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Cugini o parenti ?

MessaggioInviato: martedì 5 marzo 2013, 8:44
da Avilius
Gentili Signori , quando tra due persone intercorrono , per estrema ipotesi ,
cinquanta gradi di parentela ci si può definire cugini o la terminologia è altra ?
grazie , Avilius

Re: Cugini o parenti ?

MessaggioInviato: martedì 5 marzo 2013, 9:20
da GENS VALERIA
Non c' è più legame di parentela , al limite ascendente o collaterale di tot grado.

Re: Cugini o parenti ?

MessaggioInviato: martedì 5 marzo 2013, 10:49
da Avilius
Gent.mo dottore , preciso ed esaustivo come sempre. Sono io che mi sono espresso male.
Intendevo chiedere se nella parlata " corrente " , per rendere meglio l' idea , invece di
usare l' espressione " il tale è un mio collaterale di 50° grado " è considerata una scorrettezza
parlare di un " cugino di 50° grado ". Molti non sanno cos'è un collaterale mentre un dotto
sa bene cosa intendo se parlo di cugino anche in caso di semplice collateralità.
La mia preoccupazione era che ciò potesse costituire una forma di inganno , se non proprio
un reato. " Cugino collaterale " la giudica una contraddizione in termini ?
grazie , Avilius

Re: Cugini o parenti ?

MessaggioInviato: martedì 5 marzo 2013, 11:21
da GENS VALERIA
La legge non riconosce il vincolo di parentela oltre il sesto grado ... (art. 77 e 572 cc).

Poi tra amici posso dire che avevo un cugino di 16° grado doge , tuttavia non posso indicarlo quale parente, dipende dal contesto nel quale ci troviamo ... poi alla fine non credo che l'affermazione possa essere seriamente oggetto di reato ;)

Re: Cugini o parenti ?

MessaggioInviato: martedì 5 marzo 2013, 13:05
da Avilius
Lei dimostra una grande educazione e pazienza sforzandosi di assecondare le mie cavillose
domande e per questo La ringrazio sinceramente. Il mio non è desiderio di arrampicarmi
sugli specchi bensì quello di sviscerare alcune questioni oltre il limite , spingermi ai confini
del logico , del conosciuto , dell' appurato. Anche in questa occasione , quindi , tento
l' ultimo "affondo" ma giusto perchè Lei è una persona squisita. E se , non essendovi più
parentela ( ossia " legame legale " ) oltre il 6° grado , ma essendovi comunque un antenato
in comune tra due persone , distanti tra loro per es. 50 gradi , parlassimo di " cugini genetici " ?
Sarebbe un' espressione più comprensibile di " collaterali " e specificherebbe anche che non vi
è un legame " legale " di parentela ma solo di sangue.
cordialità , Avilius

Re: Cugini o parenti ?

MessaggioInviato: martedì 5 marzo 2013, 14:41
da GENS VALERIA
All'espressione:
"Tale è ( stato ) mio cugino genetico di 50° grado"
francamente preferisco :
" Con Tale condivido un comune progenitore di 50 generazioni "
o molto semplicemente:
" Tale è un mio avo ( 50 generazioni ) "

Tuttavia non perderei il sonno per questo. [cool.gif]

Re: Cugini o parenti ?

MessaggioInviato: martedì 5 marzo 2013, 15:58
da antonio33
Ma, più o meno, avete un'idea di quanti "sarebbero" gli avi di 50 generazioni?
Antonio [yikes.gif]

Re: Cugini o parenti ?

MessaggioInviato: martedì 5 marzo 2013, 16:18
da GENS VALERIA
Tanti tanti , il ( mooolto relativo ) problema è come indicare un avo e se fosse stato corretto indicarlo come parente (stretto) con termini legati alla nostra quotidianità:
Le idee che ho esposto sono chiare: parlare di cugini non ha molto senso se non in ambito scherzoso, anche se sono indubbiamente parenti al 100 %.

Re: Cugini o parenti ?

MessaggioInviato: venerdì 8 marzo 2013, 0:06
da Alberto Lubelli Prasca
Illustrissimi,
molto curioso questo discorso sulla "cuginanza", ma devo dire che non ci avevo mai pensato in questi termini così formali. :)
Ciò mi ha portato ai miei consueti "amarcord", sia miei personali che quelli tramandati...
Mi ricordo che la contessa Falletti della Morra chiamava mia nonna "cara cugina", anche se per trovare un capostipite comune bisogna risalire a Scipione Falletti, circa la metà del '600...
Mi ricordo che tra noi ed un altro ramo dei Prasca ci si chiamava "cugini", anche se lo stipite comune era Giovanni vivente nel 1450, però i due rami rimasero sempre in affettuosa relazione pur passando i secoli, e quindi...
Mi ricordo che quando conobbi la contessa Elena G.P., discendente anch'essa dei Prasca, mi disse: "diamoci del tu, che siamo cugini".
Mi ricordo quando il marchese I. di C. mi presentò ad una signora: "mia cugina, I. della R." anche se forse il legame comune risale al 1300!
Legalmente, in Italia, non si è più parenti... e non si eredita oltre il 6° grado, ma nelle antiche famiglie o ci si mantiene sempre in contatto, o si conserva la memoria storica, oppure ci si fiuta, ci si conosce e riconosce come parenti.

Re: Cugini o parenti ?

MessaggioInviato: venerdì 8 marzo 2013, 1:14
da Guido5
Alberto Lubelli Prasca ha scritto:Legalmente, in Italia, non si è più parenti... e non si eredita oltre il 6° grado, ma ...

... ma il Codice civile afferma che "parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite" (art. 74). Per il resto sono d'accordo: anche prescindendo dall'«antichità» della famiglia, niente impedisce a Tizio di chiamare cugino Caio, con il quale ha in comune i trisavoli, anche se questi parenti (al 100%, come dice "Gens Valeria") non sono considerati tali per le rispettive successioni. Qui però la distanza con lo stipite è la stessa per Tizio e Caio; se il "salto" di generazioni è sbilanciato da una parte mi sembra più corretto (e comprensibile) che Tizio dica, per esempio, che un bisnonno del suo bisnonno Sempronio era primo cugino di Caio.

Ciao a tutti!
Guido5

Re: Cugini o parenti ?

MessaggioInviato: venerdì 8 marzo 2013, 19:20
da Alberto Lubelli Prasca
Caro Guido,
molto bene, non ricordavo più l'articolo del Codice Civile. Quindi si è legalmente parenti anche col passare dei secoli. Questa è un'ottima cosa. Diciamo che il termine "cugino" è, nell'uso, un sinonimo di "parente".
Cordialmente.
Alberto.

Re: Cugini o parenti ?

MessaggioInviato: venerdì 15 marzo 2013, 10:37
da Pasquale M. M. Onorati
Io direi "lontano cugino" o "entrambi abbiamo un ascendente in comune" o cose del genere. Una volta S. E. fra Franz Von Lobstein buonanima in una lettera, che conservo tra i miei ricordi più cari, mi chiamò "lontano nipote, ma non per questo meno caro"; una mia trisava paterna e suo nonno materno erano fratelli.
A presto.
PMMO