Credo però che avere il riconoscimento del CNI siano soldi buttati dal momento che sono fortemente criticati i loro metodi di classificazione dai più considerati anticostituzionali e vetusti.
La discussione si fa interessante: potrebbe chiarire il suo pensiero?
Quanto al parere
pro veritate di un Archivio di Stato, credo che l'utente, che ha posto la domanda, ne intendesse l'acquisizione come atto finalizzato a rafforzare una ricostruzione genealogica, priva - eventualmente - dell'evidenza del possesso del titolo primordiale di nobiltà generosa, evincendosi lo
status nobiliare dalle cosiddette
prove equipollenti. Ebbene, se questo è il quesito, l'orientamento del SMOM è abbastanza rigido: non può essere riconosciuta una condizione nobiliare se non è provata la concessione sovrana. Questa dottrina si è imposta con forza a partire dall'anno 1971, allorchè il balì Vittorio Marullo, allora Gran Commendatore, ottenne l'approvazione da parte del Sovrano Consiglio di ben note limitazioni alla prova
per centenaria prescrizione, in precedenza perlopiù invocata da quanti non erano in grado di dimostrare la concessione nobiliare.