblicazioni mai ho voluto riportare in vita storici nomi del passato in quanto credo che le persone debbano essere giudicate per quello che fanno loro stesse personalmente in base alle proprie capacità e non certo tentando di far rivivere un alone di fama proveniente da entità che hanno fatto il loro tempo (e che spesso non sono neppure bene conosciute e valutate dagli stessi resuscitatori).
Come voi potete leggere le mie pietre miliari sono semplici, ma hanno ancora un senso in questi studi…
Pier Felice degli Uberti