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Numeri civici nel XIX secolo???

MessaggioInviato: martedì 12 marzo 2013, 18:56
da smn
Salve a tutti,
ricercando informazioni sulla mia famiglia ho scoperto che alcuni suoi membri, nella prima metà del XIX secolo, possedettero un palazzo sulla Riviera di Chiaia, a Napoli, che, nello specifico, viene riportato al n.° 264 di questa strada (come si trova conferma anche in una guida della città partenopea del 1847, "Naples, sès monuments et sès curiositès", di Stanislas d' Aloe, dove l' edificio è riportato in possesso della famiglia, che ne aveva messo in affitto una parte come "maison meubleè"). Tuttavia, approfondendo la cosa, mi sono reso conto che diverse fonti pongono allo stesso numero civico ben tre palazzi differenti: Palazzo Cioffi-Caracciolo (anche oggi al 264), Palazzo Pretagna di Trebisacce e Palazzo Carafa. Dunque mi chiedevo, in primo luogo, come venisse stabilita la numerazione civica dell' epoca e, di conseguenza, come sia possibile rapportarla con quella attuale per scoprire con certezza di che edificio si tratti.

Cordialmente,
E.V.

Re: Numeri civici nel XIX secolo???

MessaggioInviato: giovedì 14 marzo 2013, 11:35
da mente&malleo
Gentile Sig. SMN lei con questo post ha messo il dito nella piaga :D
Anch'io ho dovuto affrontare esattamente lo stesso problema su come si stabilissero i numeri civici tra Otto e Novecento, ma per un piccolo paese abruzzese.
Da qualche parte ho letto (ma non ritrovo il testo!!!!) che ci si regolava in base alle case aperte, cioè abitate, o a quelle di recente costruzione. Così poteva succedere che il numero civico di una casa cambiasse ogni volta che qualcuno si stabiliva nel locale accanto alla tua casa, locale che magari fino a quel momento era stato utilizzato sempre come stalla.
Infatti, rovistando nelle fonti di famiglia, a volte trovo per una stessa abitazione numeri diversi nell'arco di qualche decennio [bangin.gif]
Un grosso aiuto mi è arrivato tempo fa da uno "Stato d'anime" del 1915 in cui le case abitate erano numerate in sequenza per ciascun vicinato. Quando sono andato a perlustrare i vicinati ho notato che sui cantoni dei portali c'erano dei grossi numeri dipinti con vernice rossa e questi coincidevano con le sequenze riscontrate nello "Stato d'anime"!
I numeri si erano conservati solo perché l'emigrazione aveva provocato lo spopolamento di molti vicinati e quindi anche l'abbandono delle case, rimaste "congelate" all'epoca della partenza dei loro abitatori. Nessuno ci ha più fatto lavori di ristrutturazione e così i numeri sono rimasti lì.
Poi nel ventennio fascista la toponomastica locale è stata completamente rivoluzionata e quindi anche la numerazione dei civici.
Tenga conto che, in occasione di grandi mutamenti toponomastici, perlomeno dall'età napoleonica in poi e almeno per quanto riguarda il Regno di Napoli, dovrebbero esserci le delibere decurionali. In queste erano indicate tutte le strade soggette a variazione, con la loro lunghezza, gli incroci, i numeri civici di riferimento e altri dati. Io nelle mie ricerche non ne ho mai trovate, ma so che esistono.

Re: Numeri civici nel XIX secolo???

MessaggioInviato: giovedì 14 marzo 2013, 19:45
da smn
Grazie mille per la sua esauriente risposta,
mi consola il non essere l' unico ad essersi imbattuto in un problema così banale all' apparenza e di così complessa risoluzione...
Comunque trovo molto interessante la pista delle delibere decurionali, ma sfortunatamente dubito di poterne trovare per la zona in questione che, essendo un rinomato quartiere di residenze nobiliari, si è preservato da quei rifacimenti (spesso barbari) che hanno interessato varie città in epoca moderna. Tuttalpiù è possibile che siano avvenuti quei cambi di numero civico a cui lei faceva riferimento, poichè tutti quegli edifici sono passati di mano con grande frequenza per tutto il XIX ed il XX secolo; a tal proposito mi domandavo: è forse possibile che questi cambi arbitrari possano essere stati registrati nelle delibere decurionali o in altri documenti?

Rinnovo i ringraziamenti ed i più cordiali saluti,
E.V.

Re: Numeri civici nel XIX secolo???

MessaggioInviato: giovedì 14 marzo 2013, 23:33
da Lasa pur dir
Non posso suggerire testi di riferimento ma, per quanto riguarda la mia esperienza, in antico la numerazione avveniva per case, rioni e quartieri, sempre in sequenza.
In questo caso può aiutare avere dei punti di rifermento con case i cui abitatori sia noti.
Successivamente si passa ad una numerazione per strada, in sequenza, senza suddivisioni per pari e dispari, iniziando a sinistra e proseguendo fino in fondo alla strada per poi tornare al punto di partenza.
Dagli anni '30 del 900 si diffonde la numerazione per strada e per pari e dispari, come oggi la conosciamo.
Il sistema antico era molto simile a quello ancora in uso a Venezia.

Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.

Re: Numeri civici nel XIX secolo???

MessaggioInviato: venerdì 15 marzo 2013, 2:25
da antonio33
Lasa pur dir ha scritto:Dagli anni '30 del 900 si diffonde la numerazione per strada e per pari e dispari, come oggi la conosciamo.


Ho trovato indicato in un atto di morte del primo decennio del secolo scorso il numero di un fabbricato che corrisponde esattamente a quello attuale.
Saluto tutti.
Antonio