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Successione baronato materno

Inviato:
sabato 29 gennaio 2011, 21:41
da dik
Un mio prozio,fratello maggiore del mio defunto avo materno, oggi 92enne,Barone del S.R.I. non avendo figli ne nipoti maschi,vorrebbe lasciarmi il titolo,dicendomi "tanto sei gia Nobile di nascita e la tua famiglia come la mia sono isritte negli elenchi ufficiali della nobiltà italiana nei tempi del Regno d'Italia," ( ora,con i privati la cosa non ci tocca. ) Ma sappiamo bene che la cosa non ha valore giuridico ma solo privato.Il mio pensiero è questo,visto e considerato che i titoli nobiliari in italia non sono riconosciuti e che tutto sommato il mio prozio è sempre un mio parente jure-sanguinis,non commetto nessun reato ad ereditare questo titolo,considerandolo un gesto affettuoso e un atto privato.voi che ne pensate?
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Re: Successione baronato materno

Inviato:
sabato 29 gennaio 2011, 22:14
da contegufo
Carissimo
La trasmissibilità dei Titoli Nobiliari segue un iter ben preciso secondo le regole del diritto nobiliare.
L'operazione da Te illustrata può anche esser applicata ma non serve un provvedimento "fai da te" ma un parere "pro veritate" dal Corpo dellea Nobiltà Italiana che fa le veci della defunta Consulta Araldica del Regno oppure del patronage di una Casa regnante avente la facoltà di fons honorum.
Un qualche escamotage si dovrebbe trovare ma serve appunto un minimo di ufficialità, per quanto come già ribadito fino alla noia i Titoli Nobiliari non sono riconosciuti ma ignorati dal diritto vigente e nemmeno i tribunali possono dirimere faccende di cui sopra se non incidentalmente come indagine secondaria atta ad appurare un eventuale reato perpetrato a monte.
Quindi se interessa per l'oggi e per il domani stare in una botte di ferro la cosa da fare sarebbe seguire un iter corretto, se invece si vogliono fare le cose "alla buona" fate Voi, tanto nessuno lo contesterà mai fra i borghesi, ma l'eventuale nobiltà con cui relazionarsi cosa ne penserebbe visto che alla fine serve la loro accettazione?
Re: Successione baronato materno

Inviato:
sabato 29 gennaio 2011, 23:07
da dik
Caro Contegufo,hai ragione,comunque spiego meglio quello che ho scritto,so benissimo che per legittimare una successione indiretta ci vuole una fons-honorum e attualmente in Italia a parte il Santo Padre non mi pare esista altro Sovrano,per quanto riguarda il c.n.i. lasciamo stare gli enti privati.Per me l'accettare il Baronato dal mio prozio è gia di per se un grande atto d'affetto e questo non significa che diventerò il Barone Dik,mi basta essere quello che sono dal giorno che sono nato,ma nel mio patrimonio privato ci sarà posto anche per questo antico documento,che ricorderà ai miei discendenti che una loro ava proveniva da una famiglia Baronale.tutto qui.
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Re: Successione baronato materno

Inviato:
domenica 30 gennaio 2011, 14:42
da contegufo
Caro Dik
Ma sì, forse fai bene a comportarti in tal guisa, ormai la nobiltà è morta e sepolta e la lastra tombale è così pesante che nemmeno Ercole riuscirebbe a rovesciarla.
Se ti ritieni persona misurata e nell'animo quel che di antico e nobile, fregiati pure dei titoli di famiglia e credimi è molto meglio così che sepolti sotto le macerie di un tempo che fù.
In fondo anche il protagonista del film "Durante l'estate" 1971 di Ermanno Olmi distribuiva titoli e colorati scudi a chi aveva l'aspetto di nobile persona. Da vedere, il film.
Salutissimi
Re: Successione baronato materno

Inviato:
domenica 30 gennaio 2011, 15:39
da GENS VALERIA
contegufo ha scritto:La trasmissibilità dei Titoli Nobiliari segue un iter ben preciso secondo le regole del diritto nobiliare.
Quale? Ti riferisci a quello regnicolo dichiarato incostituzionale nel 1967 con sentenza n°161 della Corte Costituzionale ?
L'operazione da Te illustrata può anche esser applicata ma non serve un provvedimento "fai da te" ma un parere "pro veritate" dal Corpo dellea Nobiltà Italiana che fa le veci della defunta Consulta Araldica del Regno
il quale, con tutto rispetto, pur godendo di una certa autorevolezza, ha la stessa validità di quello espresso dal Club delle Giovani Marmotte !
oppure del
patronage di una Casa regnante avente la facoltà di
fons honorum.
Un qualche
escamotage si dovrebbe trovare ma serve appunto un minimo di ufficialità, per quanto come già ribadito fino alla noia i Titoli Nobiliari non sono riconosciuti ma ignorati dal diritto vigente e nemmeno i tribunali possono dirimere faccende di cui sopra se non incidentalmente come indagine secondaria atta ad appurare un eventuale reato perpetrato a monte.
Quindi se interessa per l'oggi e per il domani stare in una botte di ferro la cosa da fare sarebbe seguire un iter corretto,
iter corretto... a mezzo attività ricognitiva del Circolo del Burraco o sodalizi assimilabili ?
se invece si vogliono fare le cose "alla buona" fate Voi, tanto nessuno lo contesterà mai fra i borghesi, ma l'eventuale nobiltà con cui relazionarsi cosa ne penserebbe visto che alla fine serve la loro accettazione?
Mais, mon ami, si può sopvavvivere benissimo anche senza esseve soci del Civcolo della Pesca, n’est pas ?
Re: Successione baronato materno

Inviato:
domenica 30 gennaio 2011, 15:47
da GENS VALERIA
dik ha scritto:Un mio prozio,fratello maggiore del mio defunto avo materno, oggi 92enne,Barone del S.R.I. non avendo figli ne nipoti maschi,vorrebbe lasciarmi il titolo,dicendomi "tanto sei gia Nobile di nascita e la tua famiglia come la mia sono isritte negli elenchi ufficiali della nobiltà italiana nei tempi del Regno d'Italia," ( ora,con i privati la cosa non ci tocca. ) Ma sappiamo bene che la cosa non ha valore giuridico ma solo privato.Il mio pensiero è questo,visto e considerato che i titoli nobiliari in italia non sono riconosciuti e che tutto sommato il mio prozio è sempre un mio parente jure-sanguinis,non commetto nessun reato ad ereditare questo titolo,considerandolo un gesto affettuoso e un atto privato.voi che ne pensate?
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Direi che, per ora, dal prozio hai ereditato il buon senso e sano prammatismo, stai tranquillo non commetteresti nessun reato!
Nessuna norma, infatti, vieta l'uso di un titolo di dignità nobiliare di storica consuetudine (che per lo Stato non possiede alcun interesse mentre per te costituisce un valore morale e storico) non configurando in tale comportamento alcun illecito.
Sarebbe opportuno, tuttavia, verificare se le leggi nobiliari in vigore nel luogo e nel periodo quando fu conferito il titolo avessero contemplato l'ereditarietà ex-foemina del titolo stesso ( probabilmente è così ) .
Re: Successione baronato materno

Inviato:
domenica 30 gennaio 2011, 20:36
da contegufo
Salve
Sarebbe opportuno, tuttavia, verificare se le leggi nobiliari in vigore nel luogo e nel periodo quando fu conferito il titolo avessero contemplato l'ereditarietà ex-foemina del titolo stesso ( probabilmente è così ) .
E se così non fosse?
Se si cercano delle regole andrebbero poi rispettate anche se a nostro svantaggio volenti o nolenti oppure chiudiamo un occhio e procediamo "motu proprio".
Contegufo benedice tutta l'operazione purchè l'animo dell'amico DIK sia veramente NOBILE, conservando così le tradizioni passate in maniera continua anche se diluita che è sempre meglio dell'estinzione.
Saluti
Re: Successione baronato materno

Inviato:
domenica 30 gennaio 2011, 22:18
da GENS VALERIA
contegufo ha scritto:Salve
Sarebbe opportuno, tuttavia, verificare se le leggi nobiliari in vigore nel luogo e nel periodo quando fu conferito il titolo avessero contemplato l'ereditarietà ex-foemina del titolo stesso ( probabilmente è così ) .
E se così non fosse?
Se si cercano delle regole andrebbero poi rispettate anche se a nostro svantaggio volenti o nolenti oppure chiudiamo un occhio e procediamo "motu proprio".
Contegufo benedice tutta l'operazione purchè l'animo dell'amico DIK sia veramente NOBILE, conservando così le tradizioni passate in maniera continua anche se diluita che è sempre meglio dell'estinzione.
Saluti
Se così fosse ( volenti o nolenti ) sono le singole attestazioni e le prove documentarie poggianti sulle legislazioni nobiliari in vigore al momento, anche remoto, nel quale ebbe origine la nobilitazione, a testimoniare la legittima validità morale e storica di questo
status.
D'altra parte, in questo concordo con te ,
titolato e rapace pennuto 
, il valore morale e storico della nobiltà ha significato solo per chi l'accetta e lo fa suo .
Saluti.

Re: Successione baronato materno

Inviato:
domenica 30 gennaio 2011, 22:23
da adj
contegufo ha scritto:Contegufo benedice tutta l'operazione ...
Ipse bene-dixit.

Re: Successione baronato materno

Inviato:
lunedì 31 gennaio 2011, 1:24
da Tilius
adj ha scritto:contegufo ha scritto:Contegufo benedice tutta l'operazione ...
Ipse bene-dixit.

Amen.

Re: Successione baronato materno

Inviato:
lunedì 31 gennaio 2011, 11:05
da Qohelet
Carissimi,
mi permetto solo di far rilevare che, nella latitanza di un ente ufficiale che tuteli e dirima le questioni araldiche, liquidare il CNI al livello del circolo delle giovani marmotte mi pare azzardato. E' un ente serissimo che svolge (per quanto ne so) bene e seriamente il proprio lavoro, internazionalmente riconosciuto dalla CILANE e quindi rispettato nella sua autorevolezza in tutta Europa. Poi è anche, indubbiamente, un ente privato e non promana da alcuna autorità statale. Un po' come il Toson d' Oro-Asburgo, peraltro: ma chi tra i presenti gli preferirebbe l' ufficialissima gran croce OMRI?
Cordialmente
Andrea
Re: Successione baronato materno

Inviato:
lunedì 31 gennaio 2011, 11:48
da GENS VALERIA
Qohelet ha scritto:Carissimi,
mi permetto solo di far rilevare che, nella latitanza di un ente ufficiale che tuteli e dirima le questioni araldiche, liquidare il CNI al livello del circolo delle giovani marmotte mi pare azzardato. E' un ente serissimo che svolge (per quanto ne so) bene e seriamente il proprio lavoro, internazionalmente riconosciuto dalla CILANE e quindi rispettato nella sua autorevolezza in tutta Europa. Poi è anche, indubbiamente, un ente privato e non promana da alcuna autorità statale. Un po' come il Toson d' Oro-Asburgo, peraltro: ma chi tra i presenti gli preferirebbe l' ufficialissima gran croce OMRI?
Cordialmente
Andrea
Conosco alcuni membri di codesta associazione privata che - assicuro - godono della mia massima personale stima .
So per certo che alla citata associazione privata che tutela moralmente alcuni dei membri della nobiltà italiana ( iscritta come altre associazioni private internazionali al CILANE ) è stato richiesto di non pronunciarsi più su questioni sulle quali non ha nessuna autorità, ad esempio pareri, legittimazioni e riconoscimenti con carattere di ufficialità , basati oltretutto su una legislazione stracotta ed anticostituzionale. Mi risulta che persino i vertici degli attuali movimenti monarchici condividono questo giudizio...
D'altra parte,in qualità di Ispettore delle Giovani Marmotte ,
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devo sottolineare che l'accostamento non mi disturba più di tanto .

Cordialità
Re: Successione baronato materno

Inviato:
lunedì 31 gennaio 2011, 12:16
da Qohelet
Carissimo,
il fatto stesso che ci siano degli indirizzi internazionali e che essi siano recepiti dal CNI dimostra, ipso facto, la credibilità dell' ente

Che ovviamente, concordo con lei, nessuno qui aveva e avrebbe mai messo in dubbio! Con molta stima
Andrea
Re: Successione baronato materno

Inviato:
lunedì 31 gennaio 2011, 21:46
da fabrizio guinzio
Trattandosi di titolo baronale del Sacro Impero(risalente al 1700, se rammento bene), mi domando quale sia la trasmissibilità ordinaria: maschi primogeniti, maschi, maschi e femmine? Se ho seguito bene il discorso, nell'atto di concessione potrebbero trovarsi riportate anche norme relative alla trasmissione del titolo, in caso di estinzione della famiglia baronale, ad altra casata imparentata. Carissimo Dik, la tua decisione di conservare e custodire gelosamente il documento che ti dona il tuo prozio, in attesa di tempi altri e secondo me migliori, mi sembra giustissima; in un recente passato del nostro Stato, in un diverso ordinamento, come non vi è stato alcun problema di pubblica ascrizione allo status nobiliare per la tua famiglia e per quella di tua mamma, credo che non vi sarebbe stato alcun problema a far proseguire il titolo in argomento. I corsi e ricorsi storici sono una teoria storica del nostro grande filosofo italiano Vico e non è detto che la situazione, anche araldica, del nostro amato Paese non possa migliorare, incluso il settore nobiliare. Sui nostri passaporti, sopra Repubblica Italiana è scritto Unione Europea; in vari Stati europei, anche repubblicani, i titoli nobiliari sono pubblicamente riconosciuti e non è neppure detto che il nostro Stato non possa adeguarsi ai, diciamo così, "virtuosi"! Comunque da noi, perlomeno i predicati dei titoli nobiliari ed i cognomi storicamente noti sono, ancora oggi, tutelati. E' già qualcosa! Ciao,
Re: Successione baronato materno

Inviato:
lunedì 31 gennaio 2011, 22:25
da contegufo
Salve
Fra le preoccupazioni dei padri costituenti c'era anche quella di definire la posizione della Nobiltà in seno alla neonata Repubblica Italiana e da cui gli articoli specifici.
Monarchia e Repubblica erano antitetiche pena la guerra civile e tanto lontani non ci siamo andati.
Serviva anche un gesto di marcata discontinuità col passato perchè Monarchia e Nobiltà erano correalate e interdipendenti.
All'aristocrazia fu detto: da oggi non vi riconosciamo più e neppure ci occupiamo delle vostre faccende Consulta Araldica compresa che però continuerà a fare il suo mestiere nell'aradica sì, ma in quella civica.
Malgrado la Carta Costituzionale avesse stabilito l'emanazione di una precisa legge per regolare la soppressione della Consulta Araldica, tale normativa non è mai stata emanata; questa lacuna normativa ha avuto come conseguenza che l’attuale Ufficio Araldico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri continua (giuridicamente) ad operare ufficialmente nella concessione di emblemi e nella soluzione di "quesiti araldici e storico-araldici da parte di privati" (conformemente alle competenze fissate dai Regi Decreti del 7 giugno 1943, n. 651 e n. 652), mentre il Libro d'Oro, quello manoscritto è tuttora inedito.
Immaginate la faccia della nobiltà alla quale fu dato da bere l'amaro calice della realtà che andava cambiando.
Accontentavi anche di cognomizzare il predicato anche se non vi riconosco il titolo sul predicato in uno dei tanti controsensi?!
Trovandosi tutto d'un tratto come il ciclista che vorrebbe pedalare ma a cui mancano i pedali, dopo un periodo a spazzolare il selciato, nei salotti ovattati, ecco l'idea. Perchè non costituire una organizzazione che per quanto privata, ma riconosciuta come essenziale dalla categoria, non si occupi di quanto era nella pertinenza della defunta Consulta Araldica del Regno?
E così intorno agli anni '50 ecco che prende forma il CNI ovvero Corpo della Nobiltà Italiana che fa quel che può in ambito strettamente privato e per chi lo riconosce.
Fermo restando di improbabili ricognizioni, riesumazioni e tanto meno resurrezioni non sarebbe meglio che il male minore ovvero il CNI non aggiornasse i propri metodi di classificazione in base a norme attuali, costutuzionali ma anche riprese da quelle antiche regole che erano all'origine di nobiltà passate?.
Cordialmente