Questo invece lo stemma dell'Arcivescovo Cocchi che lascia la guida della Sede modenese.

Blasone:
d'azzurro, alla banda diminuita d'argento, caricata di tre conchiglie al naturale, e accompagnata a sinistra dalla Croce di San Geminiano d'oro.
Anche questo uno stemma di semplice e nobile bellezza araldica, dove tre conchiglie al naturale poste a caricare una banda diminuita d'argento, oltre a richiamare probabilmente l'idea del pellegrinaggio insita nel motto, celano forse un intento allusivo al nome del titolare (in francese "conchiglia" =
coquille).
Non è l'unico caso di presenza della Croce di San Geminiano in uno stemma vescovile. Uno stemma di recente creazione innalzante questa figura è quello di Mons. Enrico Solmi, Vescovo di Parma (originario della Arcidiocesi modenese), di cui abbiamo parlato qualche tempo fa. Ma possiamo citare anche il caso di Mons. Lino Pizzi, Vescovo di Forlì-Bentinoro (pure originario del modenese).
A Mons. Lanfranchi i più vivi auguri per un ministero pastorale pieno di gioia nel Signore e ricco di frutti per il popolo affidato alle sue cure.
A Mons. Cocchi l'augurio non meno sentito per un servizio alla Chiesa che continui con lo stesso intenso desiderio di seguire la via del Signore che è espresso dal suo motto episcopale: VIAS TUAS DOMINE EDOCE ME.