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Nobile accento: i suoni del discorso

MessaggioInviato: lunedì 21 luglio 2014, 22:33
da VictorIII
Capisco che ogni regione ha i suoi accenti, dialetti e suoni di discorso, ma mi chiedo in merito a certe qualità definibili delle modalità e del suono in cui le famiglie aristocratiche italiane parlano.

Ovviamente si tratta di un concetto molto diverso, ma in America, in Locust Valley (la città accanto a Maria Alasia) il modo di parlare è diventato così chiaramente definibile che il accento è diventato noto come 'Locust Valley Lock Jaw'. Questo modo di parlare era parlato da molte famiglie di New York elencati nel 'Social Register'.

L'accento è quindi definito come tradizionalmente 'non-rhotic'. Il parlare è fatto con le labbra strette e la mascella serrata, e spinta in avanti.
Relatori di questo accento inclusa first lady Jacqueline Kennedy Onassis e il presidente Franklin D. Roosevelt. Porta anche alla mente il regista compianto e grande del Met, Thomas Pearsall Field Hoving.

Naturalmente questo accento è così grande declino è molto raramente ascoltata, e anche i membri di una nuova generazione, i cui genitori una volta che ha parlato con questo accento, non parla in questo modo si più.


Qui a Boston, l'accento anche in declino, 'Brahmin', è parlato da originali importanti famiglie di Boston, il tutto da primi famiglie coloniali, che hanno governato la città in maniera quasi-aristocratica (Sì, ovviamente non vera aristocratica!) from 1650-1930, al punto che essi vedevano il loro primo grave declino a causa della crescita di alcune famiglie irlandesi di Boston, che è venuto in città nel 1840, ma in condizioni molte diverse da quelle del Brahmin originale (Saltonstall, Endicott, Lowell, Cabot, Forbes, ecc).
L'accento bramino o Brahmin è anche particolarmente associato alla Harvard.

Ho trovato questo interessante video di due membri della classe Brahmin qui a Boston, dove si possono ascoltare i loro accenti - che sono ricorda più di un accento britannico, che qualcosa di tipicamente parlato in America.

http://www.economicpolicyjournal.com/20 ... hmins.html




Quando ero un bambino, a Castiglioncello ho avuto l'opportunità e il piacere di incontrare qualcuno della nobiltà titolata, una famiglia della Nobiltà Nera. A questo giorno ricordo l'accento con cui questo signore parlava - era qualcosa di molto diverso rispetto alla 'media' italiana.

Ancora qualche anno dopo, ho avuto un piacere simile in Sicilia, con un'altra famiglia nobile, e mentre l'accento era diverso allora quello che ho sentito a Castiglioncello, c'erano somiglianze evidenti tra i due modi di parlare.

Quindi chiedo umilmente - fare gli nobiltà, e soprattutto la vecchia nobiltà del 1900 precoce e metà, ci sono caratteristiche definibili 'nobile', in modo che essi parlavano?? Come per il lockjaw e il bramino, possiamo definire il modo in cui l'accento è parlato a causa di distinguere fattori movimenti della bocca e altre cose, siamo in grado di fare lo stesso con nobiltà di ogni regione d'Italia?

forse alcuni degli esperti di linguistica hanno un parere su questo.
grazie per intrattenere la mia curiosità

Re: Nobile accento: i suoni del discorso

MessaggioInviato: lunedì 21 luglio 2014, 23:46
da newcastle
Non credo che si possa parlare di varietà diastratiche dell'italiano. Esistono varietà diatopiche,dipendenti,cioè, dalla distribuzione geografica e quindi dalla influenza esercitata sulla lingua dalle parlate locali. Senza volermi troppo dilungare, non essendo questo il luogo ,voglio accennare al fatto che l'Italia, dal punto di vista linguistico, è solitamente divisa dai linguisti in tre sezioni da due isoglosse (linee di demarcazione linguistiche) La Spezia-Rimini che delimita il Nord dal Centro, e Roma-Ancona che delimita il centro dal Sud (i confini non sono, ovviamente, così netti). Le differenze, abbastanza marcate, interessano il livello fonetico e quello sintattico e lessicale, ma anche l'andamento intonativo che è ascendente nelle varietà settentrionali e discendente in quelle meridionali. Un tempo era rilevabile, presso le famiglie alto-borghesi ed aristocratiche, la tendenza a pronunziare la vibrante "r" in maniera poco vibrante o niente affatto vibrante. La cosiddetta "r moscia". Ciò per l'abitudine antica di parlare in casa abitualmente il francese, considerata la lingua della diplomazia, della eleganza aristocratica, oltre che essere la lingua più diffusa e conosciuta.
Cordiali Saluti

Re: Nobile accento: i suoni del discorso

MessaggioInviato: lunedì 21 luglio 2014, 23:54
da VictorIII
mia carissima grazie a voi, una risposta molto utile per me

Re: Nobile accento: i suoni del discorso

MessaggioInviato: martedì 22 luglio 2014, 10:57
da antonio33
newcastle ha scritto: Senza volermi troppo dilungare, non essendo questo il luogo ,voglio accennare al fatto che l'Italia, dal punto di vista linguistico, è solitamente divisa dai linguisti in tre sezioni da due isoglosse (linee di demarcazione linguistiche) La Spezia-Rimini che delimita il Nord dal Centro, e Roma-Ancona che delimita il centro dal Sud (i confini non sono, ovviamente, così netti).


E' molto interessante notare come le differenze viaggino su linee che ricalcano gli antichi confini. Ad esempio, in tutto l'alto Montefeltro si parla un dialetto simile al riminese e, non appena si esca verso sud, si cade nell'umbro e nel toscano. La linea tra il nord ed il sud, sulla costa adriatica, tra Romagna e Marche, è al passo della Siligata, in corrispondenza di Fiorenzuola di Focara: in questo caso, il confine è solo geografico...

Nella mia zona, le classi più elevate cercavano di esprimersi il più possibile in un italiano corretto, anche se con un evidente accento nostrano. La "r moscia" era considerata solo un difetto di pronuncia.

Altra nota curiosa: i nobili comprendevano benissimo il dialetto (almeno dalla fine del secolo XIX), ma lo parlavano soltanto per fare i complimenti ai bambini. Forse perché era la vera lingua parlata...

Saluto tutti.
Antonio

Re: Nobile accento: i suoni del discorso

MessaggioInviato: martedì 22 luglio 2014, 14:58
da Maurizio Cosentino
antonio33 ha scritto: La "r moscia" era considerata solo un difetto di pronuncia.
Concordo, non considererei il rotacismo come una caratteristica "sociale", ma caratteristica dell'individuo. In poche parole, da noi in italia, è un disturbo della pronuncia... trattato in logopedia.

Re: Nobile accento: i suoni del discorso

MessaggioInviato: martedì 22 luglio 2014, 15:22
da Delehaye
anche se [dev.gif] l'Enciclopedia Italiana Treccani dice:

"Rotacismo, dalla lettera greca ρ, è la mancata o alterata pronuncia della lettera r, la cosiddetta 'r alla francese'. È un suono mouillé e viene denominato anche 'r nobile'. Con questo eufemismo le madri della nobiltà torinese gratificavano le figlie, che dal padre ufficiale francese avevano ereditato tale imperfezione."


fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/log ... _Corpo%29/

Re: Nobile accento: i suoni del discorso

MessaggioInviato: mercoledì 23 luglio 2014, 17:02
da Maurizio Cosentino
Delehaye ha scritto:eufemismo


"Concovdo" [biggrinthumb.gif]

Re: Nobile accento: i suoni del discorso

MessaggioInviato: mercoledì 23 luglio 2014, 17:26
da Alessio Bruno Bedini
Una nota interessante: dei re e principi italiani tra sette e ottocento nessuno parlava italiano.
A Napoli i re Borbone da quanto ne so parlavano il napoletano.
E' risaputo invece che i Savoia parlassero francese in famiglia.
Gli Asburgo Lorena invece penso proprio parlassero tedesco.

Chi parlava l'italiano? Praticamente nessuno dato che il popolo parlava il dialetto regionale.. ;)

Re: Nobile accento: i suoni del discorso

MessaggioInviato: giovedì 24 luglio 2014, 13:46
da diegocompagnoni
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Una nota interessante: dei re e principi italiani tra sette e ottocento nessuno parlava italiano...

Forse il Papa... Adesso la lingua ufficiale dello Stato é l'Italiano, non so ai tempi.;)

Re: Nobile accento: i suoni del discorso

MessaggioInviato: domenica 27 luglio 2014, 21:28
da contegufo
Salve

Se è vero che la R moscia è un difetto di pronuncia e quindi di pertinenza del logopedista ne andrebbe pure rilevato statisticamente l'apparenza a certe classi sociali piuttosto che ad altre nonché la loro collocazione geografica.
Chi scrive ha conosciuto alcuni personaggi quasi diametralmente opposti come estrazione sociale ma accomunati dallo stesso "difetto".
Siccome è lo spirito che sottende quello che si dice, il sapore non era lo stesso; da una parte sussiego e distacco dall'altra invece appunto un simpatico difetto e niente di più.

Saluti

Re: Nobile accento: i suoni del discorso

MessaggioInviato: lunedì 28 luglio 2014, 8:24
da VictorIII
i miei ringraziamenti per l'interessante discussione da tutti voi