Alessio Bruno Bedini ha scritto:Il problema è che ad oggi queste discipline non sono del tutto scientifiche.
Spesso mi accorgo, leggendo gli argomenti che qui si trattano, che noi tutti si tende a considerare normale che se ne parli e se ne studi.
A parte coloro che si interessano alla genealogia al solo scopo di trovare qualche improbabile antenato nobile e/o famoso, direi che certe materie, ivi compresa l'araldica e la storia in generale, vengono approfondite solo da un ristretto gruppo di appassionati.
Mi è capitato di incontrare persone colte (non dico laureate perchè il fatidico e diffusissimo
pezzo di carta ormai è comune anche tra coloro che definirli colti sarebbe un eufemismo) e totalmente
insensibili a quello che, per
alcuni di noi forumisti, è motivo di studio e di interesse.
"Ma sei matto a perdere tempo dietro a queste cose?"
Te lo dicono, a volte, anche quando sai e racconti fatti ed avvenimenti che potrebbero riguardare la loro storia o i loro antenati.
Il problema di fondo è che si stenta a comprendere quali siano i vantaggi pratici o economici dell'applicarsi a certi studi.
La maggior parte delle persone è troppo occupata a correre dietro a mille cose diverse, di ogni genere e tipo, e assolutamente considera inutile e forse dannoso, dato che distrae da attività più
redditizie, affrontare i
nostri argomenti. Insomma, è una perdita di tempo.
Non auspico che si tratti di araldica o di genealogia come di "materie scientifiche". Direi tutto il contrario. Tutti i documenti e le carte che si interpretano sono soggetti ad una visione estremamente soggettiva e, pertanto, opinabile. Il
fatto, inteso come storia, in pratica, essendo passato, non è certo e
vissuto, ma solo desunto dai documenti. Non può cambiare... se non intepretando diversamente.
Vorrei spiegarmi meglio: la scienza è in continua evoluzione e si fanno di continuo nuove scoperte, mentre la
storia si fonda sull'interpretazione di dati certi (non sempre) e non soggetti a cambiamenti.
Perchè la tal famiglia adottò quel certo stemma? Lo stemma è quello, del perchè o del percome possiamo trovar mille ragioni.
Perchè finì l' Impero Romano? Sappiamo che finì, ma sulle molteplici cause si potrebbe discutere all'infinito.
L'interpretazione dei dati, spesso non certi, dipende dagli storici e da quel che essi pensano. La scienza tende (solo) alla verità assoluta.
Il nostro modo di intendere e di sentire appartiene, purtroppo, ad una stretta cerchia di appassionati. E non vedo, in tempi di crisi e globalizzazione, come si possa sperare che queste possano diventare materie di interesse comune e diffuso.
Anzi, spesso mi chiedo se, a chi per sbaglio acceda a questo forum, noi non sembriamo semplicemente un
branco di nostalgici fuori dal tempo e dalla realtà dei nostri giorni.
E voi sperate che qualcuno voglia promuovere approfondimenti e corsi, per queste dicipline, con soldi pubblici e con l'aria che tira?
Mah...
Scusate il pessimismo.
Saluto tutti.
Antonio