Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini
Emibro ha scritto:Dovrebbero valere quanto il metallo di cui sono fatti, se intendi il "potere d'acquisto".
Piùo meno... la storia della moneta è millenaria, e ogni generalizzazione al riguardo è ancor più aleatoria di quelle che si fanno in araldica... in che è
tutto dire!
In linea generale, l'equivalenza "intrinseco del contenuto = potere d'acquisto" era la tendenza verso cui miravano tutti coloro che coniavano monete... ma soloalcuni la raggiungevano!
Il fenomeno della cosiddetta "moneta fiduciaria" (cioè far circolare al valore X un pezzo di metallo che, di suo, ne vale Y) è sempre esistito.
Per le quotazioni numismatiche, in quasi tutte le librerie generaliste si trovano i due o tre principali cataloghi italiani del settore.
E*
si arriva in cielo
Egr. Sig. Orgnani,
purtroppo, tabelle complete e dirette che consentano la rivalutazione delle diverse specie monetarie in oro e argento coniate nelle zecche italiane non esistono; possiamo trovare qualche esempio sparso, ma il modo forse migliore per cercare di stimare il valore ad oggi di un ducato veneto del XVIII secolo è quello di valutare alcuni fattori come l'abbondanza dell'oro nel periodo considerato, il suo rapporto di valore con l'argento, i prezzi di materie prime e merci, il rapporto di cambio con altri nominali significativi del periodo. Per far ciò, tuttavia, occorrono ricerche documentarie e d'archivio.
Mi spiace non poterle fornire un valore, ma le consiglio di cercare lumi nei volumi di Nicolò Papadopoli "Le monete di Venezia" che contengono interessanti notizie sulle riforme monetarie e i valori della moneta veneziana.
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