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Ducati zecchini ecc...

MessaggioInviato: martedì 26 luglio 2005, 12:24
da Andrea Orgnani
Tutti noi durantente le nostre ricerche ci siamo imbattuti in atti di compravendita, la mia curiosità è semplice: quanti euro vale un ducato veneto del 1700 ? o un fiorino o un marengo...!!!

Esistono delle tabelle di conversione ?

Grazie Andrea

MessaggioInviato: martedì 26 luglio 2005, 13:12
da Emibro
Dovrebbero valere quanto il metallo di cui sono fatti, se intendi il "potere d'acquisto".

Per le quotazioni numismatiche, in quasi tutte le librerie generaliste si trovano i due o tre principali cataloghi italiani del settore.


E*

MessaggioInviato: martedì 26 luglio 2005, 15:33
da Andrea Orgnani
non mi riferisco al loro valore in quanto monete antiche, ma al potere d'acquisto che avevano nel 1700 aggiornato al 2005.

Mi riferisco a una tabella come questa ma riferita ai ducati veneziani

http://www.istat.it/prezzi/precon/rivalutazioni/val-lira2001.htm

Saluti Andrea

MessaggioInviato: martedì 26 luglio 2005, 15:37
da Sandime
Per la tabella di conversione non saprei dire ma per un ottimo approfondimento del tema, nel periodo sttecentesco, consiglio vivamente la lettura del trattato "Della Moneta" di Ferdinando Galiani. Testo facilmente e gratuitamente visionabile anche attraverso le risorse internet.

Un cordiale saluto


Walter Santantonio

MessaggioInviato: martedì 26 luglio 2005, 17:26
da fra' Eusanio da Ocre
Emibro ha scritto:Dovrebbero valere quanto il metallo di cui sono fatti, se intendi il "potere d'acquisto".

Più :oops: o meno... la storia della moneta è millenaria, e ogni generalizzazione al riguardo è ancor più aleatoria di quelle che si fanno in araldica... in che è :shock: tutto dire!
In linea generale, l'equivalenza "intrinseco del contenuto = potere d'acquisto" era la tendenza verso cui miravano tutti coloro che coniavano monete... ma solo :evil: alcuni la raggiungevano!
Il fenomeno della cosiddetta "moneta fiduciaria" (cioè far circolare al valore X un pezzo di metallo che, di suo, ne vale Y) è sempre esistito.


Per le quotazioni numismatiche, in quasi tutte le librerie generaliste si trovano i due o tre principali cataloghi italiani del settore.
E*


Non conosco approfonditamente tali pubblicazioni, ma temo che ben poche di esse trattino della "comparazione di valore" nel senso cui accennava Andrea.

Bene :D valete

MessaggioInviato: martedì 26 luglio 2005, 22:04
da Emibro
Non avendo un valore "nominale", le monete coniate in metallo nobile avrebbero oggi il valore corrispondente al loro peso.

Ad esempio, una Sovrana d'oro di Francesco Giuseppe varrebbe circa 130 euro, mentre un Tallero d'argento varrebe intorno ai (poffarbacco) 3 euro ...

Una Pistra del Regno delle Due Sicilie sarebbe paragonabile a circa 5, 60 euro.

E*

Correzione. Le monete avevano un valore nominale, come appunto la Sovrana, il Kreuzer, il Tarì o i Grana, ma questo valore nominale era in buona parte legato al loro peso ed alle corrispondenze fra il valore dell'oro e quello dell'argento.

E*

MessaggioInviato: mercoledì 27 luglio 2005, 8:10
da Adriana
L'argomento mi incuriosisce.

Una Sovrana d'oro di Francesco Giuseppe varrebbe oggi 130 Euro; ma cosa si poteva comprare, con una Sovrana d'oro, ai tempi in cui era in uso?

Ciao, Adriana

MessaggioInviato: mercoledì 27 luglio 2005, 12:06
da Franz Joseph von Trotta
È anche difficile perchè il valore che in una determinata epoca poteva avere un determinato bene non corrisponde più al valore odierno che si da allo stesso bene.

Se analizziamo i catasti di Antico Regime vedremo attribuiti determinati valori a stabili e terreni che oggi sono diversi, lo stesso ragionamento per un altro bene che faceva ricchezza di quell'epoca il bestiame.
La "quotazione" del singolo bovino nel '700 risultava da una serie di valutazioni che oggi sono del tutto mutate.

Forse nel valore dell'oro si può trovare un termine utile per creare dei parametri tra le nostre monete e quelle del passato, anche se anch'esso risultava determinato da fattori epocali oggi differenti.

Bisognerebbe davvero trovare una bibliografia sull'argomento che abbia affrontato con criteri scientifici ed economici un problema interessante ma estremamente complesso.
FJVT

MessaggioInviato: mercoledì 27 luglio 2005, 12:15
da Emibro
Concordo con Franz Josef. In particolare mi ha colpito molto la differenza fra la Sovrana d'Oro (130 Euro), ed il Tallero da soli 3 euro. Molto probabilmente nel corso degli ultimi due secoli il prezzo dell'Argento si è fortemente abbassato.


E*

MessaggioInviato: giovedì 4 agosto 2005, 21:13
da Andrea Orgnani
Allego qui sotto la risposta inviatami da un esperto segnalatomi dal sempre gentile Fra Eusanio da Ocre

Egr. Sig. Orgnani,
purtroppo, tabelle complete e dirette che consentano la rivalutazione delle diverse specie monetarie in oro e argento coniate nelle zecche italiane non esistono; possiamo trovare qualche esempio sparso, ma il modo forse migliore per cercare di stimare il valore ad oggi di un ducato veneto del XVIII secolo è quello di valutare alcuni fattori come l'abbondanza dell'oro nel periodo considerato, il suo rapporto di valore con l'argento, i prezzi di materie prime e merci, il rapporto di cambio con altri nominali significativi del periodo. Per far ciò, tuttavia, occorrono ricerche documentarie e d'archivio.
Mi spiace non poterle fornire un valore, ma le consiglio di cercare lumi nei volumi di Nicolò Papadopoli "Le monete di Venezia" che contengono interessanti notizie sulle riforme monetarie e i valori della moneta veneziana.


Saluti Andrea

MessaggioInviato: lunedì 8 agosto 2005, 18:24
da Emibro
L'edizione 2001 del Gigante Monete Italiane dal '700 ad oggi riporta delle splendide tabelle con le equivalenze e le suddivisioni. Tutte le equivalenze sono poi ricondotte alla "Lira Italiana". Non essendo però un esperto del settore, non conosco il valore, assoluto o relativo, di questa lira.

E*

MessaggioInviato: giovedì 8 settembre 2005, 14:13
da Guido5
Cari amici,
forse quanto segue puo' servire a un qualche riferimento abbastanza preciso, anche se si rifa' all unita' d'Italia. I dati, ripresi da http://web.quipo.it/leis/d7_8_scudo.pdf, li ho aggiornati con i piu' recenti indici Istat, riferiti al 2004.
Ciao a tutti!
Guido5

L'antica lira piemontese (circolante in Piemonte, Liguria e Sardegna) equivaleva a 5 grammi d'argento: divenne nel 1861 la base del sistema monetario nazionale e venne trasformata in lira italiana. Una lira del 1861 varrebbe ora 7.816,05 lire e, quindi, 4,04 euro. Nel Lombardo Veneto circolava anche la cosiddetta svanzica che equivaleva a 0,87 lire italiane dell'unità nazionale e, pertanto, sarebbe pari a 6.799,97 lire d'oggi ed a 3,51 euro.
Nelle province dello Stato Pontificio - Romagne, Marche, Umbria e Lazio - circolava lo scudo romano che, con l'Italia unita, venne convertito in 5,32 lire italiane: lo scudo romano, quindi, ora varrebbe lire 41.581,40, vale a dire 21,48 euro. Nel ducato di Parma e Piacenza circolava la lira di Parma, equivalente a quella del regno piemontese, mentre nel ducato di Modena e Reggio non esisteva una autonoma unità monetaria legale e venivano prevalentemente utilizzate le citate valute austriache e piemontesi. Nel Granducato di Toscana circolava la lira toscana nuova per la quale, quando nacque l'unità d'Italia, venne fissata la parità con 0,84 lire italiane dell'epoca: oggi, pertanto, la lira granducale equivarrebbe a 6.565,48 lire (3,39 euro).
Infine nel Regno borbonico delle Due Sicilie, sempre prima dell'Unità d'Italia, la moneta circolante era il ducato del Regno il cui valore al tempo dell'unificazione nazionale venne fissato in 4,52 lire italiane. Un ducato borbonico dell'epoca dell'impresa dei Mille oggi varrebbe, quindi, 35.328,56 lire: 18,25 euro.