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antonio33 ha scritto:Caro amico, la storia è molto bella. Per quel che ne so io della materia, non molto, dato il titolo "per sè, eredi e successori, in perpetuo" è evidente che, in teoria, spetterebbe proprio agli effettivi eredi e successori fregiarsene, e non a chi, più o meno, ma comunque abusivamente (illegittimamente?) se ne appropriò, escludendone quindi ed a maggior ragione la discendenza.
Chiedo, se si può: vi fu un contenzioso per l'eredità (intesa come beni al sole)?
Cordiali saluti a Lei ed al Marchese.
Antonio
LeSaboteur ha scritto:Vi racconto una storia che ho ricostruito dopo molte ricerche che ha come oggetto un Titolo di marchese e due baronali.
Nel 1815, un Barone molto importante nella mia città, esponente della più antica e prestigiosa famiglia della stessa, ricevette per dei meriti il titolo di Marchese "per sè, eredi e successori, in perpetuo".
Il problema nacque alla sua morte, in quanto non avendo figli si aprì una lunga e controversa situazione per la successione ai suoi titoli.
Da un lato troviamo schierato il figlio della sorella, un tal Giuseppe, che li rivendicò; dall'altro i cugini del Marchese, i Baroni X, che sarebbero dovuti legittimamente succedere al titolo in quanto portanti lo stesso cognome e non vi era alcun testamento che disponeva diversamente.
Il Giuseppe, tanto fece che nonostate non gli fu mai attribuito alcun titolo se ne fregiò fino alla morte (insieme agli altru due baronali ,sempre dello Zio) e,passando il tempo, si finì per "riconoscerli" di fatto ai suoi successori.
In tutta questa situazione i Baroni X, cugini e legittimi a ricevere il titolo, da veri nobili e signori mandarono a quel paese il Giuseppe e lo lasciarono gioire del fumo che aveva intorno.
Passarono gli anni, e questo titolo passò dai discendenti di Giuseppe ad un altra famiglia, che chiammeremo i Riccio.
Ci si trovò nuovamente nella stessa situazione : Ammessa (e non concessa) la legittimità del titolo dei discendenti di Giuseppe, i Riccio "divennero" i nuovi Marchesi con la stessa tecnica utilizzata dal Giuseppe decenni prima,nonostante ci fossero prima di loro dei nipoti del Giuseppe che lo rivendicarono a se (con non si sa quale fondamento).
Di "fatto" i Riccio erano i nuovi marchesi e due volte baroni, nonostante le (infondate)denunce dei nipoti del Giuseppe .
Oggi, i discendenti dei Riccio non ci sono più, quelli del Giuseppe fingono di ignorare questa storia.
Il discendente del Barone X, un bel giovane avvocato di spicco, ha riscoperto e ricostruito insieme a me questa storia.
Non avanza alcuna pretesa per non sollevare chissà quale polverone , né gli interessa particolarmente fregiarsi di qualche altro titolo (conscio anche del valore che hanno oggi).
Sarebbe però legittimato , in linea teorica, ad utilizzare gli antichi titoli della sua famiglia?
Cordialità
fabrizio guinzio ha scritto:Carissimi, che io sappia(autore Montauto): l'estinzione della feudalità in Sicilia è avvenuta nel 1813. Furono conservati i titoli che erano stati concessi con grande larghezza; quello di principe oltre 120, di duca oltre 90 volte; scarsi quello di marchese, non molti quello di conte, moltissimi quello di barone. I titoli continuarono ad essere concessi(quello in topic è appunto del 1815). (...)
GENS VALERIA ha scritto:Quando morì il marchese ?
Si può supporre che la controversia si protrasse per anni e, prima che fosse possibile fare domanda , con l'annessione al Regno d'Italia cambiarono le regole....
antonio33 ha scritto:Per analogia con le norme di diritto privato in vigore quasi ovunque, non dovrebbe essere applicato l'ordinamento vigente al momento della morte del marchese?
Antonio
fabrizio guinzio ha scritto:Ma la successione retrogada introdotta in Sicilia da Giacomo d'Aragona non ha già risolto il problema?
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