MMT ha scritto: (..) . Abbiamo anche già scritto su una certa consuetudine, o addirittura mero uso, da parte di alcune famiglie patrizie di farsi chiamare conte, e parlo di piccoli centri e non dei grandi patriziati veneti o genovesi per il titolo marchionale.
Considerando la prassi in uso, parlo per il patriziato veneziano ( ma sono convinto sia stato lo stesso per quello genovese ) molto spesso non veniva affatto considerato abuso oppure pratica disdicevole accettare un trattamento comitale, privato , ma neanche… troppo privato, per i motivi che avevo esposto sopra, perlomeno non vi era nel modo più assoluto questa percezione .
I
nobilhomini che avevano mostrato insofferenza per il livellamento nobiliare austriaco, con l’unità vissero malamente un’ulteriore richiesta di prove nobiliare con il conseguente carico di tasse.
Passare da ceto privilegiato a ceto tartassato … era troppo, decisamente troppo … quindi era consuetudine continuare l’andazzo spesso plurisecolare permettendo l’uso di titoli che distinguessero il
ceto elitario , in barba alle leggi nobiliari regnicole per quali mostravano molto spesso un infastidito disinteresse.
I nobili veneziani vivevano anzi con un certo sdegnoso distacco l’equiparazione del “titolo” , meglio "qualità", patriziale con quella in uso nelle piccole realtà urbane.