A proposito di tasse......

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

A proposito di tasse......

Messaggioda contegufo » domenica 13 marzo 2011, 9:16

Salve


PERIODO SPAGNOLO

Ferdinando il Cattolico, re di Spagna e Luigi XII, re di Francia, conquistarono d'accordo il Regno di Napoli, ma in seguito tra Spagnoli e Francesi scoppiò la guerra, alla fine della quale agli Spagnoli restò il Regno di Napoli (1504).

"La dominazione spagnola fu caratterizzata da provvedimenti confusi e contraddittori, da disordine e corruzione, dalla boria e prepotenza dei nobili.
L'infausto governo Spagnolo nel reame di Napoli durò più di due secoli e si espresse attraverso l'opera impopolare dei Vicerè o Luogotenenti, che spadroneggiavano su tutto e su tutti, autorizzando i feudatari a fare altrettanto. Il feudatario continuava ad avere diritto sulla vita e sulla morte di tutto quello che si trovava all'interno del suo feudo. Ma, quello che caratterizzò il periodo della dominazione spagnola, fu la smisurata quantità di tasse e gabelle, che il popolino dovette sopportare

I nobili assimilarono i costumi spagnoli, trasgredendo impunemente le leggi e divenendo prepotenti e tiranni. La povera gente spesso si ribellava alle imposizioni fiscali, ai privilegi e ai soprusi dei signorotti locali: jus primae noctis, il focatico, il terratico, il glandatico, ecc. Ma le rivolte venivano soffocate nel sangue, come quella di Masaniello nel 1647. Durante questo periodo si verificò l'arresto dello sviluppo economico e civile e la povera gente fu oppressa da sfruttamento, tasse gravose, soprusi, ipocrisia e servilismo. Essa era costretta a scappellarsi con genuflessione davanti ai nobili. Le tristi condizioni di vita si sintetizzavano nelle tre F: festa, farina e forca. Si perpetuavano usi e costumi medioevali che in altri paesi erano già scomparsi, segnando un notevolissimo ritardo nello sviluppo economico e sociale.

Premesso che non esiste società civile senza tasse, si rileva che i sistemi fiscali usati fino all'Ottocento erano esosi ed iniqui, per la pluralità degli impositori di gabelle: Stato, Chiesa, Feudatari. La mancanza di un criterio unificatore generò disparità di trattamento fiscale tra le diverse università e, all'interno di esse, tra i diversi cittadini aggravata dalle frequenti esenzioni, detti privilegi, concesse ad libitum dalla corte regia. Alcune categorie di persone, nobili, ecclesiastici e pochi altri, erano escluse dalle imposte. I vassalli pagavano più di tutti, sopportando fino ad un carico fiscale del 60%. I proventi fiscali non venivano spesi equamente per i vari servizi nelle varie comunità locali. Per questo motivo, nulla o poco veniva speso in loco per miglioramenti fondiari, per costruzione di strade, di ponti, di case, di fontane e per i vari servizi pubblici, che si può dire che non esistessero.

Nel bilancio delle università locali non si trovano le voci per la pubblica istruzione, per la nettezza urbana, per l'igiene e la sanità pubblica. La prevenzione e la protezione civile, in caso di calamità naturali, come pure l'assistenza sociale, erano sconosciute. I vassalli, poveri, affamati o malnutriti, distrutti dal lavoro lungo ed estenuante o dalle malattie, erano torchiati dalla corte, dal clero e dai feudatari. Era un ordinamento fiscale gerarchico: i vassalli pagavano le imposte al barone, alla corte regia e alla Chiesa; il barone alla corte e alla Chiesa. Le imposte erano fisse ed occasionali. I vassalli erano tenuti: a macinare il grano nei molini del feudatario; ad assicurargli la servitù domestica; a frangere le olive nei suoi frantoi; a cuocere il pane nel suo forno; a comprare i commestibili e i vini nei suoi negozi; a servirsi dei suoi alberghi.

Ai tempi dei Normanni la figlia del feudatario, prima di sposarsi, doveva chiedere il consenso del re, una specie di proscioglimento da un obbligo. La figlia del vassallo, invece, prima di sposarsi, doveva andare a spazzare la stanza da letto del barone. Questo obbligo, chiamato jus scopae, altro non era che una vergognosa prestazione abilmente mascherata. Del primo obbligo si trovano tracce nei noti consensi regi a procedere al matrimonio; del secondo, invece, nessuna traccia si rinviene nei documenti, ma è attestato dalle fonti orali. Chi avrebbe osato sancire in un codice un simile diritto? Certe pretese vergognose venivano abilmente nascoste e covate segretamente nel proprio seno.

Si tramanda che, nel vicino Comune di Circello, lo "jus primae noctis", non fu più preteso, dopo che il fratello di una giovane sposa, travestitosi e sostituitosi alla sorella, uccise il signorotto locale nella sua camera da letto. In seguito al fatto, il giovane si diede alla macchia e per sfuggire alla giustizia, si unì ai rivoltosi di Masaniello (1647). Da uno scritto del Capecelatro leggiamo "Il Pietro di Crescenzo lasciato la provincia degli Irpini si era avviato per lo contado del Molise e Capitanata con intendimento di occupare Lucera. Questi unitosi con un certo di casa Focugno (Faccagno - forse il fratello della giovane sposa uccisore del feudatario di Circello) fattosi capo popolari in Circello e luoghi circonviciniori, con altro di Piedimonte presero Castelvetere saccheggiarono lo avere dell'affittatore". Certamente con i popolani di Circello c'erano anche uomini di Castelpagano oltre a quelli di Colle Sannita ecc…. [G. NISTA, Castelpagano nella cronistoria, inedito, 2000].



Si può dunque parlare di un diritto consuetudinario, basato su abusi maltollerati. Il prof. Fuschetto scrive: […] Gli atti di crudeltà e gli abusi perpetuati dai baroni durante la feudalità, non si contavano, ma sicuramente si raggiunse la perversione con il "vergognoso diritto" della Prelibazione, detto anche "Cunnatico", perchè rappresentava l'eccesso degli eccessi. Esso consisteva nella facoltà che avevano i Signori di trascorrere con le nuove spose dei loro vassalli la prima notte di matrimonio. Tale diritto veniva anche chiamato "ius scopae", "ius primae noctis", "ius feminarum […]. In seguito, col passare del tempo, s'introdusse l'uso di riscattare tale diritto col pagamento di mezza marca d'argento e tale nuova consuetudine fu definita "Marchetta" o "tassa dello amoreggiamento" che a sua volta sarà abolita dalla Commissione Feudale nel 1809. Si narra che fu il re Evene ad introdurre in Scozia tale abuso; poi passò in Inghilterra, in Germania, in Piemonte e in Francia, ove tale consuetudine fu attuata rigorosamente. "Jus scopae" fu chiamato così per coprire la vergognosa oscenità. Con esso si pretendeva dal Signore, che la nuova sposa andasse a spazzare la stanza dove egli soleva dormire. …. "


Imposte e servizi feudali

Acquatico: imposta dovuta per l'uso delle acque demaniali;

Adiutorio: gabella che i sudditi del principe erano obbligati a pagare in caso di necessità; oppure prestazioni di soccorso al feudatario in circostanze particolari;

Adoa o Adoha: servizio pecuniario che il feudatario prestava al re, in cambio del servizio militare cui era tenuto, detto adohamento;

Angaria: servizi personali dovuti dai vassalli ai feudatari con retribuzione ridotta o prestazione forzata di opere imposta ai sudditi;

Bagliva: esazione di diritti per applicazione di bolli alle bilance, alle stadere e alle caraffe, o per controllo delle unità di peso e misura;

Canone: prestazione annua in denaro o in prodotti;

Censuo: rendita assicurata su poderi venduti ad altri;

Colletta: tributi fondiari o in genere una qualsiasi imposta obbligatoria in occasioni particolari, come nozze della figlia del re, spese di guerra, ecc.;

Dazio: tassa di consumo su pane, frutta, ortaggi, olio, salami, carne, vino, formaggi; sulla canapa, sulla macinazione del grano e del granturco;

Decima: il tributo dovuto allo Stato o alla Chiesa, gravante sul fondo agricolo e consistente nella decima parte del raccolto o del reddito;

Dominio: il tributo dovuto al signore, distinto in dominio alto e diretto e in dominio utile;

Donativo: balzello in forma di dono al re o al feudatario, oppure regalie in natura, come capponi, uova, ecc. da corrispondere al padrone in particolari occasioni;

Erbatico: censo che il pastore pagava per tagliare l'erba in luogo pubblico o prestazione per aver diritto di condurvi a pascolare gli animali;

Focatico: tassa su ciascun fuoco o focolare, istituita da Carlo I D'Angiò; tassa di famiglia;

Foresteraggio: forse tassa dovuta dai forestieri per soggiorno in certi luoghi;

Gabella: tassa dovuta per l'introduzione di certe merci nei comuni, come quella per il sale, ortaggi, frutta fresca;

Giandatico: tassa da pagarsi per la raccolta delle ghiande nel demanio pubblico;

Laudemio: somma di denaro che pagava chi riceveva un feudo o un livello;

Pedatico: tassa imposta agli utenti di strade, o tributo per diritto di passaggio in territorio;

Perangaria: prestazione di opera al feudatario senza retribuzione;

Plateatico: tassa che in passato si pagava al comune per esporre la merce nelle piazze o nelle vie;

Pontatico: pedaggio dovuto da chi passava su certi ponti;

Quindennio: decime che gli ecclesiastici pagavano ogni quindici anni; tassa corrispondente alla metà dei frutti di un anno sulla rendita dei benefici dei seminari, istituita dal papa Paolo III;

Regalia: tributo spettante al sovrano;

Relevio: tassa che si pagava quando si entrava in possesso del feudo; tassa di successione corrispondente alla metà dei frutti di un anno;

Rendita: utile che si ricava dai diritti di peso e misura o dal possesso di beni mobili e immobili;

Scalatico: tassa che si pagava per lo scarico delle merci nei porti;

Servizi: prestazioni obbligatorie di lavoro, servitù, di guardiania, alloggiamenti militari;

Strenna: dono da farsi al barone in generi o in denari, in giorni solenni;

Terratico: canone o imposta in natura, dovuta per lo sfruttamento della terra;

Testatico: imposta pubblica gravante sulle persone, dalla quale erano esenti i nobili e il clero;

Vinatico: tassa che si pagava per la produzione di vino.

Saluti
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Re: A proposito di tasse......

Messaggioda adj » domenica 13 marzo 2011, 10:33

Le fonti?
Alcune delle notizie riportate paiono essere solo leggende, a iniziare dal famoso "jus primae noctis". [hmm.gif]
adj
 

Re: A proposito di tasse......

Messaggioda contegufo » domenica 13 marzo 2011, 15:39

Salve

Al di là di miti e leggende salvo poi ricredersi secondo l'italico divulgatore (P.Angela) mi preme soffermarmi come i tributi fossero a carico perlopiù nei confronti delle classi meno abbienti perchè " la nobiltà andava mantenuta" in un senso e nell'altro.

Le fonti

http://www.brigantaggio.net/Brigantaggio/CASTELPAGANO/Italiano/Storia/Spagnolo.htm

NISTA G., Castelpagano nella cronistoria, Inedito, 2001



Saluti e buona domenica a tutti
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Re: A proposito di tasse...

Messaggioda Guido5 » domenica 13 marzo 2011, 17:50

Caro amico,
mi piacerebbe che i messaggi sul forum avessero un maggior rigore scientifico o, almeno, mostrassero un tentativo di esame critico delle fonti. Per esempio leggo nell’inedito (in corso di pubblicazione da dieci anni?) di Giuseppe Nista un improbabile “jus scopae” che semmai dovrebbe essere “jus scoparum” perché la voce al singolare ("scopa, -ae") si riferisce a varie piante o comunque a un solo ramoscello, al punto che “scopae solutae” (scopa disfatta) viene riferito (da Cicerone!) a persona insulsa, sciocca, disutile. E la spiegazione non è nella differenza fra tardo latino e latino classico: basta vedere il Du Cange.
Anche sul “focatico: tassa su ciascun fuoco o focolare, istituita da Carlo I D'Angiò; tassa di famiglia” - come dice il sito della scuola media di Castelpagano, da te ripreso - avrei qualche dubbio: Carlo I d’Angiò è nato nel 1226 ma già prima del 1000 esistevano il "focagium" o "fumaticum" insieme con altri balzelli come il "pulveraticum" (da cui "pulveragium" e "pedagium").

Ciao a tutti!
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Re: A proposito di tasse......

Messaggioda Tilius » domenica 13 marzo 2011, 19:30

"jus scopae" non l'avevo mai sentito (e in google trovi 9 dicasi 9 occorrenze... segno che il termine é quasi sicuramente autoconiato).
Certo aprirebbe orizzonti etimologici nuovi & entusiasmanti, spiegando in maniera sublime la declinazione triviale che oggigiorno é correntemente attribuita al verbo che altrimenti starebbe semplicemente per "ramazzare"... [cheers.gif]

Qua ci vuole l'opinione di un linguista. :D
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Re: A proposito di tasse......

Messaggioda contegufo » domenica 13 marzo 2011, 20:46

Salve

Quello che dice Guido5 è sacrosanto tuttavia la responsabilità di quanto riportato è dell'autore Nista G. le cui fonti a sua volta ci sono ignote ma che speriamo non siano frutto di fantasie da piacere a proposito di ius scopae o scoparum come ci suggerisce il bravo moderatore.
Su quanto postato ci si sofferma su due punti che potrebbero anche essere inesatti ma tutto il resto che rappresenta il 95% sembra assai credibile o perlomeno non è stato da Voi sottolineato come grande topica.

Topica
[tò-pi-ca]
s.f. (pl. -che)
fam. Detto o atto inopportuno; sbaglio, granchio: fare una t.; che t.!

Saluti
Ultima modifica di contegufo il lunedì 14 marzo 2011, 0:39, modificato 1 volta in totale.
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Re: A proposito di tasse......

Messaggioda adj » domenica 13 marzo 2011, 21:16

contegufo ha scritto:Su quanto postato ci si sofferma su due punti che pottrebbero anche essere inesatti ma tutto il resto che rappresenta il 95% sembra assai credibile o perlomeno non è stato da Voi sottolineato come grande topica.

Vorrei solo far notare alcuni punti.
1) Esistono innumerevoli studi seri sull'economia medievale (e successiva); non possiamo qui intraprendere una discussione esaustiva su questi punti.
2) Le accuse rivolte alla cosiddetta dominazione spagnola sul Regno di Napoli sembrano semplicemente rispecchiare le usuali accuse rivolte - da alcuni - al sistema feudale in genere.
3) E' assai problematico stabilire chi in realtà pagasse le tasse in un sistema economico completamente diverso da quello attuale. In ogni sistema economico c'è chi è adibito alla produzione e chi a altre attività (governo, difesa, salute, ecc...), che di per se "consumano" le risorse prodotte. Si può dire che gli addetti a questi settori paghino le tasse? Per fare un esempio, in che senso i dipendenti pubblici in Italia pagano le tasse? Formalmente le pagano, ma in realtà si tratta solo - da parte dello stato - di riprendersi parte di quello che ha loro dato. Tradotto in termini "feudali" sarebbe facile dire che tutti costoro vivono alle spalle dei cittadini che producono materialmente qualcosa.
4) Credo infine che sia facilmente dimostrabile come il carico fiscale non sia mai stato globalmente tanto gravoso come nella società moderna.
adj
 

Re: A proposito di tasse......

Messaggioda Tilius » lunedì 14 marzo 2011, 0:25

adj ha scritto:4) Credo infine che sia facilmente dimostrabile come il carico fiscale non sia mai stato globalmente tanto gravoso come nella società moderna.

Peccato che oggigiorno nessuno finisca sul lastrico a causa delle tasse.
In passato (anche nella tanto - giustamente - vituperata società feudale, che nell'opinione di alcuni pare invece essere una mitica quanto felice Età dell'Oro...) accadeva.
Very often.
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Re: A proposito di tasse......

Messaggioda adj » lunedì 14 marzo 2011, 10:22

Tilius ha scritto:Peccato che oggigiorno nessuno finisca sul lastrico a causa delle tasse.
In passato (anche nella tanto - giustamente - vituperata società feudale, che nell'opinione di alcuni pare invece essere una mitica quanto felice Età dell'Oro...) accadeva.
Very often.

Forse perché l'evasione fiscale - chiamiamola così un po' anacronisticamente - era più difficile?
Mi pare assai triste che solo un fenomeno intrinsicamente ingiusto come l'evasione riporti - ma in modo ovviamente squilibrato e a vantaggio solo di alcuni - il carico tributario odierno entro limiti tollerabili.
adj
 

Re: A proposito di tasse......

Messaggioda Tilius » lunedì 14 marzo 2011, 12:00

Ora siamo arrivati al punto di giustificare gli evasori fiscali. [clapping.gif]
Effettivamente, senza evasione, quei poveretti sarebbero costretti a dormire, coperti di fogli di giornale, nell'abitacolo delle loro Ferrari o sul ponte dei loro yacht... [thumb_yello.gif]
Ah... ma forse quando parlavi di "squilibrato" ti riferivi a questo, sì?

PS: e no, l'evasione fiscale non era più facile, era semplicemente legalizzata per alcune categorie sociali (facciamo un indovinello: nella Francia prerivoluzionaria questa esenzione, quasi totale & legalizzata, era a favore di 2 dei Tre Stati... indovina quali?).
Ma non disperiamo: se l'andazzo rimane quello odierno, é possibile che queste norme di alta civiltà vengano a breve ripristinate. [thumb_yello.gif]
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Re: A proposito di tasse......

Messaggioda adj » lunedì 14 marzo 2011, 12:46

Tilius ha scritto:Ora siamo arrivati al punto di giustificare gli evasori fiscali. [clapping.gif]

Non mi pare proprio di aver detto questo: basta leggere bene il mio intervento.

PS: e no, l'evasione fiscale non era più facile, era semplicemente legalizzata per alcune categorie sociali (facciamo un indovinello: nella Francia prerivoluzionaria questa esenzione, quasi totale & legalizzata, era a favore di 2 dei Tre Stati... indovina quali?).

Si ritorna al discorso da me fatto prima: in un sistema economico totalmente diverso è assai problematico fare paragoni fiscali. Di fatto le tasse le pagano sempre e solo i ceti produttivi.
Prima ho portato l'esempio dei dipendenti pubblici. Ora porto quello del clero (o se preferite dei sacerdoti di qualunque religione in qualunque epoca): che fosse esentato dalle tasse (come nella Francia prerivoluzionaria) o che le paghi (come oggidì in Italia), la situazione non cambia: di fatto è mantenuto (su base volontaria o obbligatoria) da chi produce ricchezza.
Si tratta piuttosto di valutare il servizio reso in cambio di questo "mantenimento"; sia esso di carattere spirituale (clero), organizzativo (governo e istituzioni in genere), difensivo (esercito), di sicurezza (polizia), ecc...
Si potrà semmai accusare che in taluni periodi il servizio reso sia stato scarso e alcuni individui abbiano vissuto da semplici parassiti. Ma allora è meglio non fare troppi paragoni col presente, specie con una classe politica enormemente più numerosa che nell'Ancien Régime.
adj
 

Re: A proposito di tasse......

Messaggioda Tilius » lunedì 14 marzo 2011, 12:51

adj ha scritto:Si ritorna al discorso da me fatto prima: in un sistema economico totalmente diverso è assai problematico fare paragoni fiscali. Di fatto le tasse le pagano sempre e solo i ceti produttivi.

Attenzione, perché così scrivendo si classificano implicitamente (e anzi esplicitamente, visto che il termine lo usi anche tu) come parassitari uno o più ceti... [ops.gif]
Ma allora è meglio non fare troppi paragoni col presente, specie con una classe politica enormemente più numerosa che nell'Ancien Régime.

Il guaio é che il paragone regge invece benissimo proprio per il motivo che indichi.
In fondo anche i pezzenti (quelli che pagano le tasse...) sono aumentati, in proporzione.
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Re: A proposito di tasse......

Messaggioda Pantheon » lunedì 14 marzo 2011, 12:53

Ma allora qui volete che i Ciompi ritornino ai tumulti.... [sweatdrop.gif]
;)
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Re: A proposito di tasse......

Messaggioda adj » lunedì 14 marzo 2011, 13:24

Tilius ha scritto:
adj ha scritto:Si ritorna al discorso da me fatto prima: in un sistema economico totalmente diverso è assai problematico fare paragoni fiscali. Di fatto le tasse le pagano sempre e solo i ceti produttivi.

Attenzione, perché così scrivendo si classificano implicitamente (e anzi esplicitamente, visto che il termine lo usi anche tu) come parassitari uno o più ceti... [ops.gif]

Questo è proprio il rischio che volevo evidenziare con il mio intervento: dire che nel medioevo le tasse le pagavano solo i contadini, o al più i piccoli artigiani, è come dire che oggi le pagano solo coloro che producono direttamente ricchezza immediatamente quantificabile.
Il che da un punto di vista strettamente contabile è vero.
Resta il fatto che non di solo pane - e neanche di soli autoveicoli o cellulari - si vive...
adj
 

Re: A proposito di tasse......

Messaggioda Tilius » lunedì 14 marzo 2011, 13:27

adj ha scritto:Resta il fatto che non di solo pane - e neanche di soli autoveicoli o cellulari - si vive...

Giustissimo! [notworthy.gif]
É sacrosanto che anche le Ferrari dovrebbero venire inserite nel paniere Istat... :D
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