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Repubblica Sociale Italiana e Ufficio Araldico

MessaggioInviato: domenica 6 febbraio 2011, 22:21
da contegufo
Salve

L'archivio della Consulta Araldica seguì fortunosamente al Nord l'avvento della Repubblica Sociale Italiana e due buste (1599 e 1600) registrano gli adempimenti e le deliberazioni dell'Ufficio Araldico della R.S.I (1943-1945).

E' dato da sapere quali provvedimenti furono presi dalla R.S.I che essendo una repubblica risulta difficile capire come potesse legiferare in materia nobiliare?
Saluti

Re: Repubblica Sociale Italiana e Ufficio Araldico

MessaggioInviato: domenica 6 febbraio 2011, 22:53
da adj
Ho perso il conto degli anacoluti. :(

Ne è rimasto solo più uno. :)

Re: Repubblica Sociale Italiana e Ufficio Araldico

MessaggioInviato: lunedì 7 febbraio 2011, 11:13
da nicolad72
contegufo ha scritto:essendo una repubblica risulta difficile capire come potesse legiferare in materia nobiliare


E perché mai, la storia europea è piena di repubbliche ove la nobiltà (in genere patriziale) fu fiorente... Venezia, Genova, Amalfi, Pisa, le varie Città Stato, la Repubbica di San Marino (ove i capitani reggenti sono due e ove in passato uno doveva appartenere al ceto nobile e l'altro doveva esserne estraneo).

L'idea che le repubbliche debbano non riconoscere la nobiltà è moderna ed è figlia delle rivoluzioni socialiste, che vedeva nei nobili un ceto da spazzare via come la peste, ma la storia europea ben più lunga di 100 anni, ci insegna e ci tramanda tutt'altro!

Re: Repubblica Sociale Italiana e Ufficio Araldico

MessaggioInviato: lunedì 7 febbraio 2011, 13:54
da Franz Joseph von Trotta
contegufo ha scritto:E' dato da sapere quali provvedimenti furono presi dalla R.S.I che essendo una repubblica risulta difficile capire come potesse legiferare in materia nobiliare?


Se il dubbio è solo questo, la Repubblica di San Marino ha legiferato in materia nobiliare concedendo titoli sino agli anni '60...
F.

Re: Repubblica Sociale Italiana e Ufficio Araldico

MessaggioInviato: lunedì 7 febbraio 2011, 22:48
da contegufo
Salve

Le repubbliche oligarchiche sono altra cosa e come tali non conferivano titoli di tipo feudale ma includevano nei vari libri d'oro e d'argento coloro che avevano avuto cariche di governo ovvero servito la repubblica.
Famiglie che hanno titoli di tipo feudale o sono stati loro concessi prima della repubblica o dopo o durante da regnanti stranieri.
A Lucca, repubblica oligarchica fino al 1799, alcuni nobili si potevano fregiare di titoli feudali perchè loro concessi da regnanti come già detto stranieri, mentre con l'avvento del ducato (Carlo Ludovico di Borbone) altre famiglie furono insignite del titolo marchionale. Tuttavia il riconoscimento che loro più apprezzavano era quello di Patrizio di Lucca ovvero di famiglia che aveva servito la repubblica così come avveniva ai tempi dell'antica Roma.

Saluti

PS. "eccezionalmente si dichiarava ammissibile il titolo di Patrizio per indicare il grado supremo di una antica nobiltà municipale, e, a titolo di conferma, quello di Visconte (art.21)"

Revista Hidalguía número 174. Año 1982

Re: Repubblica Sociale Italiana e Ufficio Araldico

MessaggioInviato: martedì 8 febbraio 2011, 0:39
da caballero
Scusate, facendo il Carabiniere (solo per l'occasione) cito:"A domanda, risponda". Dunque, qualcuno può dare una risposta senza commenti? [dev.gif]

Re: Repubblica Sociale Italiana e Ufficio Araldico

MessaggioInviato: martedì 8 febbraio 2011, 21:03
da alfabravo
1) Un provvedimento araldico della RSI fu lo stemma di Stato
Lo stemma venne decretato dal capo dello Stato, Benito Mussolini, unitamente alla serie di disposizioni relative alle bandiere nazionali e di guerra e al sigillo dello Stato
Circa lo stemma vedere l'art 1 del decreto legislativo del Duce, n 15 del 23 gennaio 1944.
“Art 1) Lo stemma dello Stato è formato da uno scudo sannitico dai colori nazionali interzati in palo, sormontato da un'aquila, col bianco caricato dal Fascio Repubblicano. La foggia di detto stemma è effigiata nella tavola unita al presente decreto”.
Evidentemente, chi stese queste righe non aveva molta pratica di araldica: trattandosi di uno stemma avrebbe dovuto scrivere argento e non bianco

2) circa la questione RSI e nobiltà se ne è già trattato in altre parti del Forum, ma ripetere non nuoce.
E' una domanda che non avrà mai una risposta perchè la storia non è avvenuta. Mentre i fascisti di sinistra vedevano nella Repubblica la grande occasione per tornare alle origini e quindi realizzare il Programma di Sansepolcro del 1919 che auspicava l'abolizione dei titoli nobiliari, il ministro dell'Educazione Nazionale, il giurista Carlo Albero Biggini (tra l'altro riconosciuto dagli stessi antifascisti ancora oggi come una delle persone più equilibrate e moderate del governo repubblicano), nella sua proposta di Carta Costituzionale, all'art 48 scriveva. “I titoli di nobiltà sono mantenuti a coloro che vi hanno diritto. Al Duce spetta di conferirne di nuovi”. Mussolini non corresse né cancellò questo articolo e quindi lo approvò de facto, ma quando restituì il testo della Costituzione a Biggini allegò una copia della Costituzione della Repubblica Romana del 1849, ove all'art1 è scritto che i titolo nobiliari non sono riconosciuti.
Siccome la Costituente tanto auspicata dopo l'armistizio dell'8 settembre non si riunì mai, non sapremo mai cosa avrebbero deciso i costituenti. Sicuramente i fascisti di sinistra averebbe voluto l'abolizione della nobiltà, Biggini, forse, o va o spacca, tentò di salvare la nobiltà traducendo in versione repubblicana l'articolo dello Statuto albertino, ma cosa avrebbe deciso Mussolini?
Appunto per questo non avremo mai una risposta

Ritter

Re: Repubblica Sociale Italiana e Ufficio Araldico

MessaggioInviato: martedì 8 febbraio 2011, 21:19
da contegufo
Salve

Circa il concetto di sovranità di uno stato R.S.I
La suprema potestà d'imperio esercitata dalla sovranità, si concretizza con i quattro noti diritti che sono:

a. lo "Ius Majestatis" cioè il diritto ad essere onorato e rispettato;
b. lo "Ius Honorum" cioé il diritto di crear nobili e armar cavalieri cioè premiare meriti e virtù;
c. lo "Ius Imperii" cioè il diritto al comando;
d. lo "Ius Gladii" cioè il diritto ad imporre il dispositivo di quanto deciso.

Chi esercita la sovranità, è ininfluente se ci si trovi in un regno o in una repubblica, è fonte di onori (fons honorum); in forza a questa prerogativa, il potere sovrano in quanto tale può istituire ordini cavallereschi ed altre distinzioni di merito, può riconoscere, concedere o rinnovare titoli nobiliari, può concedere la grazia, può concedere il cambiamento del cognome, ecc.; ovviamente ha anche il diritto a limitarsi detti poteri come nel caso della Repubblica italiana in relazione al riconoscimento, ad esempio, dei titoli nobiliari.
La stessa emissione da parte della R.S.I di valori bollati, la creazione della nuova Polizia e delle nuove Forze Armate, l'istituzione d'ambasciate e rappresentanze diplomatiche, l'emissione di passaporti, ecc. non sono altro che segno ed esercizio di sovranità.
E' evidente che tale nuovo Stato assunse piena personalità giuridica di diritto internazionale solo nei confronti degli Stati che gli conferirono tale riconoscimento; ciò nondimeno, a livello internazionale, non può essere negata l'esistenza di un'organizzazione statuale avente capacità giuridica propria.
In ogni modo per l'acquisto della personalità giuridica internazionale di un ente o di uno Stato, è sufficiente un solo riconoscimento di un altro Stato o Ente internazionale che ha quindi valore costitutivo; i successivi riconoscimenti hanno solo valore dichiarativo nel quadro internazionale e costitutivo tra le parti solo nei riguardi del costituendo nuovo rapporto giuridico internazionale.

Saluti

Re: Repubblica Sociale Italiana e Ufficio Araldico

MessaggioInviato: martedì 8 febbraio 2011, 21:36
da Lord Acton
contegufo ha scritto:essendo una repubblica risulta difficile capire come potesse legiferare in materia nobiliare?

ritter ha scritto:1) Un provvedimento araldico della RSI fu lo stemma di Stato

In effetti, potrebbe anche aver legiferato solo in materia di araldica pubblica.

Lord Acton

Re: Repubblica Sociale Italiana e Ufficio Araldico

MessaggioInviato: mercoledì 9 febbraio 2011, 0:45
da contegufo
Salve

a proposito di Patriziato:
fonte "i Patrizi di Lucca" M.se Gerardo Mansi Lucca 1996

"Questo fu l'atto conclusivo (agosto 1826) con il quale venne creata la classe privilegiata dei PATRIZI, stabilendosi che tutte le famiglie che avevano goduto per almeno quattro generazioni continue, sino alla caduta della repubblica (1799), del distinto onore della medesima, cioè dell'Anzianato e potevano provare altresì la continuazione della loro nobiltà per duecento anni, potevano esser iscritti fra i PATRIZI DI LUCCA."

Nel Libro d'oro di Carlo Ludovico di Borbone troveranno posto centodieci personaggi in rappresentanza di sessantaquattro antichi casati ognuno dei quali verrà rappresentato con la stessa arma gentilizia.

Saluti

Re: Repubblica Sociale Italiana e Ufficio Araldico

MessaggioInviato: lunedì 14 febbraio 2011, 16:39
da Guido5
Cari amici,
delle idee politiche di questo o quell'iscritto ai lettori (almeno alla stragrande maggioranza) non importa assolutamente niente. D'altra parte il forum è gestito da un gruppo di associazioni tutte rigorosamente apolitiche per cui ho eliminato gli interventi "off topic". Questo messaggio vale per l'informazione personale prevista dal regolamento.

Ciao a tutti!
Guido5

Re: Repubblica Sociale Italiana e Ufficio Araldico

MessaggioInviato: lunedì 14 febbraio 2011, 23:08
da contegufo
Salve

Non è che a Roma qualche anima buona potesse dare un occhiata alle famigerate buste (1599 e 1600) in cui si celano alcune delibere al tempo della R.S.I ?
Sono solo due buste......possibile che non ci sia nessun locale curioso della cosa?

Saluti

Re: Repubblica Sociale Italiana e Ufficio Araldico

MessaggioInviato: martedì 15 febbraio 2011, 19:56
da nicolad72
Sarebbe interessante si saperlo...