Predicati e Titoli, 1922-1946

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

Predicati e Titoli, 1922-1946

Messaggioda contegufo » sabato 2 novembre 2013, 18:15

Salve

La Consulta Araldica del Regno interruppe il suo lavoro di registrazione delle nobili famiglie italiane con l'avvento della Repubblica occupandosi successivamente di Araldica Civica.
Nel 1960 il SMOM redasse una raccolta intitolata Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana che in sostanza completava l'opera interrotta col referendum Repubblica - Monarchia.
Nella nota disposizione transitoria e finale della Costituzione Italiana si ammettono come parte del cognome i predicati prima del 1922.
Quindi i predicati di epoca fascista collegati ad un titolo nobiliare non sono ammessi.
Questo particolare sembrerebbe "invitare" che pure i titoli di epoca fascista non siano validi.

La domanda è questa, secondo la dottrina corrente è ammissibile che i predicati non siano riconosciuti mettendo di fatto in discussione anche i relativi titoli conferiti nel ventennio?

I noti registri, Libri d'oro ed Elenchi vari, oggi come considerano la questione?
Era veramente tutta roba da buttare?

Saluti
Immagine
Avatar utente
contegufo
 
Messaggi: 2900
Iscritto il: sabato 1 maggio 2010, 21:13
Località: Repubblica di Lucca

Re: Predicati e Titoli, 1922-1946

Messaggioda N85 » domenica 3 novembre 2013, 5:11

Il quesito è interessante perchè riguarda una delle disposizioni più ambigue di tutta la Costituzione.
Il fatto di citare espressamente la data-spartiacque del 28.10.1922 vuol dire, al di là delle interpretazioni restrittive adottate poi dalla Corte costituzionale, "i predicati [...] concessi a personalità politiche del regime fascista o concessi per premiare benemerenze fasciste sono esclusi dal riconoscimento come parte del cognome" (Canasacchi). Si tratta di una norma essenzialmente punitiva nei confronti del previgente regime ed esprime chiaramente il contesto storico-politico antifascista in cui la Costituzione vide la luce. Tutto ciò getta una luce negativa sui titoli concessi in epoca fascista?
Possiamo pensare che lo scopo (volontà storica del legislatore) fosse anche quello, tuttavia la Costituzione ha preferito evitare di esplicitarlo e le interpretazioni successive (si veda la già citata Corte costituzionale) hanno via via cercato di slegare l'interpretazione dall'avversione al regime fascista, quindi direi che ad oggi la (presumibile) volontà storica di mettere in discussione i titoli di epoca fascista non ha trovato seguito nelle interpretazioni successive.

Viceversa, se vogliamo guardare al problema in un'ottica scevra da ogni politicismo (e quindi più prettamente giuridica), possiamo pensare che i costituenti abbiano ritenuto meritevoli di tutela solo i predicati che già da almeno 20-25 anni erano parte integrante del cognome, mentre le aggiunzioni più recenti (e quindi non ancora consolidate nel tessuto storico e sociale) potevano più facilmente essere sacrificate sull'altare dell'uguaglianza e della pari dignità sociale
Avatar utente
N85
 
Messaggi: 83
Iscritto il: sabato 14 settembre 2013, 18:53


Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 9 ospiti

cron