Delehaye ha scritto:Sergio ne parlò, se non sbaglio, di una istituzione similare anche a Venezia, quella dei Barnabotti!
I Barnabotti ( chiamati così perché vivevano nel rione S. Barnaba , dove l'affitto delle abitazioni non era troppo caro ) non erano un'istituzione , ma così venivano indicati i patrizi meno abbienti , i quali tuttavia godevano il pieno diritto dovuta allo
status nobiliare di appartenenza , la Serenissima che era l'unica , vera detentrice della sovranità statale , cercava in ogni modo di fare loro trovare un "ufficio minore" per il proprio sostentamento e dotavano le figlie , le quali , una volta maritate , avrebbero contribuito al mantenimento familiare.
I Barnabotti ascritti in Maggior Consiglio , godendo pieni diritti , spesso barattavano appoggi e favori in cambio di ricompense o agevolazioni , insomma ... si arrangiavano .
Quando leggo persone particolarmente esperte nella conoscenza della nobiltà e delle sue leggi , in special l modo del Regno delle Due Sicilie , che trasecolano e scuotendo la testa di fronte allo stato di miseria del nobile , trovano la stessa incompatibile, francamente mi viene da sorridere:
La Serenissima non si è mai sognata di estromettere un povero nobile, essi erano tutelati al massimo , gli sfortunati non erano affatto corpi estranei.
Dimenticavo ... i giardini che erano sottostanti al palazzo ducale , dove venivano messe a punto strategie di voto, si chiamavano " del Broglio " , è facilmente intuibile la provenienza del moderno termine elettorale.
Nulla di nuovo sotto il sole .
Altro discorso era quello dei
poveri vergognosi in questo caso , in realtà differenti, erano i privati più fortunati , non lo Stato , a farsi carico delle necessità dei nobili ( poi dal Secolo XIX ) dei borghesi caduti in disgrazia.