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N85 ha scritto:L'unico dubbio (e chiedo anche a Delaheye) mi viene sul Real Dispaccio del 1774, che, dal tono letterale, sembra immediatamente precettivo senza bisogno di alcun altro provvedimento regio per i dottori in legge:
«Si faccia costà la divisione dei ceti in tre classi. Una cioè delle famiglie nobili, la quale comprender debba tutti coloro che vivono nobilmente e che li di loro maggiori così parimenti hanno vissuto; con includersi in detta classe li nobili di privilegio, cioè, li dottori di legge, li dottori di medicina, in quanto però alle persone non già alle famiglie. Ben inteso che li dottori di legge, subito avranno da padre in figlio acquistato lo stesso onore, debbono essere ascritte le famiglie delli medesimi al primo ceto, purché non si esercitino i mestieri vili e servili. Non così per li medici, l’ascrizione dei quali alla prima classe sarà sempre delle persone tantum, e con condizione espressamente richiesta in detta Real Carta, che non possano essi giammai essere eletti per individui del Decurionato o per annuali amministratori dell'Università. Nella seconda classe vuole il Re che vi siano ascritte le famiglie di coloro che vivono civilmente, come ancora li notari, li mercanti, li cerusici e gli speziali; e nella terza finalmente gli artisti e li bracciali»

gmastrota88 ha scritto:(...) Lo stemma sul palazzo è sormontato da una corona a cinque punte con cinque perle (quella da nobile generico, se non sbaglio...), ma la famiglia è, da quanto ho scoperto finora, solo notabile, cioè appartenente alla nobiltà civile del Regno di Napoli. Secondo voi i miei avi commisero un abuso a porre quella corona sullo scudo (che tra l'altro è anche circondato da un manto), e perciò io non posso (moralmente parlando) porla nell'anello, oppure è tutto regolare e la corona può tranquillamente figurare nel sigillo?
as ever Sergio 
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Delehaye ha scritto:N85 ha scritto:L'unico dubbio (e chiedo anche a Delaheye) mi viene sul Real Dispaccio del 1774, che, dal tono letterale, sembra immediatamente precettivo senza bisogno di alcun altro provvedimento regio per i dottori in legge:
«Si faccia costà la divisione dei ceti in tre classi. Una cioè delle famiglie nobili, la quale comprender debba tutti coloro che vivono nobilmente e che li di loro maggiori così parimenti hanno vissuto; con includersi in detta classe li nobili di privilegio, cioè, li dottori di legge, li dottori di medicina, in quanto però alle persone non già alle famiglie. Ben inteso che li dottori di legge, subito avranno da padre in figlio acquistato lo stesso onore, debbono essere ascritte le famiglie delli medesimi al primo ceto, purché non si esercitino i mestieri vili e servili. Non così per li medici, l’ascrizione dei quali alla prima classe sarà sempre delle persone tantum, e con condizione espressamente richiesta in detta Real Carta, che non possano essi giammai essere eletti per individui del Decurionato o per annuali amministratori dell'Università. Nella seconda classe vuole il Re che vi siano ascritte le famiglie di coloro che vivono civilmente, come ancora li notari, li mercanti, li cerusici e gli speziali; e nella terza finalmente gli artisti e li bracciali»
la normativa del 1774 divide la Popolazione in 3 Classi di Ceto... per la nobiltà bisogna comunque far riferimento alla normativa del 1756 in cui il Sovrano distingue la Nobiltà in 3 Classi:
1° Classe: Nobiltà Generosa, formata da persone che hanno posseduto feudi per secoli, con prove legittime di aggregazioni in Seggi/Sedili/Tocchi di Città Regie ove c'è separazione tra Nobili e Popolo, o con discendenza da un avo con gloriosa carriera nelle Forze Armate, Magistratura, Chiesa o Corte oppure che abbia ottenuto un distinto e superiore impiego/dignità, ed i suoi discendenti abbiano vissuto more nobilium (almeno per 3 generazioni), non contraendo matrimoni inonorati, e mai svolgendo uffici vili e popolari nè arti meccaniche e ignobili. Dovevano far parte di questa 1° Classe per servire come Cadetti nei Reggimenti Provinciali
2° Classe: Nobiltà di Privilegio, formata da persone che hanno prestato meriti e servizi personali alla Corona ed allo Stato, promossi ai gradi maggiori ed onorifici delle Forze Armate, della Magistratura e della Corte, e che ottengono decorosi impieghi del Real Servizio e dello Stato ai quali imprimono carattere. Dovevano far parte di questa 2° Classe per servire come Cadetti nei Reggimenti o negli altri Corpi delle Reali Truppe; dovevano far parte della 2° Classe i figli dei Capitani, dei Magistrati Togati dei Domini del Re, dei Presidenti di Spada e di Cappa del Tribunale della Sommaria, dei Presidenti delle Provincie, dei Tesorieri del Regno di Napoli e di quello di Sicilia per servire come Cadetti all'età di 14 anni.
3° Classe: Nobiltà Legale o Civile, formata da persone che hanno vissuto civilmente, con decoro e comodità per tre generazioni (il richiedente, suo padre e suo nonno) in Città Demaniali e Regie, senza esercitare cariche o impieghi bassi e popolari e sono reputati dal pubblico uomini onorati e dabbene. Dovevano far parte della 3° Classe i Negozianti di Cambio (solo se anche il padre ed il nonno avevano esercitato lo stesso mestiere od altro non inferiore), nonchè i figli degli Ufficiali Subalterni per servire come Cadetti all'età di 16 anni, e quelli degli Uditori delle Provincie, dei Governatori Regi , dei Mercanti di lana e di seta (solo se anche il padre ed il nonno avevano esercitato lo stesso mestiere) per servire come Cadetti all'età di 18 anni.
dunque, la normativa del 1774 dice, tra l'altro, che la 1° Classe di Ceto sia formata da famiglie nobili, sia generosi che di privilegio: dottori di legge, e dei loro discendenti diretti di primo grado - ovvero i figli - e le famiglie degli stessi purché non si esercitino i mestieri vili e servili; l'ascrizione a questa Classe con condizione che non possano giammai essere eletti per individui del Decurionato o per annuali amministratori dell'Università.
e quella del 1743 che il solo a decidere sulla Nobiltà (tutta) è il Sovrano con suo assenso, o tramite un suo Ufficio)... quindi, nessun automatismo, se c'erano tutte le condizioni, si poteva richiedere poi l'assenso regio.

costantini ha scritto:Di tale stemma ho però solo conferma ufficiosa in un biglietto da visita del mio bisnonno (tenente medico caduto in battaglia nella I guerra mondiale),
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