Sul
Vocabolario milanese-italiano (seconda edizione, 1857) di Francesco Cherubini, trovo:
Tendirœù. per Tiradòr o Palètt de vit V.
dove
Palètt de vit Rincontro. Colocchia: il secondo palo posto alla vite per obbligarvi il capo ripiegato.
oppure
Tendirϝ. T. di Cartiera... Nome di ciascuna di quelle funicelle sulle quali si spande la carta nello spanditojo.
Forse tendirolo è la forma italianizzata di tendirœù.
Maneggia. Maniglia.
Alzapè. Saliscendo: lama di ferro grossetto, o anche di legno, che imperniata dall'un de' capi nell'imposta (
anta) ed accavalciando il monachetto (
cagnœu) serra uscio o finestra o altro. Parti:
Cagnœu,
Cambretta,
Paletta o
Manetta -
Scalella: lacciuolo da pigliar uccelli. Si ficca in terra una bacchetta pe' due suoi capi in arco. Al mezzo di tal arco si piega la cima di una verga da un lato piantata, avente in cima un laccio corsoio (
laz corrent), il quale comprende il vano ch'è tra la terra e l'archetto. La verga piegata è tenuta da un legnetto, che pel lungo attraversa a mezzo l'arco, mediante tacche (
segn). L'uccello passandovi tocca il legnetto, che cade: la verga scatta: quello è preso al laccio e levato in alto dalla verga che si drizza -
Arganello: stanga o simile che tirasi in capo a un viottolo o a una stradicciuola nelle campagne, per impedire che passino le carrette e le bestie.
Gorin. V.
Sares gora o gorin Vimine. Vétrice. Vinco. Vitrice. Vetrice panierina. Vinco da far panieri (Salix viminalis) -
Sit pien de sares gorin, Vetriciaia.
Sterno, Sterna. Pagliuolo: tavolato mobile che si fa nel fondo delle barche.