Abate "nullius" e concessione di feudi
Il 23 gennaio 1331 l'abate di S.Nicola di Filettino (Frosinone) concesse "in feudum perpetuum" a tale Nicola Bianco, con consenso esplicito dei chierici beneficiati di quella chiesa, la metà di un feudo e del Casale de Sectulis "cum arboribus seu cerris in eo stantibus".
Mi chiedo se questo abate fosse nullius oppure no. Qualsiasi prelato aveva diritto di concedere feudi? Inoltre, è proprio in virtù di questo diritto che i prelati erano considerati principi?
La gerarchia ecclesiastica della chiesa suburbana di S.Nicola si mantenne identica sino al XIX sec., con un abate e tre beneficiati. Secondo le cronache antiche è una delle dodici abbazie fondate nel Lazio da S.Benedetto nel V sec.
Del XVII sec. è una lettera del vescovo di Anagni al papa nella quale si legge che l'abbazia aveva la cura delle anime esattamente come il parroco della Collegiata di Filettino e che era un beneficio semplice conferito direttamente dalla S.Sede.
Mi chiedo se questo abate fosse nullius oppure no. Qualsiasi prelato aveva diritto di concedere feudi? Inoltre, è proprio in virtù di questo diritto che i prelati erano considerati principi?
La gerarchia ecclesiastica della chiesa suburbana di S.Nicola si mantenne identica sino al XIX sec., con un abate e tre beneficiati. Secondo le cronache antiche è una delle dodici abbazie fondate nel Lazio da S.Benedetto nel V sec.
Del XVII sec. è una lettera del vescovo di Anagni al papa nella quale si legge che l'abbazia aveva la cura delle anime esattamente come il parroco della Collegiata di Filettino e che era un beneficio semplice conferito direttamente dalla S.Sede.
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