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Abate "nullius" e concessione di feudi

MessaggioInviato: giovedì 3 giugno 2010, 18:28
da FP
Il 23 gennaio 1331 l'abate di S.Nicola di Filettino (Frosinone) concesse "in feudum perpetuum" a tale Nicola Bianco, con consenso esplicito dei chierici beneficiati di quella chiesa, la metà di un feudo e del Casale de Sectulis "cum arboribus seu cerris in eo stantibus".
Mi chiedo se questo abate fosse nullius oppure no. Qualsiasi prelato aveva diritto di concedere feudi? Inoltre, è proprio in virtù di questo diritto che i prelati erano considerati principi?
La gerarchia ecclesiastica della chiesa suburbana di S.Nicola si mantenne identica sino al XIX sec., con un abate e tre beneficiati. Secondo le cronache antiche è una delle dodici abbazie fondate nel Lazio da S.Benedetto nel V sec.
Del XVII sec. è una lettera del vescovo di Anagni al papa nella quale si legge che l'abbazia aveva la cura delle anime esattamente come il parroco della Collegiata di Filettino e che era un beneficio semplice conferito direttamente dalla S.Sede.

Re: Abate "nullius" e concessione di feudi

MessaggioInviato: martedì 8 giugno 2010, 13:50
da Antonio Pompili
FP ha scritto:Il 23 gennaio 1331 l'abate di S.Nicola di Filettino (Frosinone) concesse "in feudum perpetuum" a tale Nicola Bianco, con consenso esplicito dei chierici beneficiati di quella chiesa, la metà di un feudo e del Casale de Sectulis "cum arboribus seu cerris in eo stantibus".
Mi chiedo se questo abate fosse nullius oppure no. Qualsiasi prelato aveva diritto di concedere feudi? Inoltre, è proprio in virtù di questo diritto che i prelati erano considerati principi?

Un abate nullius aveva giurisdizione che andava oltre i confini del proprio monastero, nell'ambito di un territorio che era l'abbazia nullius. Oggi la chiameremmo in modo più chiaro abbazia "territoriale". Mi sembra logico ritenere che solo l'abate che esercitava il suo governo su un determinato territorio potesse concedere feudi, in modo simile a quello che poteva accadere per re, o anche vescovi.
Ora, quanto al titolo di principe attribuito ai prelati, conosciamo senza dubbio l'esistenza di principi-vescovi. Famosissimo in ambito italiano il principato vescovile di Trento. E possiamo ricordare ancora oggi il caso particolare del vescovo di Urgell in Spagna (di cui più volte si è parlato in questo forum) in quanto egli è coprincipe di Andorra insieme al Presidente della Repubblica francese.
Anche alcune abbazie particolarmente grandi avevano il ruolo di principati ecclesiastici ed erano guidate da un principe abate con potere di giurisdizione paragonabile a quello di un pricipe vescovo. Tale autorità, come è noto, aveva un suo riflesso negli usi araldici: infatti, in quanto principi del Sacro Romano Impero, questi abati ponevano tra gli ornamenti del loro scudo la spada temporale, ad indicare il potere di comminare la pena capitale.
Ma con questo non possiamo dire che tutti gli abati nullius (e tantomeno i "prelati", termine molto più generico e comprensivo di tante cariche diverse) potessero vantare il titolo di principe.

Re: Abate "nullius" e concessione di feudi

MessaggioInviato: mercoledì 9 giugno 2010, 8:50
da FP
Antonio Pompili ha scritto: Mi sembra logico ritenere che solo l'abate che esercitava il suo governo su un determinato territorio potesse concedere feudi, in modo simile a quello che poteva accadere per re, o anche vescovi.


Bene, grazie della spiegazione [cheers.gif]

Re: Abate "nullius" e concessione di feudi

MessaggioInviato: mercoledì 9 giugno 2010, 16:59
da Qohelet
Confermo anch' io: tempo fa eseguii degli studi su dei feudi siti in Balangero (valli di Lanzo) concessi dall' abate del monastero di San Mauro Pulcherada il quale esercitava diritti feudali pressochè sovrani per concessione ab immemorabili. Nel 1348 concesse, dietro lauto pagamento, alcuni feudi ad influenti famiglie lanzesi, con diritto ad esegiere tasse, pedaggi ed amministrazione di alta e bassa giustizia; delle transazioni permane ampia documentazione dell' archivio di Stato di Torino ed in quello dell' Arcidiocesi. A presto


Andrea

Re: Abate "nullius" e concessione di feudi

MessaggioInviato: mercoledì 9 giugno 2010, 18:19
da FP
Qohelet ha scritto:Confermo anch' io: tempo fa eseguii degli studi su dei feudi siti in Balangero (valli di Lanzo) concessi dall' abate del monastero di San Mauro Pulcherada il quale esercitava diritti feudali pressochè sovrani per concessione ab immemorabili. Nel 1348 concesse, dietro lauto pagamento, alcuni feudi ad influenti famiglie lanzesi, con diritto ad esegiere tasse, pedaggi ed amministrazione di alta e bassa giustizia; delle transazioni permane ampia documentazione dell' archivio di Stato di Torino ed in quello dell' Arcidiocesi. A presto


Andrea


Grazie del contributo. Dunque l'abate di cui parli era nullius dioeceseos?

Re: Abate "nullius" e concessione di feudi

MessaggioInviato: mercoledì 9 giugno 2010, 21:53
da Qohelet
La questione non è chiarissima, quantunque molto ben documentata. Nel 1341 il monastero, nella persona dell' Abate, cedette i suoi possedimenti nelle valli di Lanzo, tranne quelli di Balangero, Mathi e Villanuova, ai conti di Savoia; tuttavia fino al XV secolo inoltrato l' abate, che portava nell' arma la spada, poteva vantare baronia feudale su una serie di beni concessi in enfiteusi e su porzioni di feudi nobili (Balangero appunto) il cui possesso era conosciuto come immemorabile ("la cui antiquitate è notorja", come riporta l' atto di cessione al Conte: dobbiamo quindi presumere che i feudi fossero in disponibilità dell' Abate da almeno un paio di secoli, cioè dalla metà del XII secolo a dir poco...).
Emblematico il caso documentato dell' abate nullius di san Mauro Pulcherada, tale Bertolotto Borghesio, il quale il 17 giugno 1348 cedette "i diritti feudali, successione, terze vendite ed ogni altra prestazione" a condizione che gli acquirenti i feudi pagassero, a San Martino ogni anno, la rilevantissima cifra di 100 soldi d' oro. Nell' opera di Rosa Brusin sulla storia di Balangero è anche pubblicato il documento, conservato all' archivio di Stato di Torino, nel quale sono riportati anche i nomi dei beneficiari, ovviamente tutti appartenenti ad illustri famiglie lanzesi. L' atto venne poi confermato dai Savoia, riconoscendo i diritti feudali delle famiglie investite con piena facoltà dall' Abate, con statuti e franchigie dell' 8 giugno 1342, 4 maggio 1346, 1 ottobre 1461, 8 settembre 1462, 1 agosto 1463 (archivio di stato di Torino, archivi privati, fondo Coardi di Carpenetto).
Proprio per un discendente di una di queste famiglie sto seguendo la laboriosa pratica di istruzione di un procedimento nobiliare per un Ordine equestre, faccio pertanto professione d' umiltà: è una pagina della storia piemontese che ignoravo e della quale sono stato portato a conoscenza solo di recente. Cordialmente

Andrea

Re: Abate "nullius" e concessione di feudi

MessaggioInviato: giovedì 10 giugno 2010, 17:11
da FP
Quindi possiamo pensare che questi abati avessero prerogative principesche, cioè potevano disporre di cose e persone alla stregua di un sovrano. Nel caso di Montecassino si dice che l'abate è esarca dei propri territori.

Re: Abate "nullius" e concessione di feudi

MessaggioInviato: giovedì 10 giugno 2010, 22:04
da Qohelet
Nel caso riportato l' abate amministrava i feudi con prerogative che molti studiosi (Rosa Brusin, Mola di Nomaglio et al.) definiscono senz' altro sovrane. In effetti il tenore dei decreti di concessione fa esplicito riferimento al fatto che l' abate rispondesse feudalmente solo al Sacro Romano Imperatore....

Andrea

Re: Abate "nullius" e concessione di feudi

MessaggioInviato: giovedì 10 giugno 2010, 23:15
da FP
Qohelet ha scritto:Nel caso riportato l' abate amministrava i feudi con prerogative che molti studiosi (Rosa Brusin, Mola di Nomaglio et al.) definiscono senz' altro sovrane. In effetti il tenore dei decreti di concessione fa esplicito riferimento al fatto che l' abate rispondesse feudalmente solo al Sacro Romano Imperatore....

Andrea


Beh ritengo questo un caso di vero e proprio principato ecclesiastico, allora.

Re: Abate "nullius" e concessione di feudi

MessaggioInviato: giovedì 10 giugno 2010, 23:49
da Qohelet
Se non formalmente, di certo nella sostanza e nelle prerogative. Gl' insigniti di titolo feudale dall' abate ebbero riconosciuti i propri diritti (e doveri, soprattutto doveri....) feudali in ripetute occasioni; nel caso della famglia che seguo, anche nel consegnamento d' armi del 1580 ed in alcuni brevetti di Vittorio Amedeo III. Quindi la facoltà di concedere feudi per lo meno in questo caso è ampiamente documentata ed inoppugnabile.

Andrea