Da avvocato confermo le riserve sui limiti e i dubbi nei confronti di una perizia calligrafica giunta con qualche secolo di ritardo: il metodo scientifico vorrebbe si usasse quantomeno il condizionale ma, si sa, lo scoop giornalistico esige certezze e la pubblicità (per il romanzo) ancora di più.
E' da sempre noto che la moglie di Carlo II operò pressioni, a Genova diremmo "maneggi", per condizionare il testamento del malato e psicologicamente fragile sovrano: ma la guerra che scaturì per la successione era in realtà del tutto disinteressata alle norme giuridiche, fondandosi sulla lotta per il predominio in Europa. Quando il Re Sole presentò suo nipote come Re di Spagna alla corte di Parigi non si peritò certo di consultare dei calligrafi, piuttosto scelse di mettere alla prova l'apparato bellico francese.
Né la dinastia regnante in Spagna ha motivo di tremare: dalla Pace di Utrecht in poi, passando per il Congresso di Vienna, la sua sovranità è stata legittimata nei confronti delle potenze europee; senza contare che il padre dell'attuale sovrano fu designato da Francisco Franco (ponendo di fatto fine alle pretese più o meno legittime degli altri rami o pretendenti borbonici) e legittimato di fronte al parlamento spagnolo.
Tanto rumore per nulla
