Nuove associazioni nobiliari in Italia

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Nuove associazioni nobiliari in Italia

Messaggioda pierfe » venerdì 13 giugno 2014, 19:49

In questo ultimo anno intendo il 2014 sono nate on line due nuove associazioni nobiliari dichiaranti scopi di tutela e riconoscimento della nobiltà italiana che utilizzano nomi di storiche associazioni nobiliari del passato e di pubblicazioni che furono prestigiose per la nobiltà italiana.
In merito alle associazioni nobiliari questo forum si occupa solo di quello che viene svolto realizzato e concretamente fatto da associazioni nobiliari operanti da molto tempo, e sino ad oggi in Italia possiamo giudicare dai fatti e dal buon lavoro come tali ,ancail Corpo della Nobiltà Italiana (C.N.I), o altre organizzazioni come l'Associazione Araldica Genealogica Nobiliare della Sardegna, oppure il "Corpo della nobiltà sarda", nato su iniziativa dell'Associazione nobiliare araldica genealogica regionale della Sardegna, facente attualmente parte del Corpo della nobiltà italiana, ed infine Famiglie Storiche d'Italia, che nacque nel 2003 dalla trasformazione dell'Unione della Nobiltà Italiana fondata il 14 febbraio 1986 (fondatori: Alberto Giovanelli, Crisforo Biandrà di Reaglie, Domenico Cavazzoni Pederzini che provenivano dal Circolo Giovanile del C.N.I e precedentemente dall'antica Unione della Nobiltà d'Italia - U.N.I. confluita nel 1980 nel C.N.I. ed altri che erano in quel momento membri del Circolo Giovanile del C.N.I., ampliando poi il numero degli associati inserendo altre famiglie nobili anche che erano già state associate alla storica U.N.I.), e che poi nel 2009 si fuse con l'Asociacion de Hidalgos a fuero de España - Junta d'Italia ereditando la storia e le opere di questa associazione sorta nel 1956.
Furono presidenti dell'Unione della Nobiltà d'Italia - UNI: Alberto Giovanelli dal 1986 al 1988; Domenico Cavazzoni Pederzini dal 1988 alla morte avvenuta il 5 maggio 1990; Carlo Tibaldeschi dal 1990-1991; Bianca Maria Rusconi dal 1991 al 1998; Diego de Vargas-Machuca dal 1998 al 2003.
Furono presidenti della Junta de Italia della Asociación de Hidalgos a fuero de España: S.A.S. il principe don Carlos Gonzaga di Vescovato; S.A.R. l'infante don Carlos, duca di Calabria.
Fuori da queste organizzazioni che sono operative da anni, sorsero alcune altre associazioni che sparirono dopo poco tempo senza lasciare nulla del loro passaggio.
Non possiamo quindi giudicare ancora da solo pochi mesi di lavoro e per questa ragione ci asteniamo da qualunque tipo di giudizio (stessa politica che attuiamo verso anche altri tipi di associazioni o organizzazioni).
In questo forum che è dell'Istituto Araldico Genealogico Italiano - IAGI, dell'International Commission for Orders of Chivalry - ICOC e di Famiglie Storiche d'Italia - FSI ci asteniamo anche dal presentare o caldeggiare quello che non conosciamo ancora, e questo non è fatto per diffidenza verso nuovi enti associativi ai quali auguriamo di cuore un buon lavoro, e che se opereranno realmente sino in fondo applicando il loro programma (che dovrà essere basato sulla scientificità di questi studi) troveranno nelle nostre organizzazioni dei sinceri sostenitori e degli amici, ma ci comportiamo in questo modo per prudenza perchè la nostra autorevolezza nel mondo potrebbe indurre qualcuno che non conosce questa materia a ritenere che stiamo avallando qualcosa che ancora non conosciamo.
Sono sicuro che i fondatori di queste organizzazioni capirando l'onesto spirito che ci porta ad agire in questo modo e sono sempre disponibile a giustificare questo operato se vorranno contattarmi in privato.

Per completezza qui pubblico quanto si può leggere sulle nostre riviste NOBILTA' e IL MONDO DEL CAVALIERE in merito ai nostri criteri e principi ai quali ci ispiriamo e seguiamo:
TITOLI ACCADEMICI, CAVALLERESCHI, NOBILIARI E PREDICATI - La Direzione della rivista Nobiltà e del Il Mondo del Cavaliere rende noto che, non essendo proprio compito entrare in merito alla validità giuridica di titoli accademici, cavallereschi o nobiliari, i nominativi sono pubblicati negli Studi oppure nelle rubriche: Associazioni, Ordini Cavallereschi, Cronaca e Recensioni così come ricevuti, senza attribuire ad essi alcun valore o entrare nel merito, ma generalmente così come vengono indicati sui certificati di stato civile del Paese dove gli interessati godono la cittadinanza. Si pubblicano anche concessioni o promozioni relative a Decorazioni od Ordini Cavallereschi autorizzabili nella Repubblica Italiana in base alla legge 3 marzo 1951, numero 178. Si rendono note le nomine e gli avanzamenti di grado delle Forze Armate (o assimilabili), e quei riconoscimenti provenienti direttamente dalle Autorità della Repubblica Italiana o dei Paesi riconosciuti dal Governo Italiano. Si vuole precisare che il nostro scopo è quello di sforzarci per presentare scientifi camente ai lettori il numero più elevato di studi o notizie sulle scienze documentarie della storia, effettuando sempre il più rigoroso controllo delle informazioni rese disponibili; tuttavia siamo obbligati talvolta a editare notizie e studi che contengono trattamenti, titolature nobiliari e predicati, che possono non essere accettati come validi dalle organizzazioni che editano Nobiltà e Il Mondo del Cavaliere, che fondano il loro lavoro esclusivamente sul serio rigore scientifi co. Purtroppo dobbiamo talvolta trovare soluzioni di opportunità che oltrepassano i nostri postulati, ad esempio non eleminando da un documento riportato una titolatura o un trattamento impropri. Vogliamo ricordare che la Repubblica Italiana non riconosce i titoli nobiliari, ed aggiungiamo che la Corte costituzionale con sentenza n. 101 del 26 giugno 1967 ha dichiarato incostituzionale tutta la legislazione nobiliare emanata durante il Regno d’Italia (che era il successore degli Stati Preunitari), ragione per cui considerando anche l’introduzione della legge sul divorzio (legge n. 898/1970) e quella della riforma del diritto di famiglia (legge n. 151/1975) non sarebbe certa nessuna attribuzione in ambito nobiliare e noi ci atteniamo a questi dettami ritenendoli validi. Poiché solo il sovrano sul trono o l’autorità statuale dove è contemplata la legislazione nobiliare possono concedere e riconoscere onori, dignità e titoli di natura nobiliare, tutti gli altri provvedimenti per noi sono privi di qualunque efficacia o valore ad esclusione di quello morale nell’ambito privato. Quando perciò pubblichiamo studi riferiti a documenti conservati in archivi pubblici ci tocca accettare quanto in essi indicato, pur sapendo che le attribuzioni possono essere prive del diritto, inesatte, o, peggio ancora, provenienti da falsificazioni antiche o recenti. Anche nel caso di eventuali dispute dinastiche all’interno di Case già Sovrane, mantenendoci al di sopra delle parti, attribuiamo titolature e trattamenti così come pervengono, senza entrare nel merito.
Pier Felice degli Uberti
Sine virtute nulla nobilitas
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