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DIACONI

MessaggioInviato: martedì 10 gennaio 2006, 16:52
da Michele Baroncini
Carissimi :P ...


Rieccomi a incrementare il tasso di domande stolide in questo nostro forum! :wink:

Riporto dal sito

http://fermo.chiesainrete.it/diaconato/significato/index.htm

Nella Costituzione "Lumen Gentium" viene recepita la dottrina sull'Ordine e, al paragrafo 29, si definisce il ripristino del diaconato come grado proprio e permanente del servizio pastorale (omissis)

Ora dunque... da un punto di vista araldico :wink: .... sarebbe interessante definire quali caratteristiche dovrebbe o potrebbe avere un' eventuale arma "diaconale". :wink: (mi riferisco a ornamenti o caratteri peculiari)

cari saluti :wink:

MB

Re: DIACONI

MessaggioInviato: martedì 10 gennaio 2006, 18:25
da fra' Eusanio da Ocre
Michele Baroncini ha scritto:Carissimi :P ... Rieccomi a incrementare il tasso di domande stolide in questo nostro forum! :wink:

Se è una delle tue solite "domande stolide", allora... EVVIVA LA STOLIDITà! :wink:

...(omissis)...da un punto di vista araldico :wink: .... sarebbe interessante definire quali caratteristiche dovrebbe o potrebbe avere un' eventuale arma "diaconale". :wink: (mi riferisco a ornamenti o caratteri peculiari)
cari saluti :wink:
MB


Che tu sappia, carissimo Michele, un diacono è tenuto a suggellare o firmare atti pubblicamente validi, o che comunque comportino una particolare responsabilità legata al suo ufficio?

Bene :D vale

Re: DIACONI

MessaggioInviato: martedì 10 gennaio 2006, 18:41
da Guido5
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:un diacono è tenuto a suggellare o firmare atti pubblicamente validi, o che comunque comportino una particolare responsabilità legata al suo ufficio?

...pare (se il Codice di diritto canonico non dice sciocchezze) che sia un "ministro ordinario" del Battesimo (oltre che della Comunione) e che possa anche, come delegato, assistere al Matrimonio, i cui "ministri" sono gli sposi, chiedendone e ricevendone il consenso in nome della Chiesa.

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: martedì 10 gennaio 2006, 20:49
da T.G.Cravarezza
Gentilissimi,
il diacono deve "servire" il vescovo per tutto ciò che concerne le necessità della chiesa locale.
In particolare, il diacono potrà amministrare il battesimo, conservare e distribuire l'eucarestia, assistere e benedire il matrimonio, portare il viatico ai moribondi, leggere le Sacre Scritture ai fedeli, istruire ed esortare il popolo, presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli, istruire i sacramentali, presiedere al rito funerale e della sepoltura, oltre che dirigere le celebrazioni della Parola di Dio, soprattutto quano manchi il sacerdote.
Quindi non ha un ruolo insignificante nella vita della Chiesa. Nemmeno i frati, non ordinati, hanno diritto, a quanto mi pare, a possedere uno stemma araldico. Il problema è che penso sia difficilmente pensabile, al giorno d'oggi, proporre un'aggiunta araldica al'ordinamento canonico, per i religiosi non ordinati e per i diaconi, quando nemmeno i sacerdoti fanno uso di stemma. Al giorno d'oggi solo i vescovi lo usano e molti a malavoglia.
Sarebbe comunque interessante trovare una soluzione. Sicuramente bisognerebbe trovare un'alternativa al cappello prelatizio, non avendone loro diritto.

MessaggioInviato: martedì 10 gennaio 2006, 21:04
da fra' Eusanio da Ocre
Analisi corretta, caro Tomaso, le cui conclusioni sono cristalline.

Con tutto il rispetto per le non certo secondarie missione e mansioni del diacono, egli non deve "firmare" atti (come fa il vescovo) né "siglarli" col suo sigillo (come fa il vescovo, sebbene sempre più spesso in forma virtuale).

Quindi mancano al diacono i due maggiori moventi all'uso pubblico ed ufficiale di uno stemma proprio.

Dal punto di vista del timbro che l'eventuale ed ipotetico stemma diaconale potrebbe utilizzare, già esistono forme e colori particolari per le cariche ecclesiali "minori": per esempio, cappelli prelatizi con tre nappe per lato e di colore completamente nero, oppure nero ma con i cordoni porpora.

Fermo restando il giustissimo dubbio che ti e ci rimane:
Il problema è che penso sia difficilmente pensabile, al giorno d'oggi, proporre un'aggiunta araldica al'ordinamento canonico, per i religiosi non ordinati e per i diaconi, quando nemmeno i sacerdoti fanno uso di stemma.

Ed a questo punto il discorso ricadrebbe nel più generico "diritto comune" che ognuno ha (nel rispetto del "già esistente") ad usare uno stemma proprio, intendendolo come rappresentazione grafica di sè medesimo.

Bene :D vale

MessaggioInviato: martedì 10 gennaio 2006, 22:26
da T.G.Cravarezza
Concordo con il gentilissimo Fra Eusanio. L'unica dissonanza riguarda l'elemento distintivo per i diaconi. Troverei l'utilizzo di un cappello prelatizio per i religiosi non ordinati, quali frati e diaconi, poco corretto canonicamente e teologicamente, anche cambiando il numero di nappe ed i colori. Bisognerebbe trovare il copricapo usato nel passato dai diaconi oppure si potrebbe utilizzare una stola stilizzata posta in sbarra dietro lo scudo come viene appunto indossata dai diaconi durante le funzioni religiose.

MessaggioInviato: martedì 10 gennaio 2006, 22:31
da MMT
T.G.Cravarezza ha scritto:Concordo con il gentilissimo Fra Eusanio. L'unica dissonanza riguarda l'elemento distintivo per i diaconi. Troverei l'utilizzo di un cappello prelatizio per i religiosi non ordinati, quali frati e diaconi, poco corretto canonicamente e teologicamente, anche cambiando il numero di nappe ed i colori. Bisognerebbe trovare il copricapo usato nel passato dai diaconi oppure si potrebbe utilizzare una stola stilizzata posta in sbarra dietro lo scudo come viene appunto indossata dai diaconi durante le funzioni religiose.


La tua ultima idea, caro Tomaso, non è affatto male!
Complimenti!

Michele. :wink:
ps: ora devi solo trovare un diacono che cominci.

MessaggioInviato: martedì 10 gennaio 2006, 22:32
da fra' Eusanio da Ocre
Tutto è possibile, in sede :wink: creativa...

...e le recenti vicende legate allo stemma pontificio, pur fra infinite discussioni e commenti, dimostrano che l'araldica ecclesiastica è in piena fase creativa!

Bene :D valete

MessaggioInviato: mercoledì 11 gennaio 2006, 0:07
da Guido5
Cari amici,
il "topic" di Michele B. si riferisce ai diaconi permanenti, ministri ordinati, e ai loro "ornamenti o caratteri peculiari". Premetto che nella Chiesa cattolica tutti i ministeri, da quello "petrino" in giù, significano servizio (secondo l'etimo latino della parola). Noto poi che
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:egli [il diacono] non deve "firmare" atti (come fa il vescovo) né "siglarli" col suo sigillo (come fa il vescovo, sebbene sempre più spesso in forma virtuale). Quindi mancano al diacono i due maggiori moventi all'uso pubblico ed ufficiale di uno stemma proprio

(ovviamente proprio del ministero, non della persona). Se questo fosse vero, a usare uno stemma potrebbero essere solo protonotari apostolici, vescovi e cardinali prefetti delle Congregazioni della Curia romana. Sappiamo invece che la maggior parte degli autori, compreso mons. Heim, afferma che "il diritto al cappello ecclesiastico sacerdotale di color nero [con un solo fiocco per lato] spetta ad ogni singolo semplice sacerdote", cioè ai ministri ordinati (prima il diaconato era solo l'ultimo passo prima del sacerdozio, del quale l'episcopato costituisce la pienezza).
Le eccezioni che confermano la regola (non quella del cappello ma di un'insegna...) sono per le abbadesse e priore e per certi religiosi laici, compresi il Gran Maestro e i Cavalieri "professi" dell'Ordine di Malta.
I diaconi permanenti, anche loro ministri ordinati, rimangono così esclusi. Fra i loro ornamenti liturgici non c'è alcun tipo di cappello bensì la dalmatica e soprattutto la stola che poggia però sulla spalla sinistra e scende verso il fianco destro della persona. Simboli del loro servizio all'altare possono essere considerati il libro dei Vangeli e il calice.
Concordo tuttavia con Tomaso che una specie di infula, con una croce sopra la frangia, posta in sbarra dietro lo scudo potrebbe essere una soluzione accettabile.

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: mercoledì 11 gennaio 2006, 9:59
da eugubino
All'interno della gerarchia ecclesiastica, dal papa, ai cardinali, agli ordini religiosi (maschili e femminili), al clero (o ancora più in basso) chi ha diritto a usare uno stemma?

MessaggioInviato: mercoledì 11 gennaio 2006, 10:25
da marcoluca
T.G.Cravarezza ha scritto:Omissis..i. Troverei l'utilizzo di un cappello prelatizio per i religiosi non ordinati, quali frati e diaconi...omissis

giusto quanto già spiegato da Guido, il sacramento dell'Ordine è suddiviso in tre gradi: il diaconato, il presbiterato e l'episcopato. Pertanto, gli uomini che ricevono il diaconato permanente o transeunte, entrano a pieno titolo a far parte del sacerdozio ministeriale, a differenza dei ministri istituiti (Lettorato ed Accolitato).
Ora, però, l'utilizzo di uno stemma, come proprio sigillo, credo sia inerente alla carica svolta dal prelato... non credo che i semplici parroci abbiano diritto all'uso di uno stemma, a meno che non siano Monsignori. Il diacono, anche permanente e coniugato, quale ministro ordinato potrebbe assurgere a tutte le cariche che spettano ai preti (anche quella di parroco). Sinceramente rimango perplesso nel sapere che ogni singolo prete semplice abbia diritto ad uno stemma!

A proposito... il titolo di Monsignore è un titolo onorifico, piu o meno come quello di cardinale, quante nappe, dunque, dovrebbe avere il cappello prelatizio che timbra lo scudo per distinguesi da quello di prete semplice?

marcoluca

MessaggioInviato: mercoledì 11 gennaio 2006, 11:24
da Guido5
eugubino ha scritto:All'interno della gerarchia ecclesiastica ... chi ha diritto a usare uno stemma?

Caro Fabrizio,
precisato che chi pratica i "consigli evangelici" con i voti di povertà, castità e obbedienza non appartiene di per sé alla struttura gerarichica della Chiesa (CCC 914), va detto - con mons. Heim - che "l'uso di stemmi da parte dei chierici come persone private .... appartiene ai loro diritti personali", come ha già osservato anche fra' Eusanio. Il problema riguarda dunque soltanto gli ornamenti esterni tipici della funzione e della dignità dell'interessato. Ed è qui che si pone il problema dei diaconi permanenti. Gli altri diaconi, nel giro di un anno, passano al presbiterato.

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: mercoledì 11 gennaio 2006, 12:01
da Guido5
marcoluca ha scritto:... il titolo di Monsignore è un titolo onorifico, piu o meno come quello di cardinale, quante nappe, dunque, dovrebbe avere il cappello prelatizio che timbra lo scudo per distinguesi da quello di prete semplice?

Caro Marcoluca,
monsignore è un titolo così generico che spetta al semplice parroco di campagna titolare di uan chiesa arcipretale così come all'arcivescovo metropolita. Limitandoci al cappello nero e stando all'arcivescovo Heim, i "decani" (sive "vicari foranei" o, qui a Roma, "parroci prefetti"), i superiori maggiori e i prelati minori in genere hanno diritto a due fiocchi pendenti da ciascun lato, fiocchi che possono scendere da un nodo mediano o derivare quello inferiore da quello superiore; i canonici ordinari a tre fiocchi per lato; i protonotari apostolici a sei. Per i "cappellani di Sua Santità" la questione è aperta sul numero dei fiocchi (tre o sei per lato) ma questi sono paonazzi.

Ciao a tutti!
Guido5

MessaggioInviato: mercoledì 11 gennaio 2006, 14:21
da marcoluca
Guido5 ha scritto:[
monsignore è un titolo così generico che spetta al semplice parroco di campagna titolare di una chiesa arcipretale così come all'arcivescovo metropolita.
Guido5


Non credo proprio... il parroco della cattedrale della cittadina, cui appartengo ora, è un semplice prete, il parroco della chiesa di Napoli cui appartenevo, nominato Cappellano di Sua Santità, si fregia del titolo di monsignore. E' ovvio che io parlo di titoli attribuiti in virtù di una concessione e non per mera cortesia.
Poi per quanto riguarda l'utilizzo del cappello prelatizio e di un possibile scudo, sono d'accordo con te, Guido, ma potrebbe spettare ai diaconi?
Bene, io credo di si; in virtù del fatto che, in quanto appartenenti all'Ordine Sacro e quindi ministri ordinati, potrebbero assurgere a cariche prelatizie, come appunto cappellani di Sua Santità e fregiarsi di uno stemma.

MessaggioInviato: mercoledì 11 gennaio 2006, 14:30
da T.G.Cravarezza
marcoluca ha scritto:
T.G.Cravarezza ha scritto:Omissis..i. Troverei l'utilizzo di un cappello prelatizio per i religiosi non ordinati, quali frati e diaconi...omissis

giusto quanto già spiegato da Guido, il sacramento dell'Ordine è suddiviso in tre gradi: il diaconato, il presbiterato e l'episcopato. Pertanto, gli uomini che ricevono il diaconato permanente o transeunte, entrano a pieno titolo a far parte del sacerdozio ministeriale, a differenza dei ministri istituiti (Lettorato ed Accolitato).

marcoluca


Ho commesso un errore imperdonabile e mi scuso per questo. Il diacono riceve il sacramento dell'Ordine a tutti gli effetti. Esso rappresenta il primo grado dell'Ordine che prosegue con il sacerdozio e l'episcopato. Ciò che volevo intendere era semplciemente che il diacono, come il frate che ha semplicemente dato i voti, non ha alcuna autorità particolare all'interno della Chiesa, ma ricopre appunto un ruolo di servizio nei confronti del vescovo. Per questo motivo, come il frate, non avrebbe utilità pratica dal ricevere uno stemma araldico. Specificato ciò, però, concordo con Mons. Heim: lo stemma lo può avere come persona privata. Quindi, anche senza un effettivo utilizzo dello stemma per atti pubblici, penso sia giusto dotare gli stemmi personali dei diaconi (se mai ve ne fossero) di un elemento distintivo del loro ruolo.