Corsari europei, XVI - XVIII sec.
La lettura del seguente testo
....
La conoscenza degli affari del regno permise al Bonfant buoni affari per sé e per gli amici e
conoscenti che cominciarono a stimarlo. Nel 1605 ebbe l'occasione di partecipare, come socio, all'impresa corsara voluta dal Viceré don Pedro Sanchez de Calatayud conte del Real il quale,
affidata al genero don Luis de Calatayud una nave armata si preparava a raccogliere i frutti della guerra di corsa. Assieme al brigantino di Andrea de Lorca, partito in corsa nello stesso mese, la
nave del Calatayud affiancò le navi del corsaro francese Giacomo German e assieme assaltarono
e depredarono nell'arcipelago greco due grosse imbarcazioni venete, la Zena e la Andirizzi,
appropriandosi di un carico valutato 165 mila ducati. La Repubblica Veneta, che in quel periodo
era in pace con la Spagna, protestò presso il re di Spagna, ma la Procuratoria Reale del Regno di
Sardegna, competente in materia, dichiarò il bottino giusta preda di corsa. L'ambasciatore veneto ricorse a Madrid sostenendo viziato il giudizio per la partecipazione alla società armatrice del
segretario della Procuratoria Reale, il dottor Michele Angelo Bonfant e l'interesse del dottor Salvatore Carcassona, assessore alla Procuratoria Reale, il quale aveva acquistato i beni messi all'incanto. Il Consiglio d'Aragona dichiarò illegittima la cattura delle navi veneziane e impose la
restituzione della merce e il pagamento dei danni.
Nel 1611 il dottor Michele Angelo Bonfant fu incriminato dal canonico Martino Carrillo che lo
ritenne responsabile di malversazione nell'esercizio della sua professione. Fu assolto, o
perdonato, e continuò a ricoprire l'ufficio di Segretario della procuratoria Reale sino alla morte.
....
tratto dal sito
http://www.araldicasardegna.org/genealo ... onfant.pdf
mi ha fatto sorgere qualche dubbio relativamente alle caratteristiche fondamentali delle "guerre di corsa" e dei "corsari" europei, nel periodo tra XVI e XIII sec.
Nel testo riportato più sopra si citano il Vicerè di Sardegna, alcuni nobili iberici e cittadini di Cagliari che parteciparono ad imprese corsare, con la complicità di un corsaro francese, ai danni di navi veneziane.
La repubblica di Venezia a inizi 600 era in pace con il Regno di Spagna.
Sempre a inizi 600 si ha invece che il Regno di Francia non era certo in pace ne con la Spagna e ne con altri stati europei.
(continua nel prossimo post)
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La conoscenza degli affari del regno permise al Bonfant buoni affari per sé e per gli amici e
conoscenti che cominciarono a stimarlo. Nel 1605 ebbe l'occasione di partecipare, come socio, all'impresa corsara voluta dal Viceré don Pedro Sanchez de Calatayud conte del Real il quale,
affidata al genero don Luis de Calatayud una nave armata si preparava a raccogliere i frutti della guerra di corsa. Assieme al brigantino di Andrea de Lorca, partito in corsa nello stesso mese, la
nave del Calatayud affiancò le navi del corsaro francese Giacomo German e assieme assaltarono
e depredarono nell'arcipelago greco due grosse imbarcazioni venete, la Zena e la Andirizzi,
appropriandosi di un carico valutato 165 mila ducati. La Repubblica Veneta, che in quel periodo
era in pace con la Spagna, protestò presso il re di Spagna, ma la Procuratoria Reale del Regno di
Sardegna, competente in materia, dichiarò il bottino giusta preda di corsa. L'ambasciatore veneto ricorse a Madrid sostenendo viziato il giudizio per la partecipazione alla società armatrice del
segretario della Procuratoria Reale, il dottor Michele Angelo Bonfant e l'interesse del dottor Salvatore Carcassona, assessore alla Procuratoria Reale, il quale aveva acquistato i beni messi all'incanto. Il Consiglio d'Aragona dichiarò illegittima la cattura delle navi veneziane e impose la
restituzione della merce e il pagamento dei danni.
Nel 1611 il dottor Michele Angelo Bonfant fu incriminato dal canonico Martino Carrillo che lo
ritenne responsabile di malversazione nell'esercizio della sua professione. Fu assolto, o
perdonato, e continuò a ricoprire l'ufficio di Segretario della procuratoria Reale sino alla morte.
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tratto dal sito
http://www.araldicasardegna.org/genealo ... onfant.pdf
mi ha fatto sorgere qualche dubbio relativamente alle caratteristiche fondamentali delle "guerre di corsa" e dei "corsari" europei, nel periodo tra XVI e XIII sec.
Nel testo riportato più sopra si citano il Vicerè di Sardegna, alcuni nobili iberici e cittadini di Cagliari che parteciparono ad imprese corsare, con la complicità di un corsaro francese, ai danni di navi veneziane.
La repubblica di Venezia a inizi 600 era in pace con il Regno di Spagna.
Sempre a inizi 600 si ha invece che il Regno di Francia non era certo in pace ne con la Spagna e ne con altri stati europei.
(continua nel prossimo post)