Patrizi (veneti e non)

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Patrizi (veneti e non)

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 19 gennaio 2012, 18:17

A margine di recenti dibattiti, ecco un'efficace definizione di cosa sono (erano) i patrizi (veneti, ma non solo):
"Dès l'origine, la définition du patriciat se fondait sur l'exercice de l'autorité publique et l'ensemble des patriciens participaient, du mois théoriquement, à la gestion des institutions. En tant que catégorie collective, et en 'situation publique', les patriciens étaient l'Etat": ulteriormente condensabile, parafrasando una celebre massima resolare, in l'Etat c'est nous.
Claire Judde de La Rivière, De l'impossible discours aux formes de l'action: la fidélité politique à Venise, XVe-XVIe siècle, in Mélanges de l'École française de Rome. Italie et mediterranée, 118, 2 (2006), p. 6.
Disponibile in rete, a pagamento, qui: http://www.publications.efrome.it/openc ... ?locale=it

A Venezia, come altrove nelle repubbliche di Ancien Régime, non c'era distinzione tra Stato come istituzione e patriziato come ceto, quindi patrizio non era un titolo e non c'era un'autorità superiore che lo conferisse, c'era solo cooptazione (reale o onorifica) nello Stato e nella sua gestione, ecc., come già più volte discusso e chiarito da Gens Valeria e altri...
Franco Benucci
 

Re: Patrizi (veneti e non)

Messaggioda contegufo » giovedì 19 gennaio 2012, 21:45

Salve

La materia è ostica, articolata e intricata tanto da mettere al tappeto anche la Consulta Araldica del Regno che trovandosi in difficoltà o per mancanza di documenti o per semplificazioni dettate dall'alto alla fine eliminò di brutto tante realtà che non ebbero quei riconoscimenti che storicamente avrebbero meritato.
C'è da dire che il servire la propria repubblica implicitamente portava ad una distinzione fra chi appunto la serviva, nobile o patrizio, e chi no, popolo borghese.
Tale distinzione trattandosi di repubbliche oligarchiche comunque non permetteva di andare oltre e gli eventuali riconoscimenti di stampo feudale in talune realtà (Lucca) erano vietati.
Successivamente (ex Repubbliche restaurate 1815) anche in seno alla classe dirigente si manifestò il desiderio di una ulteriore classificazione per distinguere chi più meriti aveva rispetto agli altri nobili e servitori della patria.
La classe dei nobili venne altresì scremata concedendo ad un ristretto numero di famiglie di elevarsi al grado di Patrizio potendo queste rispondere positivamente alle specifiche richieste.
Quindi se il grado di Patrizio di Venezia e Nobile di Lucca o di Genova al tempo delle rispettive repubbliche poteva dirsi equipollente con la restaurazione altro peso ebbe se fra di loro confrontati in quanto nel caso di Lucca le famiglie Patrizie erano solo quelle che potevano vantare cariche di governo per quattro generazioni consecutive e la prova di nobiltà per almeno 200 anni mentre tutte le altre famiglie dirsi semplicemente nobili pur avendo avuto incarichi di governo.
Quindi sotto il profilo del diritto nobiliare esistono/esistevano differenze sottili che spesso sono state ignorate o confuse.

Cordialmente
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Re: Patrizi (veneti e non)

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 20 gennaio 2012, 0:26

contegufo ha scritto:La materia è ostica, articolata e intricata tanto da mettere al tappeto anche la Consulta Araldica del Regno che trovandosi in difficoltà o per mancanza di documenti o per semplificazioni dettate dall'alto alla fine eliminò di brutto tante realtà

Per definizione, quanto di meno indicato per cogliere (o anche solo concepire) i fenomeni repubblicani, che (almeno a Venezia) erano comunque aristocratici e non oligarchici, anche se la proclamata uguaglianza di tutti i patrizi era tale solo sulla carta e nelle previsione teorica e non nella pratica, che doveva fare i conti con la diversa situazione economica delle varie famiglie e dei singoli rami, con ovvie evoluzioni anche in diacronia.
Franco Benucci
 

Re: Patrizi (veneti e non)

Messaggioda contegufo » venerdì 20 gennaio 2012, 20:58

Salve

Effettivamente i termini aristocrazia e oligarchia non sono equivalenti in quanto il secondo rappresenta nel significato etimologico una degenerazione del primo ovvero "governo in cui la cosa pubblica è concentrata in mano di pochi".
Non è certo il caso delle repubbliche citate (Venezia, Genova, Lucca) dove esistettero governi aristocratici.

In particolare la Repubblica di Lucca era retta da un Consiglio degli Anziani (dieci) ed un Gonfaloniere che restavano in carica circa due mesi.

Giubba delle 60 minestre: viewtopic.php?f=6&t=13352&p=157072&hilit=giubba+delle+100#p157072

E' assai probabile che ai maggiori contribuenti corrispondesse anche una maggior frequenza di cariche pubbliche.
Di fatto anche fra i nobili ricchi esisteva una differenziazione prima di sostanza poi per meriti conseguiti.

Saluti
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