Vendita di feudo e titolo nel '700
Gentili ed esperti forumisti , vorrei porre un quesito tecnico. Supponiamo che , nel regno
sabaudo del '700 , un nobile decidesse di vendere uno dei suoi feudi con titolo nobiliare annesso.
Per il titolo nobiliare era sempre obbligatorio il parere favorevole del sovrano o questo poteva
essere tacito ? Se il re non si esprimeva , bisognava per forza aspettare oppure dopo un certo
" tempo tecnico " si poteva considerare tacito assenso ? E ancora : se la voltura del titolo era
conditio sine qua non per il buon esito della compravendita del feudo , se questa veniva a
mancare vi era una qualche forma di risarcimento per l' acquirente ? Potete spiegarmi come
avvenivano "tecnicamente" questi "passaggi" , chi erano i funzionari o l' ufficio regio che se
ne occupava ? Il re delegava ad altri o veramente prendeva personalmente in considerazione
ogni singolo caso ? Scusate per le tante domande , ma non avrei saputo come meglio riassumere
le mie curiosità. grazie , Avilius
sabaudo del '700 , un nobile decidesse di vendere uno dei suoi feudi con titolo nobiliare annesso.
Per il titolo nobiliare era sempre obbligatorio il parere favorevole del sovrano o questo poteva
essere tacito ? Se il re non si esprimeva , bisognava per forza aspettare oppure dopo un certo
" tempo tecnico " si poteva considerare tacito assenso ? E ancora : se la voltura del titolo era
conditio sine qua non per il buon esito della compravendita del feudo , se questa veniva a
mancare vi era una qualche forma di risarcimento per l' acquirente ? Potete spiegarmi come
avvenivano "tecnicamente" questi "passaggi" , chi erano i funzionari o l' ufficio regio che se
ne occupava ? Il re delegava ad altri o veramente prendeva personalmente in considerazione
ogni singolo caso ? Scusate per le tante domande , ma non avrei saputo come meglio riassumere
le mie curiosità. grazie , Avilius