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Statuti di Comunità

MessaggioInviato: venerdì 1 novembre 2013, 21:48
da GPF
Carissimi forumisti,

vi scrivo in quanto negli ultimi giorni ho avuto modo di consultare gli Statuti di una comunità toscana redatti nel 1478. Dal momento che sono totalmente a digiuno di questo genere di informazioni, diversi aspetti mi sono poco chiari.
Prima di tutto, non riesco a capire in quali situazioni si può parlare di separazione di ceto in una comunità: se nel momento in cui le cariche comunali sono chiuse ad una cerchia ristretta per censo oppure nel momento in cui esistono degli elenchi di ascrizione chiusi.

Ad esempio, il caso che sto consultando riguarda una comunità (non infeudata) che nel 1477 si consegnò alla Repubblica Fiorentina e che nel 1478 in assemblea nominò undici rappresentanti scelti fra le migliori famiglie i quali dovettero redigere i suddetti statuti con articoli che spaziano dal campo legislativo, esecutivo al campo giudiziario. Questi statuti stabiliscono la struttura del comune composta da due consoli, quattro consiglieri, un consiglio dei dieci etc. I primi due vengono scelti fra i migliori e più benestanti della comunità ed il consiglio dei dieci viene eletto su indicazione dei primi e scegliendo fra le dieci famiglie più importanti della comunità e così via le rimanenti cariche come sindaci, camerlengo, "gentiluomini". Dunque mi chiedevo se tale struttura fosse normale per qualunque comunità all'epoca oppure potesse essere un caso seppur piccolo (siamo in presenza di un comune che nel 1551 non contava più di cinquecento abitanti) di distinzione.

Vi ringrazio anticipatamente per le delucidazioni,

Gianluca

Re: Statuti di Comunità

MessaggioInviato: venerdì 1 novembre 2013, 22:29
da RFVS
Avendo un po' studiato e approfondito le indagini di Bandino Giacomo Zenobi sui ceti nobili delle città e delle terre pontifice, sono portato a ritenere che si possa parlare di separazione dei ceti da quando - pur senza formalizzazioni statutarie (che molto spesso arrivarono, come logica conseguenza, dopo un tot di tempo) - le cariche comunali risultano assegnate costantemente ad una cerchia ristretta di famiglie per censo o per antichità/rinomanza delle stesse.

Ovviamente ciò non è la regola.
In diversi casi lo Zenobi riscontra invece che la separazione dei ceti cominciò con una precisa riforma statutaria volta appunto a limitare le cariche a determinate famiglie.

Re: Statuti di Comunità

MessaggioInviato: sabato 2 novembre 2013, 9:37
da GENS VALERIA
GPF ha scritto:
(...) non riesco a capire in quali situazioni si può parlare di separazione di ceto in una comunità: se nel momento in cui le cariche comunali sono chiuse ad una cerchia ristretta per censo oppure nel momento in cui esistono degli elenchi di ascrizione chiusi.(...)


La condicio sine qua non era , come giustamente riportato da Riccardo ,che le cariche comunali risultano assegnate costantemente ad una cerchia ristretta di famiglie per censo o per antichità/rinomanza delle stesse. Gli elenchi, libri d' oro rossi et cetera potevano essere redatti o no . Molte comunità cittadine o borghi furono riconosciute nobili dalla Consulta Araldica anche in mancanza di elenchi di famiglia.

Re: Statuti di Comunità

MessaggioInviato: martedì 5 novembre 2013, 0:39
da GPF
Carissimi Riccardo e Sergio grazie mille per le spiegazioni. Attualmente non ho ancora studiato tutte le famiglie che ricoprirono le cariche nel comune nei vari secoli, quelle che però ho potuto indagare in effetti dalla prima metà del Seicento fino ai primi del Novecento ricoprirono le principali cariche comunali, anche se penso possa essere inevitabile trattandosi di comunità molto piccole in cui, ho notato, la mobilità sociale era inesistente.

Re: Statuti di Comunità

MessaggioInviato: martedì 5 novembre 2013, 11:34
da RFVS
GPF ha scritto:Carissimi Riccardo e Sergio grazie mille per le spiegazioni. Attualmente non ho ancora studiato tutte le famiglie che ricoprirono le cariche nel comune nei vari secoli, quelle che però ho potuto indagare in effetti dalla prima metà del Seicento fino ai primi del Novecento ricoprirono le principali cariche comunali, anche se penso possa essere inevitabile trattandosi di comunità molto piccole in cui, ho notato, la mobilità sociale era inesistente.


ci puoi dire di quale comunità toscana ti stai occupando? [jump.gif]

Re: Statuti di Comunità

MessaggioInviato: martedì 5 novembre 2013, 12:39
da GPF
RFVS ha scritto: ci puoi dire di quale comunità toscana ti stai occupando? [jump.gif]


Certo ;)
Il comune in questione si chiamava "Comunità di Castiglioncello e Reusa" la quale ora si trova accorpata al comune di Casola in Lunigiana. Come scrivevo prima del 1477 si trovava assieme a Fivizzano ed il suo territorio, sotto il controllo dei Malaspina del castello della Verrucola, poi il 6 marzo del 1477 si sottomise spontaneamente, insieme alle altre comunità del fivizzanese, alla repubblica fiorentina e da quella data i vari comuni, come quello di Castiglioncello, iniziarono a redigere i propri statuti che vennero poi aboliti il 24 febbraio 1777.