"Ius patronatus": ha ancora valore?

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

"Ius patronatus": ha ancora valore?

Messaggioda Tal dei Tali » mercoledì 24 settembre 2014, 14:23

Cari tutti,
non so se l'argomento è già stato trattato.
Mi chiedo se una cappella, fondata sul finire del '600, dotata di beni ecclesiastici dal Patrono fondatore, poteva essere venduta, alienata o ereditata. E se, ad oggi, il diritto previsto nella bolla di fondazione, di nominare il cappellano, è ancora esercitabile. In sostanza sapere sotto quale disciplina soggiace l'eventuale diritto di patronato come pure se un bene ecclesiastico (inteso come struttura immobile) sul territorio italiano possa essere usucapito dalla Chiesa in base al nostro diritto privato.
Grazie
Tal dei Tali
 
Messaggi: 43
Iscritto il: giovedì 12 marzo 2009, 3:36

Re: "Ius patronatus": ha ancora valore?

Messaggioda MMT » mercoledì 24 settembre 2014, 17:28

Il diritto di patronato si poteva acquisire nei modi che ha descritto. Attualmente (dai tempi di Paolo VI) il sistema beneficiale è soppresso e sostituito dal Sostentamento del Clero.
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Re: "Ius patronatus": ha ancora valore?

Messaggioda Tal dei Tali » mercoledì 24 settembre 2014, 18:29

In base a recente riformulazione infatti non è più possibile creare nuovi benefici del genere.
Ciò che mi interessa è invece sapere come sono disciplinati quei benefici familiari già esistenti e mai confluiti in proprietà della Diocesi territorialmente "competente".
Saluti
Tal dei Tali
 
Messaggi: 43
Iscritto il: giovedì 12 marzo 2009, 3:36

Re: "Ius patronatus": ha ancora valore?

Messaggioda MMT » giovedì 25 settembre 2014, 17:54

Paolo VI con il motu proprio “Ecclesiae Sanctae” del 6 agosto 1966 ha disposto: “Sono abrogati i privilegi non onerosi, eventualmente concessi fino ad oggi a persone fisiche o morali, che comportano un diritto di elezione, di nomina o di presentazione per qualsiasi ufficio o beneficio non concistoriale vacante”. E quindi nel § 2: “Se però, in questa materia, diritti e privilegi sono stati stabiliti attraverso una convenzione tra la Sede Apostolica e una nazione, oppure attraverso un contratto intervenuto con persone fisiche o morali, sarà necessario trattare della loro cessazione con gli interessati”.
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Re: "Ius patronatus": ha ancora valore?

Messaggioda Tal dei Tali » lunedì 29 settembre 2014, 20:12

Ringrazio per le gentili risposte.
Dunque sono caduti i privilegi relativi al Jus patronatus.
Ma le cappelle gentilizie lasciate in disuso dai proprietari possono, col tempo, essere usucapite dalle Diocesi? I passaggi di proprietà di tali immobili sono regolamentati dal diritto civile italiano o ne sono immuni?
Grazie
Tal dei Tali
 
Messaggi: 43
Iscritto il: giovedì 12 marzo 2009, 3:36

Re: "Ius patronatus": ha ancora valore?

Messaggioda antonio33 » lunedì 29 settembre 2014, 22:59

Tal dei Tali ha scritto:Ringrazio per le gentili risposte.
Dunque sono caduti i privilegi relativi al Jus patronatus.
Ma le cappelle gentilizie lasciate in disuso dai proprietari possono, col tempo, essere usucapite dalle Diocesi? I passaggi di proprietà di tali immobili sono regolamentati dal diritto civile italiano o ne sono immuni?
Grazie


Credo che i diritti derivanti da un contratto, dopo dieci anni, qualora non sia stato registrato trascritto, decadano. Per quanto riguarda l'usucapione, esso è soggetto alla normativa comune per gli immobili. Ma non sono un avvocato... [confused.gif] [nono.gif]

Cordialmente.
Antonio
Princeps probitas iusti
Avatar utente
antonio33
 
Messaggi: 1161
Iscritto il: domenica 19 giugno 2011, 13:21

Re: "Ius patronatus": ha ancora valore?

Messaggioda MMT » martedì 30 settembre 2014, 14:48

Le cappelle dentro le chiese (a differenza degli oratori privati) non erano mai di proprietà delle famiglie o degli istitutori del diritto di patronato esse nascevano semmai con donazione di privati verso la Chiesa; il diritto era concesso dal vescovo per meriti cioè appunto la costruzione delle cappelle o di chiese.
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Re: "Ius patronatus": ha ancora valore?

Messaggioda Tal dei Tali » domenica 5 ottobre 2014, 18:46

Grazie a tutti.
Ma devo centrare la questione altrimenti ci giriamo attorno.
Centro urbano, piccola chiesetta (dimensioni di una cappella), di carattere gentilizio, fondata nei primi anni del 1600.
La famiglia, dagli anni 40 ha smesso di interessarsene lasciandone le chiavi di accesso al parroco per potervi celebrare la liturgia in determinati periodi dell'anno.
Mi chiedo... basta questo per far si che la parrocchia ne diventi titolare?
Tal dei Tali
 
Messaggi: 43
Iscritto il: giovedì 12 marzo 2009, 3:36

Re: "Ius patronatus": ha ancora valore?

Messaggioda MMT » lunedì 6 ottobre 2014, 14:05

Bisogna verificare l'atto di fondazione. Se puta caso si tratta di un immobile di completa prorpietà gentilizia non si può escludere l'intervenuta usucapione. Io verificherei anche se non si tratti di una fondazione gentilizia, ab origine, con successiva donazione alla Chiesa locale.
MMT
 
Messaggi: 4667
Iscritto il: lunedì 13 gennaio 2003, 17:01
Località: Roma

Re: "Ius patronatus": ha ancora valore?

Messaggioda Tal dei Tali » giovedì 9 ottobre 2014, 14:58

Grazie. Gentilissimo.
Saluti
Tal dei Tali
 
Messaggi: 43
Iscritto il: giovedì 12 marzo 2009, 3:36


Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 10 ospiti