GENS VALERIA ha scritto:
Questo ritratto è attribuito alla Scuola del Tintoretto due secoli dalla morte del doge. Può essere che l'autore si sia ispirato ad un dipinto precedente andato poi distrutto per
damnatio memoriae del quale tuttavia esistevano studi o copie postume , difficilmente nel XIV secolo un doge non veniva ritratto.
Saluti toto corde
Ehm... no, non ci siamo.
Questo é un ritratto del doge
Andrea Dandolo,
predecessore di Marin Faliero.
Una copia incisa.
L'originale, olio su tela della bottega del Tintoretto,
fa coppia (e probabilmente il Dandolo non avrebbe gradito questa convivenza more uxorio col traditore) col "vero" ritratto di Marin Faliero, e cioé il drappo nero con la scritta: "HIC EST LOCVS MARINI FALETRO DECAPITATI PRO CRIMINIBVS".
http://a404.idata.over-blog.com/2/78/36 ... Falier.jpgLa serie di (coppie di) ritratti dogali costituisce il fregio in alto sulle pareti della Sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale a Venezia, e rimpiazza una più antica serie distrutta dagli incendi degli anni Settanta del Cinquecento (e appunto rifatti da Tintoretto e bottega fra il 1580 e il 1590). Anche nella serie antica il ritratto del Faliero era stato rimpiazzato da un drappo nero dipinto con una scritta simile all'attuale ("Hic fuit locus ser Marini Faletri, decapitati pro crimine proditionis") nel 1366 (damnatio memoriae arrivata quindi con 11 anni di ritardo rispetto alla decapitazione...).