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Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
sabato 12 novembre 2011, 13:50
da LeSaboteur
Vi racconto una storia che ho ricostruito dopo molte ricerche che ha come oggetto un Titolo di marchese e due baronali.
Nel 1815, un Barone molto importante nella mia città, esponente della più antica e prestigiosa famiglia della stessa, ricevette per dei meriti il titolo di Marchese "per sè, eredi e successori, in perpetuo".
Il problema nacque alla sua morte, in quanto non avendo figli si aprì una lunga e controversa situazione per la successione ai suoi titoli.
Da un lato troviamo schierato il figlio della sorella, un tal Giuseppe, che li rivendicò; dall'altro i cugini del Marchese, i Baroni X, che sarebbero dovuti legittimamente succedere al titolo in quanto portanti lo stesso cognome e non vi era alcun testamento che disponeva diversamente.
Il Giuseppe, tanto fece che nonostate non gli fu mai attribuito alcun titolo se ne fregiò fino alla morte (insieme agli altru due baronali ,sempre dello Zio) e,passando il tempo, si finì per "riconoscerli" di fatto ai suoi successori.
In tutta questa situazione i Baroni X, cugini e legittimi a ricevere il titolo, da veri nobili e signori mandarono a quel paese il Giuseppe e lo lasciarono gioire del fumo che aveva intorno.
Passarono gli anni, e questo titolo passò dai discendenti di Giuseppe ad un altra famiglia, che chiammeremo i Riccio.
Ci si trovò nuovamente nella stessa situazione : Ammessa (e non concessa) la legittimità del titolo dei discendenti di Giuseppe, i Riccio "divennero" i nuovi Marchesi con la stessa tecnica utilizzata dal Giuseppe decenni prima,nonostante ci fossero prima di loro dei nipoti del Giuseppe che lo rivendicarono a se (con non si sa quale fondamento).
Di "fatto" i Riccio erano i nuovi marchesi e due volte baroni, nonostante le (infondate)denunce dei nipoti del Giuseppe .
Oggi, i discendenti dei Riccio non ci sono più, quelli del Giuseppe fingono di ignorare questa storia.
Il discendente del Barone X, un bel giovane avvocato di spicco, ha riscoperto e ricostruito insieme a me questa storia.
Non avanza alcuna pretesa per non sollevare chissà quale polverone , né gli interessa particolarmente fregiarsi di qualche altro titolo (conscio anche del valore che hanno oggi).
Sarebbe però legittimato , in linea teorica, ad utilizzare gli antichi titoli della sua famiglia?
Cordialità
Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
sabato 12 novembre 2011, 14:50
da antonio33
Caro amico, la storia è molto bella. Per quel che ne so io della materia, non molto, dato il titolo "per sè, eredi e successori, in perpetuo" è evidente che, in teoria, spetterebbe proprio agli effettivi eredi e successori fregiarsene, e non a chi, più o meno, ma comunque abusivamente (illegittimamente?) se ne appropriò, escludendone quindi ed a maggior ragione la discendenza.
Chiedo, se si può: vi fu un contenzioso per l'eredità (intesa come beni al sole)?
Cordiali saluti a Lei ed al Marchese.
Antonio
Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
sabato 12 novembre 2011, 17:18
da LeSaboteur
antonio33 ha scritto:Caro amico, la storia è molto bella. Per quel che ne so io della materia, non molto, dato il titolo "per sè, eredi e successori, in perpetuo" è evidente che, in teoria, spetterebbe proprio agli effettivi eredi e successori fregiarsene, e non a chi, più o meno, ma comunque abusivamente (illegittimamente?) se ne appropriò, escludendone quindi ed a maggior ragione la discendenza.
Chiedo, se si può: vi fu un contenzioso per l'eredità (intesa come beni al sole)?
Cordiali saluti a Lei ed al Marchese.
Antonio
Gentile Antonio,
per quel che riguarda l'eredità non ci furno (da quel che fino ad ora mi risulta!) contese.
Il marchese lasciò i suoi bene divisi più o meno in parti uguali il patrimonio tra i vari parenti ; in particolare rimise ai cugini Baroni (glli avi del mi caro amico) il feudo su cui vantavano il titolo che deteneva a titolo di garanzia per dei crediti nei loro confronti e gli lasciò anche un palazzo in città ed al Giuseppe il feudo su cui poggiava il itolo di marchese, ma non per intero : infatti esso fu frazionato tra vari parenti (tra cui anche miei avi),così come il resto dei feudi.
Cordialità,
Giancarlo
Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
sabato 12 novembre 2011, 18:41
da GENS VALERIA
LeSaboteur ha scritto:Vi racconto una storia che ho ricostruito dopo molte ricerche che ha come oggetto un Titolo di marchese e due baronali.
Nel 1815, un Barone molto importante nella mia città, esponente della più antica e prestigiosa famiglia della stessa, ricevette per dei meriti il titolo di Marchese "per sè, eredi e successori, in perpetuo".
Il problema nacque alla sua morte, in quanto non avendo figli si aprì una lunga e controversa situazione per la successione ai suoi titoli.
Da un lato troviamo schierato il figlio della sorella, un tal Giuseppe, che li rivendicò; dall'altro i cugini del Marchese, i Baroni X, che sarebbero dovuti legittimamente succedere al titolo in quanto portanti lo stesso cognome e non vi era alcun testamento che disponeva diversamente.
Il Giuseppe, tanto fece che nonostate non gli fu mai attribuito alcun titolo se ne fregiò fino alla morte (insieme agli altru due baronali ,sempre dello Zio) e,passando il tempo, si finì per "riconoscerli" di fatto ai suoi successori.
In tutta questa situazione i Baroni X, cugini e legittimi a ricevere il titolo, da veri nobili e signori mandarono a quel paese il Giuseppe e lo lasciarono gioire del fumo che aveva intorno.
Passarono gli anni, e questo titolo passò dai discendenti di Giuseppe ad un altra famiglia, che chiammeremo i Riccio.
Ci si trovò nuovamente nella stessa situazione : Ammessa (e non concessa) la legittimità del titolo dei discendenti di Giuseppe, i Riccio "divennero" i nuovi Marchesi con la stessa tecnica utilizzata dal Giuseppe decenni prima,nonostante ci fossero prima di loro dei nipoti del Giuseppe che lo rivendicarono a se (con non si sa quale fondamento).
Di "fatto" i Riccio erano i nuovi marchesi e due volte baroni, nonostante le (infondate)denunce dei nipoti del Giuseppe .
Oggi, i discendenti dei Riccio non ci sono più, quelli del Giuseppe fingono di ignorare questa storia.
Il discendente del Barone X, un bel giovane avvocato di spicco, ha riscoperto e ricostruito insieme a me questa storia.
Non avanza alcuna pretesa per non sollevare chissà quale polverone , né gli interessa particolarmente fregiarsi di qualche altro titolo (conscio anche del valore che hanno oggi).
Sarebbe però legittimato , in linea teorica, ad utilizzare gli antichi titoli della sua famiglia?
Cordialità
Se è vero ( come è vero ) che:
"La legittima validità morale e storica dello “status nobiliare”, è testimoniata esclusivamente dalle singole attestazioni e prove documentarie poggianti sulla legislazione nobiliare in vigore nel momento, anche remoto, in cui ebbe origine la nobilitazione" occorrebbe prendere in considerazione la legge in vigore
in Sicilia nel 1815 , anno di concessione del titolo marchionale.
Ovvero :
La Costituzione “In aliquibus” e la prammatica “Ut de sucessionibus” di Re Federico II sancivano le
norme successorie in Sicilia, dove in particolare si afferma che dopo la morte del feudatario debbano succedere nel feudo i di lui figli maschi, ed in difetto debbano succedere le figlie femmine.
Nella Prammatica “Ut de Successionibus” detto Imperatore ordinò che la successione dei feudatari debba aprirsi a tutti i discendenti del sangue dell'ultimo possessore; che tra questi fosse data preferenza ai maschi contro le femmine e che nei feudi franchi fosse preferito il maschio primogenito e la vergine “in capillis” tra le femmine;
che
in mancanza di discendenti non avessero alcun diritto gli ascendenti, ma che succedessero i fratelli collaterali e le sorelle ed i figli dei fratelli o delle sorelle; ed infine, in mancanza di tali eredi, il feudo dovesse essere devoluto alla Corona per diritto di riversione.
La legislazione nobiliare sarebbe stata quindi favorevole a Giuseppe figlio della sorella del marchese,il fatto che non portasse lo stesso cognome è ininfluente.
Cordialissimi saluti

Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
sabato 12 novembre 2011, 19:10
da LeSaboteur
Per quale motivo,dunque, gli fu negato il suddetto titolo?
Cordialmente,
Giancarlo
Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
sabato 12 novembre 2011, 19:40
da GENS VALERIA
Quando morì il marchese ?
Si può supporre che la controversia si protrasse per anni e, prima che fosse possibile fare domanda , con l'annessione al Regno d'Italia cambiarono le regole....
Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
sabato 12 novembre 2011, 23:24
da fabrizio guinzio
Carissimi, che io sappia(autore Montauto): l'estinzione della feudalità in Sicilia è avvenuta nel 1813. Furono conservati i titoli che erano stati concessi con grande larghezza; quello di principe oltre 120, di duca oltre 90 volte; scarsi quello di marchese, non molti quello di conte, moltissimi quello di barone. I titoli continuarono ad essere concessi(quello in topic è appunto del 1815). La feudalità in Sicilia la introdussero i Normanni, era di diritto franco cioè trasmissibile per primogenitura maschile; furono però anche fatte concessioni di diritto longobardo, stante la presenza nell'isola di longobardi, che andarono ad aumentare nel tempo e così la successione femminile fu adottata. Quasi tutto il territorio fu concesso in feudo, i feudi erano divisibili, frazionabili per successione, alienabili, e ciò portò a una progressiva moltiplicazione degli stessi. La legislazione variò secondo le varie dinastie, dalla Normanna alla Sveva, alla Angioina, alla Aragonese - Catalana, alla Spagnola, alla Asburgica, alla Borbonica; importanti i capitoli "si aliquem" di Giacomo d'Aragona che regolò la successione sia di diritto longobardo che franco, e introdusse la successione retrograda per i collaterali ascendenti zio, prozio ecc. e "volentes" di Federico d'Aragona che consentiva l'alienabilità dei feudi a certe condizioni. Sull'interpretazione di queste leggi sorsero infinite dispute che si protrassero per secoli, fino alla ripetuta estinzione della feudalità. Ma, da quanto si evince da questo topic, le dispute sono continuate anche successivamente per titoli e allodii e questo il Manuale da cui ho tratto le notizie lo omette. Ciao,
Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
sabato 12 novembre 2011, 23:36
da GENS VALERIA
fabrizio guinzio ha scritto:Carissimi, che io sappia(autore Montauto): l'estinzione della feudalità in Sicilia è avvenuta nel 1813. Furono conservati i titoli che erano stati concessi con grande larghezza; quello di principe oltre 120, di duca oltre 90 volte; scarsi quello di marchese, non molti quello di conte, moltissimi quello di barone. I titoli continuarono ad essere concessi(quello in topic è appunto del 1815). (...)
Non è esatto :
E' vero che l'abolizione della feudalità in Sicilia, avvenne nel 1812 ossia sei anni dopo quella proclamata a Napoli, tuttavia non si diede norma alcuna per la conservata trasmissione dei titoli di nobiltà e pertanto con Regio Rescritto del 13-2-1856 si dichiarò che
la legge del 2-8-1806 che aboliva la feudalità nel Regno di Napoli non è applicabile in Sicilia dove essa fu abolita posteriormente, senza modificare l'ordine successorio predetto; e quindi per quella parte del Regno si debba ricorrere interamente alle antiche norme esistenti
(v. Galluppi, “Il Nobiliario di Messina”).
Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
domenica 13 novembre 2011, 6:40
da LeSaboteur
GENS VALERIA ha scritto:Quando morì il marchese ?
Si può supporre che la controversia si protrasse per anni e, prima che fosse possibile fare domanda , con l'annessione al Regno d'Italia cambiarono le regole....
Sapendo per certo che il titolo non è mai stato concesso, si dovrebbe dunque leggere la questione secondo le nuove regole o per le situazioni posteriori si continuava ad utilizzare il vecchio ordinamento?
Cordialmente,
Giancarlo
Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
domenica 13 novembre 2011, 8:42
da antonio33
Per analogia con le norme di diritto privato in vigore quasi ovunque, non dovrebbe essere applicato l'ordinamento vigente al momento della morte del marchese?
Antonio
Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
domenica 13 novembre 2011, 13:12
da GENS VALERIA
antonio33 ha scritto:Per analogia con le norme di diritto privato in vigore quasi ovunque, non dovrebbe essere applicato l'ordinamento vigente al momento della morte del marchese?
Antonio
Caro Antonio , sono laureato "solo" in Farmacia

, tuttavia, secondo un principio cardine della giurisprudenza sono i singoli provvedimenti che saranno sottoposti alla legge, ovvero:
“ tempus regit actum “ cioè
i provvedimenti, anche le nobilitazioni ed i riconoscimenti ( nel caso trattato la concessione del titolo marchionale ) presi in un determinato periodo vengono sottoposti alla legge in vigore nel momento nel quale furono emanati. Se il titolo di marchese fosse stato personale oppure fosse stato concesso con discendenza esclusivamente maschile , il titolo sarebbe stato avocato al sovrano alla morte del titolato, e... non saremmo qui a discuterne.
Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
domenica 13 novembre 2011, 15:47
da fabrizio guinzio
Ma la successione retrogada introdotta in Sicilia da Giacomo d'Aragona non ha già risolto il problema?
Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
domenica 13 novembre 2011, 16:05
da LeSaboteur
fabrizio guinzio ha scritto:Ma la successione retrogada introdotta in Sicilia da Giacomo d'Aragona non ha già risolto il problema?
Dunque sì,secondo quella legge il titolo spetterebbe al mio caro amico (Giusto?)
Chiedo per evitare fraintendimenti.
Scuso la banalità.
Cordialmente,
Giancarlo
Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
domenica 13 novembre 2011, 17:40
da GENS VALERIA
No.
Nonostante le modifiche apportate al regolamento, come il Capitolo “Si aliquem” di Re Giacomo di Sicilia che estese, in mancanza di eredi, la successione ai trinipoti figli del defunto intestatario, anche se non discendente dal primo "quesitore" sino al sesto grado, si doveno ammettere alla successione tutte le persone congiunte in simile grado all'intestario defunto e venne riconfermata la possibilità di successione in linea femminile.
Il nipote era parente di 2° i cugini di 3°
Re: Storia d'un Marchese e delle vicende del Suo titolo.

Inviato:
domenica 13 novembre 2011, 21:44
da fabrizio guinzio
Passando dalle vicende del titolo a quello delle famiglie coinvolte; una domanda: il marito della sorella era di famiglia nobile?