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150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
domenica 23 gennaio 2011, 21:43
da Alessio Bruno Bedini
Ci apprestiamo a commemorare (festeggiare è una parola che non sta bene a nessuno nè a nord nè a sud) tra pochi giorni il 150° Anno dell'unità d'Italia. Non poche sono le riflessioni che sorgono prima tra tutte: ha senso questa commemorazione?
Cercando di non scatenare polemiche ma restando nel campo storico mi chiedo:
1) Il 1861 fu l'anno dell'unità d'Italia o fu l'anno dell'annessione del Regno delle Due Sicilie al Piemonte?
a) il fatto stesso che il re Vittorio Emanuele II non cambio il suo nome in Vittorio Emanuele I depone fortemente per la seconda ipotesi.
b) Anche le legislature del regno non ricominciarono dalla prima ma continuarono il numero d'ordine del Regno di Sardegna.
c) Idem per i politici che di fatto rimasero quelli piemontesi. Cavour fu presidente del consiglio (tranne una breve parentesi da luglio a dicembre 1859) ininterrottamente dal 1852 alla sua morte nel giugno 1861.
Se tre indizi fanno una prova viene il forte sospetto che il 1861 fu solo l'anno di annessione del Regno delle Due Sicilie al Piemonte.
Ma anche nella migliore delle ipotesi nel 1861 ancora mancavano tanti territori all'Italia unita!
2) Roma fu presa solo nel 1870. Perché non considerare questo anno per l'Italia unita?
3) Il Trentino poi non lo vogliamo considerare italiano? Fu unito all'Italia solo nel 1919!
Io propenderei più per la commemorazione di quest'ultima data anche se forse tra i trentini e specialmente i sudtirolesi non tutti sarebbero felici di festeggiare...
Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
lunedì 24 gennaio 2011, 0:09
da Tilius
Alessio Bruno Bedini ha scritto:c) Idem per i politici che di fatto rimasero quelli piemontesi. Cavour fu presidente del consiglio (tranne una breve parentesi da luglio a dicembre 1859) ininterrottamente dal 1852 alla sua morte nel giugno 1861.
Il successore, Bettino Ricasoli, era notoriamente
piemontese.
Poi, fra gli altri, abbiano avuto Luigi Carlo Farini (altro notorio
piemontese...), il Minghetti (
piemontese quanto il precedente...), il Depretis (altro
piemontese...), il Cairoli (
piemontese al pari del precedente...), il Crispi (acciderbola: questo era il più
piemontese di tutti
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), ...
and so on. 
Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
lunedì 24 gennaio 2011, 0:25
da fabrizio guinzio
Carissimo, penso proprio che si debba festeggiare! La Sabauda Terra era divenuta da tempo Stato Nazionale Italiano(come lo erano state le Sicilie con Federico II di Staufer, con Carlo di Borbone su consiglio di un piemontese poi ahinoi quel sovrano fu dirottato in Spagna, con Gioacchino Napoleone Murat). Vittorio Emanuele I era stato proclamato Re d'Italia nei moti patriottici del 1820 - 21 e si era espresso per l'indipendenza italiana fin dalla sua intronizzazione, quindi il numero II mi sembra corretto. Se un futuro sovrano italiano dovesse chiamarsi Carlo Alberto, penso che dovrebbe doverosamente assumere il numero: II. Ritengo comunque auspicabile un'Europa unita, un passo ulteriore previsto già nel nostro Risorgimento. Al nord Italia qualcuno auspica la Padania, ma non sono necrofili e non auspicano i vecchi stati regionali morti e sepolti e così mi sembra nel nostro incantevole sud Italia. Se quanto commemoriamo e festeggiamo si fosse trattato di un ingrandimento del solo Piemonte, la capitale sarebbe rimasta Torino; Roma fu proclamata capitale d'Italia nel 1861 davanti a tutto il mondo, nel 1870 - 71 non ci fu bisogno di nessuna ulteriore decretazione. Ciao,
Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
lunedì 24 gennaio 2011, 0:37
da adj
Ovviamente - da buon "bastian contrario" - io non festeggio proprio niente.
La mia metà piemontese e la mia metà abruzzese sono pienamente concordi tra loro sul fatto che avrebbero entrambe desiderato restare quello che erano 150 anni fa (prego, si eviti la facile obiezione che in tal caso non sarei probabilmente neanche nato: gli ideali valgon bene una qualche rinuncia

).
Per quanto riguarda l'Europa unita poi, l'unica che mi interessa - e a cui penso con rimpianto - è quella del Sacro Romano Impero. Non certo l'abietta parodia che ci viene proposta, propinata e imposta oggidì.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
lunedì 24 gennaio 2011, 0:57
da fabrizio guinzio
Mi sembra che tutte le nazioni cerchino indipendenza ed unità, non capisco perchè solo l'Italia non avrebbe dovuto farlo. Anche le sue regioni avevano cercato entrambe, per esempio la Toscana che purtroppo per unificarsi annettendo Siena(peraltro protettorato francese) dovette rinunciare all'indipendenza, consegnando parte delle sue coste alla Spagna. L'indipendentismo - unitarismo sembrerebbero un tropisma storico - geografico. L'Italia meridionale aveva raggiunto entrambe, unità ed indipendenza(autonomia, diremmo più propriamente, perchè era un feudo papale), ma non è riuscita ad unificare la penisola(non che non ci abbiano pensato e provato!). Gli Abruzzi sono la terra anche di mia madre, per quanto ho potuto constatare gravitano su Roma e non su Napoli, si considerano centro - Italia e non sud - Italia alias Due Sicilie e all'epoca borbonica il villaggio di mia madre(e non solo quello) era tenuto a bada da soldataglia straniera, mercenaria. Che un'Europa unita debba basarsi sulle sue radici romano - cristiane mi trova totalmente d'accordo! Ciao,
Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
lunedì 24 gennaio 2011, 1:11
da adj
Beh, attualmente sembra che gran parte delle nazioni cerchino esattamente l'opposto.
Anche trascurando le annose rivendicazioni indipendentiste di baschi e corsi (in cui è per altro assai dubbio che si tratti della volontà della maggior parte della popolazione), e anche non prendendo in considerazione la frammentazione dell'ex Unione Sovietica (in cui erano tenuti forzosamente insieme popoli totalmente diversi), e anche sorvolando sulle sempre più pressanti richieste di autonomia da parte di molte regioni appartenenti a stati europei (in Spagna, in Belgio, ...), e anche disinteressandoci alle frammentazioni che si stanno consumando fuori Europa (Sudan, Indonesia,...) che dire di quanto successo in Jugoslavia e Cecoslovacchia?
Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
lunedì 24 gennaio 2011, 1:17
da fabrizio guinzio
Possiamo analizzare caso per caso. Un esempio: la separazione fra Abruzzi e Molise è stata sacrosantta, gli uni centro italiani gli altri meridionali. Per il proseguimento del discorso, carissimo, sono costretto a rimandare che mio figlio mi "caccia" dalla sua camera! Ciao, a domani!
Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
lunedì 24 gennaio 2011, 8:50
da Alessio Bruno Bedini
Tilius ha scritto:Il successore, Bettino Ricasoli, era notoriamente
piemontese.
Poi, fra gli altri, abbiano avuto Luigi Carlo Farini (altro notorio
piemontese...), il Minghetti (
piemontese quanto il precedente...), il Depretis (altro
piemontese...), il Cairoli (
piemontese al pari del precedente...), il Crispi (acciderbola: questo era il più
piemontese di tutti
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), ...
and so on. 
Per politici piemontesi intendo non solamente quelli nati in Piemonte ma quelli che da ben prima del 1861 hanno seguito una politica filo-piemontese. Il Ricasoli è naturalmente tra questi dato che pur essendo fiorentino nel 1859 fu nominato ministro dell'Interno del Governo Provvisorio Toscano non certamente amico di Leopoldo II. Il Farini invece era deputato savoiardo già dal 1849. Insomma non mi sembra che politicamente ci sia stata discontinuità. Anzi. Ma questa non è una critica, è un dato di fatto che certifica ancor più che l'annessione piemontese non fu qualcosa voluta da tutti.
Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
lunedì 24 gennaio 2011, 10:57
da de la cerda
Quis custodiet ipsos custodes?
A me sembra che un Moderatore debba moderare il dibattito e non riproporre a intervalli regolari sempre variazioni sullo stesso tema.
La sua posizione è stata espressa chiaramente in numerose occasioni e, a mio modesto parere, in questo caso repetita non iuvant.
Un dibattito è utile se i partecipanti si arricchiscono nella discussione, ascoltando umilmente anche le opinioni altrui. Quanti dei Forumisti hanno cambiato di un ette le proprie idee nel corso dei numerosi dibattiti su questo argomento? Io credo nessuno
Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
lunedì 24 gennaio 2011, 14:26
da Alessio Bruno Bedini
de la cerda ha scritto:Quis custodiet ipsos custodes?
A me sembra che un Moderatore debba moderare il dibattito e non riproporre a intervalli regolari sempre variazioni sullo stesso tema.
La sua posizione è stata espressa chiaramente in numerose occasioni e, a mio modesto parere, in questo caso repetita non iuvant.
Un dibattito è utile se i partecipanti si arricchiscono nella discussione, ascoltando umilmente anche le opinioni altrui. Quanti dei Forumisti hanno cambiato di un ette le proprie idee nel corso dei numerosi dibattiti su questo argomento? Io credo nessuno
Il dibattito specifico sulla commemorazione del 150° anno dell'unità d'Italia non è mai stato affrontato cosi non mi ero mai espresso pubblicamente sul fatto che considero la vera data di unità il 1919.
Noto che i suoi intenti polemici non vengono meno con il tempo e me ne dispiaccio per lei. La invito a maggiore serenità.
Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
lunedì 24 gennaio 2011, 14:52
da Tilius
Alessio Bruno Bedini ha scritto:...cosi non mi ero mai espresso pubblicamente sul fatto che considero la vera data di unità il 1919.
Al Museo della Guerra di Rovereto ho trovato un manifesto propagandistico di quegli anni in cui si riferiva esplicitamente al conflitto appena concluso come
Quarta Guerra di Indipendenza...
![flag4 [flag_italy.gif]](./images/smilies/flag_italy.gif)
...un eccesso di retorica che venne ben presto abbandonato (e abbandonato in
quegli anni che
retorica grondavano da ogni dove...)
Forse il completamento dell'unità potrà essere fissato al 1919 (1918 nei fatti), ma l'Unità (quella con la "U" maiuscola...) davvero non la sposterei dal 1861 (1860 nei fatti). E se lo dico io che i miei nonni sono stati sudditi imperial-regi fino al 1918...

Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
lunedì 24 gennaio 2011, 14:58
da Alessio Bruno Bedini
Tilius ha scritto:[..]Forse il completamento dell'unità potrà essere fissato al 1919 (1918 nei fatti), ma l'Unità (quella con la "U" maiuscola...) davvero non la sposterei dal 1861 (1860 nei fatti). E se lo dico io che i miei nonni sono stati sudditi imperial-regi fino al 1918...

Ok, ma perché? Quale motivazione storica dai?
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
lunedì 24 gennaio 2011, 15:09
da Tilius
Alessio Bruno Bedini ha scritto:Quale motivazione storica dai?
![hmm [hmm.gif]](./images/smilies/hmm.gif)
La più semplice: proclamazione del Regno d'
Italia con all'attivo una percentuale del territorio nazionale non troppo discosta da quello che diventerà l'assetto definitivo (OK, mancavano ancora Venezia, Roma, Trento e Trieste... mbé? Forse che gli Stati Uniti non divennero tali fino a quando non giunsero Alaska e Hawaii? No, bastarono quei 13 micragnosi staterelli sulla Costa Orientale che nel 1776 sottoscrissero un pezzo di carta)

Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
lunedì 24 gennaio 2011, 15:22
da Pantheon
No, bastarono quei 13 micragnosi staterelli sulla Costa Orientale che nel 1776 sottoscrissero un pezzo di carta...Infatti: quella era una
democrazia allo
statu nascenti.....
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Inviato:
lunedì 24 gennaio 2011, 15:34
da Alessio Bruno Bedini
La più semplice: proclamazione del Regno d'Italia con all'attivo una percentuale del territorio nazionale non troppo discosta da quello che diventerà l'assetto definitivo (OK, mancavano ancora Venezia, Roma, Trento e Trieste... mbé? Forse che gli Stati Uniti non divennero tali fino a quando non giunsero Alaska e Hawaii? No, bastarono quei 13 micragnosi staterelli sulla Costa Orientale che nel 1776 sottoscrissero un pezzo di carta)
Non condivido la tua visione: "proclamazione del Regno d'Italia" non significa "Unità d'Italia".
Resta solo "proclamazione del Regno d'Italia"

Aggiungo poi: ma l'unità è davvero compiuta poi? L'Istria e la Dalmazia? Sono ancora da considerare come "nostre"? Loro poi si vogliono ormai considerare italiani, almeno per quanti italiani sono rimasti in quei luoghi? La Corsica poi? Non è italiana geograficamente parlando? Nizza? Briga, Tenda?
Ha ancora un senso ambire territorialmente ad una unità cosi come forse lo aveva nel XIX secolo?
E i sudtirolesi che, forse ancora, vorrebbero tornare con l'Austria?