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Chevalier: gli smalti

Inviato:
lunedì 24 dicembre 2012, 1:32
da AndreaSperelli
Carissimi,
Spesso si è parlato di chevalier, ma non penso che la conversazione si sia mai soffermata sulla possibilità di rappresentare anche gli smalti senza l’uso delle tratteggiature. Gli chevalier tipicamente vengono creati su oro o pietra di diverso colore, mi chiedo se siano invece mai stati creati abbinando i due materiali. Se ad esempio si volesse rappresentare uno stemma in cui è presente una banda d’oro su campo rosso, basterebbe usare una pietra rossa e quindi creare la banda in oro. Da qui si potrebbero usare anche altre tecniche, come quella del micro mosaico ecc.
Non ho mai visto esempi di chevalier fatti nella maniera che ho qui descritto, ma sarei curioso di conoscere il vostro parere.
Cordialmente,
A.S.
Re: Chevalier: gli smalti

Inviato:
lunedì 24 dicembre 2012, 15:34
da Alberto Lubelli Prasca
Non ne ho mai visti... Però sarebbe un lavoro di oreficeria splendido.
Ma in realtà io colgo l'occasione per porgerle il mio caloroso augurio per le festività e le vacanze.
Alberto L. Prasca.
Re: Chevalier: gli smalti

Inviato:
lunedì 24 dicembre 2012, 20:53
da AndreaSperelli
Alberto Lubelli Prasca ha scritto:Non ne ho mai visti... Però sarebbe un lavoro di oreficeria splendido.
Ma in realtà io colgo l'occasione per porgerle il mio caloroso augurio per le festività e le vacanze.
Alberto L. Prasca.
Ringrazio per gli auguri e contraccambio con piacere. In merito all'uso del micromosaico ho trovato solo questo esempio (a dire il vero non proprio eccelso):
http://www.ioarte.org/img/artisti/Lory-Lou__stemma-micromosaico_g.jpgAnche perchè si potrebbero ottenere risultati ragguardevoli semplicemente osservando cos'è possibile fare con questa tecnica:

Re: Chevalier: gli smalti

Inviato:
martedì 25 dicembre 2012, 15:19
da contegufo
Salve
Una cosa è uno chevalier classico la cui impronta individua il blasone fatto di profilo e tratteggio altra cosa metter mano alle pietre dure e peggio ancora ad un micromosaico.
Dell'ultima ipotesi mi sento di dissentire quanto all'uso delle pietre dure tutto stà nell'arte e nell'esecuzione dell' orefice; tanti i chiamati ma pochi gli eletti.
Il fatto che non risultino campioni fa pensare ad esemplari episodici i cui risultati probabilmente non appaiono dei migliori.
Tempo fa postai un immagine di uno chevalier, indossato da un despota africano, in lapislazzuli e oro che male non era.
Ancora auguri e un saluto da parte mia.
Re: Chevalier: gli smalti

Inviato:
mercoledì 26 dicembre 2012, 0:32
da AndreaSperelli
E' probabile che un tempo si preferifa fare gli chevalier con le fattezze che sono ancora largamente diffuse per il semplice fatto del loro possibile utilizzo, cioè quello di permettere anche di lasciare un "segno" distintivo su ceralacca. Ovviamente esistevano/esistono appositi sigilli per questo, ma come ben sapete venivano spesso usati direttamente gli chevalier. Nonostrante in alcuni rari casi gli chevalier vengono ancora usati in questa maniera, penso che oggi si potrebbre seguire tranquillamente tecniche più elaborate scegliendo validi artigiani, i risultati sarebbero sicuremente interessanti.
Non ho invece inteso le seguenti due frasi:
contegufo ha scritto:[...]
Una cosa è uno chevalier classico la cui impronta individua il blasone fatto di profilo
[...]
Cosa intende per "profilo del blasone" ? forse voleva intendere a "due dimensioni" ? in caso affermativo non e' necessario usare la tridimensionalità quando si usa il micromosaico.
contegufo ha scritto:[...]
...altra cosa metter mano alle pietre dure
[...]
Abitualmente si fanno gli chevalier in oro o in pietra dura, quindi perchè pome come "fuori luogo" questo ultimo caso ?
A.S.
Re: Chevalier: gli smalti

Inviato:
mercoledì 26 dicembre 2012, 21:55
da Egon von Kaltenbach
In effetti lo chevalier dovrebbe servire per sigillare, attraverso impressione, su ceralacca, quindi da ciò la prevalenza dell'incisione dello stemma su pietre dure o su oro. Ove invece lo si voglia intendere per quello che, di fatto, è diventato, ovvero un oggetto di mera rappresentazione delle armi familiari, è chiaro che anche le varianti suggerite possono essere considerate valide. Del resto, un mio lontano parente, il cui stemma consiste di sei figure d'argento in campo nero, anni fa, stava facendo preparare una pietra di paragone in cui sarebbero state commesse le suddette figure: mi ricordo che, dal gioielliere, vidi la pietra ellittica nella quale erano già state fatte le incisioni nella quali sarebbero state poste le figure in argento, ma in realtà in oro bianco.
Re: Chevalier: gli smalti

Inviato:
mercoledì 26 dicembre 2012, 22:07
da contegufo
Salve
Per "profilo" intendevo l'outline e il tratteggio che sono i due elementi per disegnare uno stemma.
Quanto alle "pietre dure" (plurale) ritengo che una mescolanza di colori risulti sul pacchiano.
Sì invece all'uso di UNA sola pietra dura come peraltro si può vedere nella produzione di "un certo" bravo orafo torinese.
Saluti