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Cappellania

MessaggioInviato: giovedì 30 giugno 2011, 7:59
da claudio2574
Buongiorno a tutti.
Sto facendo una ricerca sulla mia famiglia, che non ha nessuna pretesa nobiliare, ma solo il gusto di togliere un po' di polvere del passato.
Da diverso tempo passo alcune ore della settimana in un archivio notarile; andando a ritroso, sono arrivato all'inizio del 1600.
Per me è un esercizio un po' difficile, visto che il mio mestiere è del tutto diverso (sono ingegnere e mi occupo di computer).
Una delle cose che ho incontrato e che non padroneggio è il concetto di cappellania. Ho letto che si tratta di un beneficio associato ad una chiesa o una cappella, ma non ho capito nè come ci si arrivasse (acquisto? quindi era solo accessibile solo a chi avesse mezzi a sufficienza?), nè quale vantaggio producesse, nè cosa ne succedesse alla morte del prelato.
La zona è quella del Lazio meridionale, diocesi di Segni
Grazie

Re: Cappellania

MessaggioInviato: giovedì 30 giugno 2011, 13:25
da Franco Benucci
Chi creava una cappellania, di fatto istituiva un posto con annesso beneficio (=stipendio) perpetuo per un prete scelto secondo i criteri indicati dal fondatore (di solito nel testamento: di solito uno di famiglia o delle famiglie imparentate), che officiava una cappella (di solito funeraria e di famiglia, di solito annessa a una certa chiesa o a volte al palazzo, villa o residenza familiare) e acquisiva quindi il titolo di cappellano, magari da integrare col servizio di istitutore per i giovani di casa o analoghi. Tutti i dettagli per il concorso, la scelta, la nomina e la successione del prete (che non era un prelato, ma di solito uno che altrimenti non avrebbe sbarcato il lunario) erano fissati dal fondatore, ivi compresa l'eventuale collazione del beneficio in caso di mancata assegnazione del posto secondo i criteri fissati (vada alla parrocchia, vada al vescovo, vada al papa, fuori dello stato pontificio vada al governo che la usi ad pias causas, vada a chi si vuole purché non al papa, vada alla fraglia X che lo usi per doti di fanciulle povere o per beneficienza, torni in famiglia, si estingua, ecc.)

Re: Cappellania

MessaggioInviato: giovedì 30 giugno 2011, 14:01
da claudio2574
molte grazie e mi scuso per l'ignoranza

Re: Cappellania

MessaggioInviato: giovedì 30 giugno 2011, 16:10
da Bottacin Arturo
Il duomo di Spilimbergo sotto Juspatronato feudale aveva 3 titolari d'altare o cappella, san Giovanni, san Biagio, San Andrea tutti con realativa rendita fissa
es. all'altare di san Giovanni per testamento una certa donna Maruina nel 1395 aveva lasciato cospicua rendita di case e terreni.
Gli altri cosidetti altaristi o mercenari, si arrivò anche a 9, ricevevano una rendita legate a messe di anniversario o suffragio, lasciti testamentari di cui l'archivio ha le copie. Nei libri dei camerari annualmente sono registrate el rendite ai relativi sacerdoti.
Spero di aver dato ulteriore contributo all'amico. Bottacin Arturo

Re: Cappellania

MessaggioInviato: giovedì 30 giugno 2011, 16:25
da claudio2574
Grazie anche a Bottacin.
MI restano dei dubbi aperti: se la cappellania serviva a dare una rendita a chi altrimenti "non avrebbe avuto come sbarcare il lunario", mi chiedo come mai venissero acquistate; forse era considerato un bene come un altro? Se non erro, nel forum c'è un topic, che adesso non so indicare, nel quale si parla dell'acquisto di una cappellania in comproprietà tra un sacerdote e un notaio.
Inoltre, Lorenzo, il mio lontano parente che aveva questa condizione, era sicuramente assai benestante (per parte di madre), visto che esistono registrati decine di atti di compravendita a suo nome per case e terreni, sia prima che dopo l'ordinazione sacerdotale.
Uno degli atti (che non so leggere bene per mia ignoranza) mi pare che sia una "rinuncia" ai benefici della cappellania.
Non ho prova scritta di quello che dico adesso, ma questo Lorenzo credo che si sia sposato.
Ha certamente avuto una figlia (cui venne dato lo stesso nome di battesimo della nonna). Immagino che dopo sia rimasto vedovo ed infine, in età non giovane sia stato ordinato sacerdote.
Passato a miglior vita, con il testamento lasciò tutto alla figlia, definita "erede universale". Immagino che la cappellania sia rientrata in titolo a chi l'aveva istituita.
Se la cosa ha qualche utilità, preciso che siamo intorno al 1730.
Grazie ancora

Re: Cappellania

MessaggioInviato: giovedì 30 giugno 2011, 22:53
da Salvennor
Anche nel romanzo Il Gattopardo, e nella relativa trasposizione cinematografica, era presente una figura simile.
Il Cappellano della famiglia Salina, anche con compiti culturali oltre che religiosi e liturgici.

Re: Cappellania

MessaggioInviato: giovedì 30 giugno 2011, 23:34
da Franco Benucci
claudio2574 ha scritto:MI restano dei dubbi aperti: se la cappellania serviva a dare una rendita a chi altrimenti "non avrebbe avuto come sbarcare il lunario", mi chiedo come mai venissero acquistate; forse era considerato un bene come un altro? Se non erro, nel forum c'è un topic, che adesso non so indicare, nel quale si parla dell'acquisto di una cappellania in comproprietà tra un sacerdote e un notaio.

Tutto si compra(va) e si vende(va), come una specie di investimento in vista di maggiori guadagni. Anche gli appalti del dazio, la riscossione delle decime, il servizio di portalettere, le cappellanie e qualsiasi altra posizione professionale "di servizio pubblico". Il discorso sul lunario era per contrasto con i "prelati" (che invece erano i titolari delle decime la cui riscossione era data in appalto). Altra cosa ancora sono
Bottacin Arturo ha scritto:Gli altri cosidetti altaristi o mercenari, si arrivò anche a 9, ricevevano una rendita legate a messe di anniversario o suffragio

subappaltatori del servizio liturgico, pagati a cottimo un tot a messa: tante più messe tante più palanche: un gradino socio-economico ancora più giù. Il cappellano era il titolare della rendita o beneficio, ma spesso preferiva rinunciare a una piccola parte della medesima e delegare il lavoro sporco all'altarista, mentre lui stava in villa a istruire il pupo o a circuire la pupa, oppure badava ai fatti suoi da un'altra parte.
Un po' come i vescovi e cardinali che stavano a Roma e delegavano la cura della diocesi di cui incameravano il beneficio ai numerosi vicari e suffraganei, o ai vescovi titolari di sedi in partibus che in realtà stavano nei conventi e monasteri della diocesi di cui sopra. La differenza è solo di scala

Re: Cappellania

MessaggioInviato: mercoledì 6 luglio 2011, 13:15
da Bottacin Arturo
Salve rieccomi: nel 1527 es un certo pre Lunardo Grizzo essendo titolare di Cappella o altare ( San Biagio) andando x un periodo a Verona come insegnante di lettere, affitta la stessa e nei pagamenti risulta che l'affitto lo riscuote il nipote a nome dello zio. Ecco un' altro esempio nn di vendita ma di affitto della rendita annessa all'altare,logicamente l'altro celebrava sul detto altare al suo posto. Dopo 2 anni lascia la titolarità ad un'altro che a suo volta viene incaricato dai nobili juspatroni.