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Efficacia dei pareri degli archivi di Stato

MessaggioInviato: sabato 16 ottobre 2010, 11:31
da gattostella
Gentili partecipanti al Forum c'é qualcuno che possa chiarirmi che efficacia hanno dal punto di vista araldico-nobiliare i "parere pro veritate" e le attestazioni formali degli archivi di Stato e comunali? Ringrazio anticipatamente per le risposte.

Re: Efficacia dei pareri degli archivi di Stato

MessaggioInviato: domenica 17 ottobre 2010, 18:40
da contegufo
Si tratta di un parere che un ufficio legale certifica in ossequio alla verità in senso neutrale anche se a discapito del proprio cliente.
Molto spesso è invece di parte.
Non so se un archivio necessita di un supporto legale per certificare " il parere " oppure gli è sufficiente la propria autorità.
Dal punto di vista araldico nobiliare, tenuto conto che la nobiltà non è più riconosciuta legalmente e tanto meno i titoli, credo che l'unica alternativa sia la convalida di un organo privato come il CNI ovvero Corpo Italiano della nobiltà che basandosi sui discutibili criteri della abolita Consulta Araldica del regno, possa ritenere accettabili le motivazioni del postulante e istruire l'iter per eventuali riconoscimenti.

Credo però che avere il riconoscimento del CNI siano soldi buttati dal momento che sono fortemente criticati i loro metodi di classificazione dai più considerati anticostituzionali e vetusti.

Cordialmente

Re: Efficacia dei pareri degli archivi di Stato

MessaggioInviato: domenica 17 ottobre 2010, 19:10
da aristarco
Credo però che avere il riconoscimento del CNI siano soldi buttati dal momento che sono fortemente criticati i loro metodi di classificazione dai più considerati anticostituzionali e vetusti.


La discussione si fa interessante: potrebbe chiarire il suo pensiero?

Quanto al parere pro veritate di un Archivio di Stato, credo che l'utente, che ha posto la domanda, ne intendesse l'acquisizione come atto finalizzato a rafforzare una ricostruzione genealogica, priva - eventualmente - dell'evidenza del possesso del titolo primordiale di nobiltà generosa, evincendosi lo status nobiliare dalle cosiddette prove equipollenti. Ebbene, se questo è il quesito, l'orientamento del SMOM è abbastanza rigido: non può essere riconosciuta una condizione nobiliare se non è provata la concessione sovrana. Questa dottrina si è imposta con forza a partire dall'anno 1971, allorchè il balì Vittorio Marullo, allora Gran Commendatore, ottenne l'approvazione da parte del Sovrano Consiglio di ben note limitazioni alla prova per centenaria prescrizione, in precedenza perlopiù invocata da quanti non erano in grado di dimostrare la concessione nobiliare.

Re: Efficacia dei pareri degli archivi di Stato

MessaggioInviato: domenica 17 ottobre 2010, 20:40
da contegufo
Caro Amico
se ha interesse alla cosa la rimando a http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=3&t=11787 dove stiamo dibattendo circa le presenze e le assenze di intere famiglie da certi elenchi ad opera del CNI.

Saluti e a presto nel forum