secondo me che la casata sia regnante o meno non credo cambi molto. Per quanto segue:
1. in genere esiste un capo del casato che fa da garante della tradizione. Se la tradizione implica determinate regole di comportamento da parte dei membri della famiglia non vedo perchè di punto in bianco esse siano prive di efficacia una volta caduto lo stato;
2. questo capo del casato è riconosciuto dai membri della dinastia come tale. Per cui mantiene in vita la tradizione e le relative leggi di successione(sempre che non si decida di fare delle modifiche per i più disparati motivi.... niente è eterno, a questo proposito vedere la "rivoluzione" della casa d'Austria risalente al 1990/1991);
3. in genere questo capo del casato è riconosciuto dagli altri membri delle famiglie sovrane o ex sovrane come tale. Motivo per cui esiste un fondamento morale al mantenimento dello status quo.
Ne consegue che se XY decide di rinunciare, il capo del casato seguirà le leggi di successione in uso per tradizione e risolverà il caso di conseguenza. Se tali regole sono state indicate per iscritto in una legge dello stato, anche se essa nonha più validità lo ha sempre moralmente per i membri della famiglia. In caso contrario, non avrebbero significato storico neanche i titoli, le qualifiche ecc. ecc. nei paesi dove, come in Italia, i titoli mancano di riconoscimento. Il signor di Savoia sarebbe dunque perfettamente identico al signor Shamà
Poi, se la dinastia manca di regole (o ci sono delle lacune) è un altro discorso.