"Decadere" nel giro di una generazione
E' possibile che una famiglia annoverata tra le più nobili possa arrivare a cambiare completamente la propria condizione?
La famiglia TUZI di Ascoli è menzionata in molte fonti storiche e monumentali (duomo di Ascoli) come una delle più antiche e nobili della città, annoverando uomini d'arme e di chiesa. Si ha memoria della famiglia anche nella toponomastica cittadina (rua dei tuzi). Nel 1790 Baldassarre Orsini in una disquisizione sulle "pitture e sculture ed altre cose rare" della città di Ascoli descrive alcuni quadri conservati nel palazzo di proprietà del nobile conte Tuzio Tuzi. Nei documenti dell'archivio di stato di ascoli, relatativi al censimento del 1861, ho trovato due soli Tuzi: Gaspare del fu Tuzio e sua figlia. Grande il mio stupore nel leggere lo stato di famiglia:
Gaspare del fu Tuzio n.1790 (evidentemente figlio del precedente conte Tuzio) di professione: senza professione ( e non "possidente" come ragionevolmente mi sarei aspettato):
Agnese di Gaspare n.1839, cucitrice
Fillesi (non ricordo il nome), cartaio, che con i suoi 2 figli convive ( è scritto nelle osservazioni,evidentemente more uxorio) con Agnese.
Si trasferiscono poi tutti a Roma.
Da qui mi sembra evidente e sorprendente che dal conte Tuzio si passi a Gaspare senza mestiere e ad Agnese, cucitrice. In una generazione si perdono i possedimenti e si muta drasticamente condizione, dimenticando la pregressa nobiltà, e finendo col convivere more uxorio.
Da che può dipendere, quali motivazioni potrebbero esserci? Vi è mai capitato di riscontrare situazioni del genere nelle vostre ricerche?
La famiglia TUZI di Ascoli è menzionata in molte fonti storiche e monumentali (duomo di Ascoli) come una delle più antiche e nobili della città, annoverando uomini d'arme e di chiesa. Si ha memoria della famiglia anche nella toponomastica cittadina (rua dei tuzi). Nel 1790 Baldassarre Orsini in una disquisizione sulle "pitture e sculture ed altre cose rare" della città di Ascoli descrive alcuni quadri conservati nel palazzo di proprietà del nobile conte Tuzio Tuzi. Nei documenti dell'archivio di stato di ascoli, relatativi al censimento del 1861, ho trovato due soli Tuzi: Gaspare del fu Tuzio e sua figlia. Grande il mio stupore nel leggere lo stato di famiglia:
Gaspare del fu Tuzio n.1790 (evidentemente figlio del precedente conte Tuzio) di professione: senza professione ( e non "possidente" come ragionevolmente mi sarei aspettato):
Agnese di Gaspare n.1839, cucitrice
Fillesi (non ricordo il nome), cartaio, che con i suoi 2 figli convive ( è scritto nelle osservazioni,evidentemente more uxorio) con Agnese.
Si trasferiscono poi tutti a Roma.
Da qui mi sembra evidente e sorprendente che dal conte Tuzio si passi a Gaspare senza mestiere e ad Agnese, cucitrice. In una generazione si perdono i possedimenti e si muta drasticamente condizione, dimenticando la pregressa nobiltà, e finendo col convivere more uxorio.
Da che può dipendere, quali motivazioni potrebbero esserci? Vi è mai capitato di riscontrare situazioni del genere nelle vostre ricerche?
Ma in quanti palazzi ha soggiornato Garibaldi, a quanti balconi si è affacciato e sotto quante vecchie copertacce ha dormito?