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Inni nazionali

Inviato:
martedì 25 gennaio 2005, 20:44
da michele d'arasmo
Buona serata a tutti.
Siamo d'accordo che un simbolo è la rappresentazione grafica di un gruppo (famiglia), di una comunità (paese, città, stato).
Come considerare gli inni nazionali?
Non sarebbero degli "stemmi sonori"?
Che ne pensate?
saluti
michele

Inviato:
martedì 25 gennaio 2005, 20:56
da antonio_conti
Gentile d'Arasmo,
certamente l'inno nazionale appartiene al patrimonio "rappresentativo" di uno Stato, in quanto tale affiancabile alla bandiera ed allo stemma, ma... blasonare un pentagramma "annotato" mi sembrerebbe un'impresa ardua perfino per fra' Eusanio
Antonio Conti

Inviato:
martedì 25 gennaio 2005, 23:00
da michele d'arasmo
Buona sera Antonio,
non parlavo della possibilità di blasonare un pentagramma.
Semplicemente mi pare che questo tipo di simbologia (sonora) pur essendo di pubblico (e superficiale) dominio non venga approfondita e studiata.
Anche da un inno nazionale, dalla sua evoluzione ecc. possiamo vedere i cambiamenti storici, economici e sociali. E probabilmente anche il carattere di un popolo.
cordialmente
michele

Inviato:
mercoledì 26 gennaio 2005, 0:08
da antonio_conti
Naturalmente Michele,
sono completamente d'accordo
Mi ero permesso una battuta
In effetti l'araldica studia gli stemmi, la vessillologia studia i vessilli, mancherebbe solo una "scienza" che studi gli inni... o forse già c'è? Attendo anche io lumi in tal senso... chissà, un conservatorio, un corso di musicologia o anche di scienza della comunicazione...
Cordialità
Antonio

Inviato:
mercoledì 26 gennaio 2005, 12:34
da Franz Joseph von Trotta
L'argomento è molto interessante; gli inni nazionali sono un po' una "simbologia in note" e solennità ed eleganza contraddistinguono i più coinvolgenti due caratteristiche che, a mio giudizio, non distinguono certo l'attuale inno della Repubblica italiana (ma lo trovo molto adatto).
Musicalmente tra i miei preferiti vi è il "Serbi Dio" composto da Haidyn per l'Impero d'Austria e oggi con parole diverse musicalmente "scippato" dalla Repubblica Federale di Germania, il "God save the Queen" ed anche l'inno nazionale spagnolo mi sembra molto solenne.
Anche l'inno dell'ex-URSS era musicalmente molto molto elegante (se così si può dire) e coinvolgente.
Una curiosità: da tempo mi sarebbe piaciuto ascoltare l'inno del Regno delle Due Sicilie musicato, se no sbaglio, dal compositore Paisiello; qualcuno sa se è reperibile in qualche edizione musicale? O magari in qualche sito in Internet? Qualcuno ne conosce il testo?
Un saluto cordiale,
FJVT

Inviato:
mercoledì 26 gennaio 2005, 13:24
da Alessio Bruno Bedini
Se vuole glielo posso mandare via e mail

Inviato:
mercoledì 26 gennaio 2005, 14:38
da Franz Joseph von Trotta
Caro signor Bedini
È molto gentile ma il sottoscritto non ha una propria casella di posta elettronica ma solo il messaggio privato c/o questo forum: si potrebbe inviare lì?…
Grazie in ogni caso
FJVT

Inviato:
mercoledì 26 gennaio 2005, 16:39
da fra' Eusanio da Ocre
antonio_conti ha scritto:Gentile d'Arasmo,
certamente l'inno nazionale appartiene al patrimonio "rappresentativo" di uno Stato, in quanto tale affiancabile alla bandiera ed allo stemma, ma... blasonare un pentagramma "annotato" mi sembrerebbe un'impresa ardua perfino per fra' Eusanio
Antonio Conti

Condivido, ahimè...
...ma non posso non sottolineare che araldica e musica sono entrambe scienze ed arti al tempo stesso.
Bene

vale

Inviato:
mercoledì 26 gennaio 2005, 18:21
da michele d'arasmo
Caro Signor von Trotta,
l'inno delle Due Sicilie lo puo' ascoltare direttamente dal sito IAGI. Composto da Paisiello, se non sbaglio non aveva testo ma solo musica.
I tedeschi fecero loro l'ex inno austriaco, ma gli inglesi fecero loro l'inno imperiale germanico. Di fatti il God Save the Queen fino alla prima guerra mondiale era l'inno tedesco.
L'inno sovietico ebbe una vita travagliata: inno del Pcus, nel 42 diviene inno dell'Urss fino al 91 per poi essere ripristinato da Putin. Ovviamente anche il testo subi' modifiche: chiaramente staliniano in origine, venne successivamente ammorbidito. Con il suo ritorno il testo venne modificato nuovamente, in versione nazionalista grande-russa. Nota interessante, negli oltre sessanta anni di vita il testo venne elaborato e modificato sempre dalla stessa persona, Mihailkov (padre del regista) che all'eta' di 100 anni suonati ha creato l'ennesima versione. Nel decennio post comunista vennero usati diversi testi come inno, fino a scegliere il coro dell'opera "Susanin".
Personalmente l'inno che mi piace di piu' è la Marcia di Paderewsky, inno nazionale polacco.
cordialmente
michele

Inviato:
martedì 1 marzo 2005, 19:08
da Alessio Bruno Bedini
Ho mandato al signor Cravarezza i file con i seguenti inni:
- Inno Sardo composto da Gonnella
- Inno delle Due Sicile composto da Paisiello
- Inno Pontificio composto da Hallmayr
- Inno dello SMOM
e già che c'ero La leggenda del Piave (per me un secondo Inno Italiano)
..si potrebbero fare dei link nel forum da cui potreste prenderli..
fatemi sapere se vi piacciono


Inviato:
mercoledì 2 marzo 2005, 19:38
da Franz Joseph von Trotta
In tema di inni penso possa essere interessante la prima strofa dell'Inno Imperiale nella solenne melodia di Haydn come cantato sino alla fine del 1918 nei territori di lingua italiana della Duplice Monarchia.
«Serbi Dio l'austriaco regno
Guardi il nostro Imperator!;
Nella fe' che gli è sostegno regga noi
con saggio amor
Difendiamo il servo avito
Che gli adorna il regno crin
Sempre d'Austria il soglio unito
sia d'Asburgo col destin.»
È curioso ricordare che tale melodia venne utilizzata come inno nazionale anche dal Ducato di Modena e Reggio, non so con quale eventuale testo.
Un saluto,
FJVT
Re: Inni nazionali

Inviato:
martedì 15 marzo 2011, 17:00
da Franz Joseph von Trotta
Riprendo questo vecchio topic, perchè in questi giorni, debitamente stimolato dal clima patriottico imperante, ho opportunamente composto una play list con gli inni degli Stati preunitari che ascolto piacevolmente. Dopo Haydin per il Lombardo-Veneto e Modena, Paisiello per le Due Sicilie, Hallmayr per lo Stato Pontificio, Monsel per la Toscana, e Gonnella per il Regno di Sardegna, manca clamorosamente all'appello il Ducato di Parma e Piacenza di cui, almeno on line, parrebbe non esistere alcuna traccia, né musicale né tantomeno documentaria. Ma immagino che proprio perché a Parma, "città della musica" per eccellenza, doveva ben esistere un brano del genere: qualcuno ne sa qualcosa?
Grazie,
FJVT