La Contessa ed i briganti
Per gli appassionati escursionisti esistono diverse carte dei sentieri del parco del Simone e Simoncello, parco che comprende pure il monte Carpegna. In queste mappe ricorrono nomi di luoghi direi singolari: troviamo, ad esempio, il sentiero dei Contrabbandieri, il passo dei Ladri, il passo Trabocchino ed il passo Trabocchetto. In effetti si tratta di una toponomastica particolare: perchè?
Ebbene, sul monte Carpegna troviamo una vasto appezzamento di terreno, qualche centinaio di ettari, di proprietà della Comunanza Agraria di Scavolino. Attualmente è destinato a pascolo, ma forse un tempo era coltivato a farro. La Comunanza ha costruito un piccolo rifugio e realizzato un lungo tavolo di legno, coperto con un pergolato, destinati a riparo per escursionisti e per goliardiche mangiate panoramiche.
E, proprio in una di queste occasioni, ho incontrato il solito signore anziano assai informato, ex amministratore della Comunanza, che mi ha raccontanto questa storia:
La Contessa di Carpegna si trovava, durante una cavalcata (da sola?), ad attraversare il Passo del Trabocchetto (che chissà come si chiamava a quei tempi...). Proprio nello stretto passaggio fu assalita da un gruppetto di briganti. Alcuni abitanti di Scavolino, sul monte per lavoro, udendo le grida della nobile signora, prontamente accorsero in aiuto, costringendo alla fuga i malviventi. Il Conte, riconoscente, regalò agli abitanti di Scavolino il luogo dove avvenne il fatto. Così nacque la Comunanza Agraria di Scavolino.
Leggenda o verità? Nei libri che ho letto sui Carpegna di questo episodio non ho trovato traccia alcuna. Inoltre tutto è complicato dal fatto che non si capisce di quale contessa si tratti, e, dato che le contee di Carpegna furoro contestualmente due, quella proprio di Carpegna e quella di Scavolino Bascio e Gattara, non si sa neppure a quale delle due far riferimento.
Ci vorrebbe qualcuno che conoscesse bene la storia di Scavolino... onde individuare i protagonisti della storia.
Alcune note:
Scavolino, oggi duecento abitanti circa, é stato assorbito dal comune di Pennabilli. Il nuovo comune colse l'occasione per intestarsi i terreni di cui trattiamo. Gli abitanti di Scavolino hanno fatto causa, vincendola, per rientrare nella piena proprietà dei loro beni, che tuttora sono della Comunanza.
Altro particolare detto dall'anziano: a Carpegna non esisteva il pane venale. Sapete che vuol dire?
Vi allego le immagini, scattate ieri al tramonto, del piccolo rifugio (con sullo sfondo Perticara) e del Passo Trabocchetto.



Se qualcuno potesse confermare la leggenda, sarei molto contento.
Ho sempre il timore di scrivere cose di poco interesse. Se così fosse, vi prego di scusarmi (e di dirmelo).
Saluto cordialmente tutti. Antonio
Ebbene, sul monte Carpegna troviamo una vasto appezzamento di terreno, qualche centinaio di ettari, di proprietà della Comunanza Agraria di Scavolino. Attualmente è destinato a pascolo, ma forse un tempo era coltivato a farro. La Comunanza ha costruito un piccolo rifugio e realizzato un lungo tavolo di legno, coperto con un pergolato, destinati a riparo per escursionisti e per goliardiche mangiate panoramiche.
E, proprio in una di queste occasioni, ho incontrato il solito signore anziano assai informato, ex amministratore della Comunanza, che mi ha raccontanto questa storia:
La Contessa di Carpegna si trovava, durante una cavalcata (da sola?), ad attraversare il Passo del Trabocchetto (che chissà come si chiamava a quei tempi...). Proprio nello stretto passaggio fu assalita da un gruppetto di briganti. Alcuni abitanti di Scavolino, sul monte per lavoro, udendo le grida della nobile signora, prontamente accorsero in aiuto, costringendo alla fuga i malviventi. Il Conte, riconoscente, regalò agli abitanti di Scavolino il luogo dove avvenne il fatto. Così nacque la Comunanza Agraria di Scavolino.
Leggenda o verità? Nei libri che ho letto sui Carpegna di questo episodio non ho trovato traccia alcuna. Inoltre tutto è complicato dal fatto che non si capisce di quale contessa si tratti, e, dato che le contee di Carpegna furoro contestualmente due, quella proprio di Carpegna e quella di Scavolino Bascio e Gattara, non si sa neppure a quale delle due far riferimento.
Ci vorrebbe qualcuno che conoscesse bene la storia di Scavolino... onde individuare i protagonisti della storia.
Alcune note:
Scavolino, oggi duecento abitanti circa, é stato assorbito dal comune di Pennabilli. Il nuovo comune colse l'occasione per intestarsi i terreni di cui trattiamo. Gli abitanti di Scavolino hanno fatto causa, vincendola, per rientrare nella piena proprietà dei loro beni, che tuttora sono della Comunanza.
Altro particolare detto dall'anziano: a Carpegna non esisteva il pane venale. Sapete che vuol dire?
Vi allego le immagini, scattate ieri al tramonto, del piccolo rifugio (con sullo sfondo Perticara) e del Passo Trabocchetto.



Se qualcuno potesse confermare la leggenda, sarei molto contento.
Ho sempre il timore di scrivere cose di poco interesse. Se così fosse, vi prego di scusarmi (e di dirmelo).
Saluto cordialmente tutti. Antonio
ciaooo....







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