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Nobili a teatro

MessaggioInviato: giovedì 11 agosto 2011, 19:16
da contegufo
Cari Amici

A Volterra in data 1830 ca. al Teatro Persio Flacco su 4° ordini di palchi per un totale di 80 posti solo 32 erano in mano a famiglie nobili rispetto alla situazione di partenza del 1818 che stabiliva per sorteggio l'assegnazione.
I nobili mediante acquisizioni, permute e successioni si erano aggiudicati buona parte del 2° ordine per quanto non impedisse la coabitazione tra aristocratici e borghesi, ad esempio nello stesso 2° ordine la sequenza di palchi nobili si interrompeva proprio al centro, al numero 10, di proprietà di Tommaso Gennai, mercante di alabastro.

La coabitazione non si limitava al Teatro ma si estendeva alle Stanze ad esso annesse aperte fin dal 1820 "ad uso di conversazione e di giuoco"
Era ammesso il gioco del bigliardo ma non il nuovo gioco detto della "bazzica" ritenuto d'azzardo, il " Trucco, Tavola Reale, Dama, Scacchi (....) purchè servano all'onesto divertimento".


La nascita del nuovo Circolo delle Stanze è indubbio che fin dall'inizio abbia assunto un duplice significato, essa costituiva una presa d'atto dell'ampliamento dei confini dell' èlite cittadina e rifletteva l'esigenza di una certa apertura a favore delle famiglie più ricche della borghesia, a patto però che i confini restassero ben visibili a garanzia di una chiusura di ceto non meno forte di prima.

Saluti

Cfr. Nobiltà Civile e sangue blu, il patriziato volterrano alla fine dell'età moderna
di Carlo Pazzagli, Oslchki Ed.1996