Tra le mie scartoffie ho trovato un manoscritto, che qui trascrivo con la speranza possa interessare a qualcuno
Breve cenno storico sull’istituzione del Libro d’oro del Ducato di MODENA
Non è vero che questo libro sia stato istituito da Ercole III nel 1788. Esso risale invece ad un’epoca assai più antica. Esisteva cioè sotto il nome di Catalogo delle famiglie conservatorie fin dai primordi del secolo XVII. Nel 1746 fu rinnovato a cagione del vistoso numero di famiglie estinte e nel 1765 per lo stesso motivo fu rifatto ancora e prese il nome più onorifico di Libro d’Oro. Nel 1788 Ercole III, mosso dalle doglianze dei Conservatori per le angustie in cui si trovavano all’atto dell’elezione della Reggenza, ossia mute annuali, perché molte cospicue famiglie, o per privilegi impetrati o per motivi di salute soverchiamente avvalorati o per altre colorate ragioni, si sottraevano ai pubblici impieghi, prescrisse nuove norme per la tenuta del Libro d’Oro e per le relative iscrizioni……. Sopravvenuta la grande rivoluzione francese e l’invasione degli eserciti della Repubblica nelle nostre province, il Libro d’Oro fu bruciato sulla pubblica piazza il 26 maggio 1797 a conferma della decretata abolizione dei privilegi della nobiltà e di ogni distinzione di classe e ad impedimento del loro eventuale risorgere. Tutto questo però durò poco. Caduto il colosso napoleonico e stabilita a Modena e Reggio la dominazione Austro-Estense, il Duca Francesco IV con suo chirografo 21 marzo 1815 autorizzò la comunità di Modena a riaprire il Libro d’oro per iscrivervi non solo le famiglie dell’antica nobiltà, ma ancora quelle che venissero riconosciute meritevoli di tale onorificenza. Con successivo chirografo poi del 2 gennaio 1816, dettò le regole da seguirsi per le relative iscrizioni e per le variazioni per morte o per indegnità in corsa. Stabilì anche che gli individui iscritti fossero tenuti a sottostare agli oneri delle pubbliche cariche. L’iscrizione poi dell’individuo (e non della sola famiglia) era condizione indispensabile per la elezione alla carica di Conservatore. L’editto del 22 marzo 1788 sopracitato così prescrive “Ciascun nobile di dette famiglie dovrà essere ascritto al libro d’oro, ma non potrà essere posto nel novero dei Conservatori di Reggenza se non dagli Elettori, coll’esperimento dell’urna”. Si estraevano poi a sorte otto mute di Conservatori che di tre anni in tre anni dovevano alternarsi al potere …………..da ciò la necessità assoluta di avere una lista degli iscritti aventi l’eleggibilità a Conservatori. Cotale lista pel comune di Modena era il Libro d’oro, per le altre comunità era il Catalogo dei Vocali (vedi il par XV delle Costituzioni Estensi del 1771).
( Questo cenno storico è stato compilato dall’avv. Colombo Quattrofrati di Modena nel giugno 1902)
Saluti a tutti L.M.



