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Il fondantore di un Casato: chi, come, perchè ?

MessaggioInviato: sabato 19 dicembre 2009, 21:26
da AndreaSperelli
Cari Amici,

vorrei condividere con vuoi un mio dubbio; per "fondatore" di un casato si intende sempre il capostipite o vi possono essere delle eccezioni ? A rigor di logica si potrebbe dire che il fondatore è l'avo più "antico" della propria linea famigliare (almeno quello conosciuto e comprovato da relativa documentazione), ma come ci si pone davanti a quei casi, comuni nel XVI secolo, in cui non vi era ancora un cognome "fisso". Per fare un esempio pratico, una ipotetica famiglia "Ponti" potrebbe discendere da un presunto Marco Ponti nato nel 1602, a sua volta figlio di Giovanni dal Ponte, in cui "il ponte" era il nome del borgo di cui Giovanni abitava. Nel XVI secolo molti cognomi erano ancora in via di formazione, e spesso il nome di una persona veniva accostato ad uno pseudo-cognome derivante dal mestiere o dalla zona in cui abitava.

In questo caso il fondatore del casato "Ponti" è Marco o Giovanni ? Marco è il primo a usare il cognome Ponti, ma non è l'avo più antico visto che in questo caso conosciamo il nome dal padre (Giovanni).

Ho sentito di casi in cui, nel XVIII secolo, rami cadetti fondavano i propri casati unendo il proprio cognome con quello della moglie. In base a questi casi mi verredde da dire che, per l'esempio precedente, sia Marco il fondatore...ma attendo il parere degli esperti :P .

Grazie,
A.S.

Re: Il fondantore di un Casato: chi, come, perchè ?

MessaggioInviato: domenica 20 dicembre 2009, 8:12
da Pasquale M. M. Onorati
Gentile AndreaSperelli,
grazie per l'interessante discussione aperta, proprio ieri mi stavo domandando come (per formazione naturale o a seguito di legge statale) e quando (in che secolo) sono nati i cognomi nelle diverse regioni italiane; per esempio, in un catasto della fine del '400 della Terra di Arienzo (Terra di Lavoro, oggi Provincia di Caserta) ho trovato che tutti i "fuochi" (capifamiglia) avevano già un cognome e molti di questi patronimici, con una forma più o meno alterata, sono presenti ancora oggi in zona. Riguardo, poi, al suo quesito, pur non essendo un esperto, direi che il capostipite è il primo avo che viene identificato con un "elemento" da cui poi si formerà il cognome della famiglia, in questo caso Marco dal Ponte.
A presto.
PMMO

Re: Il fondantore di un Casato: chi, come, perchè ?

MessaggioInviato: domenica 20 dicembre 2009, 15:09
da Salvennor
Secondo me per CASATO si deve intendere un'insieme ben determinato di famiglie (cioè nuclei) descrivibili genealogicamente con continuità in relazione ai vari propri rami (tramite la varia opportuna documentazione), nuclei (o rami) derivanti in maniera certa da un unico nucleo, da una unica famiglia, e dunque da un unico capostipite che si unisce in matrimonio formando una famiglia.
Poi non obbligatoriamente tutti i rami e i vari nuclei avranno lo stesso cognome. Infatti magari se x es nell'anno 1400 un tale con cognome A forma il nucleo capostipite, non è detto che i vari rami generati mantengano la stessa forma del cognome; magari già da fine 400 alcuni rami diramati in altri centri avranno una variante dialettale più o meno accentuata del cognome. E non è escluso addirittura che uno o più rami possano cambiare totalmente cognome, x es nel 500 prima della ufficializzazione delle registrazioni, specie se diramati in zone dove erano conosciuti anche con altri appellativi.
E se da un CASATO più antico si genera anche un individuo insignito di titoli nobiliari, allora questo può essere considerato il capostipite di un "SOTTOCASATO" formato da vari rami nobiliari derivati dall'insignito.
Ciò che non è facile stabilire con certezza è il legame tra vari nuclei (sia con stesso cognome che con varianti) prima del 1540, anche se spesso è evidente, da altri documenti e studi, che derivano da un unico ceppo, da una unica zona, magari nel 1300, o addirittura nel 1100.
Io il concetto di CASATO lo intendo in tale modo.

Re: Il fondantore di un Casato: chi, come, perchè ?

MessaggioInviato: domenica 20 dicembre 2009, 19:31
da Rachis
Buona domenica.
E' un bel quesito: andando a ritroso il capo casato dovrebbe essere Adamo... Escludendo questo paradosso... ma vero, ragionerei in questi termini.
L'evento storico di per sé non può essere la discriminante per stabilire quando e come è nato un casato.
Non basta che si abbia il connotato del riconoscimento sociale.
E' limitativo che sia l'attestazione giuridica a sancirlo.
Non è sufficiente il dato economico.
Il sentire psicologico dell'individuo coglie un aspetto della formazione di una famiglia.
A mio modesto parere la nascita di un casato è il concorso di molteplici e concordanti fattori e quelli che ho elencato come insufficienti se presi da soli, nel loro insieme (con diverse gradazioni) garantiscono:
- la percezione psicologica dell'individuo
- un riconoscimento, riconoscibilità sociale
- un'attestazione, forma giuridica (nel senso ampio)
- un riverbero economico sul tessuto del territorio di appartenenza.
Insomma non mi sembra che la fondazione di un casato sia cosa semplice, tuttavia riassume la coincidenza di quei fattori che ho provato ad elencare.
Cordialità.
Rachis

Re: Il fondantore di un Casato: chi, come, perchè ?

MessaggioInviato: domenica 20 dicembre 2009, 20:21
da GENS VALERIA
Nel caso di antroponimi come il mio farei coincidere il capostipite con l' individuo dal quale prese forma il cognome .
Nel mio caso , probabilmente da Demetrius.
“Petrus filius Demetrii baptiçatus per presbiterum Georgium”
Registri di battesimo di Gemona 17 luglio 1401 ( Archivio diocesano di Udine ).

Ma a pensarci bene Demetrius avrà avuto un padre ... [hmm.gif]

Cordialità

Re: Il fondantore di un Casato: chi, come, perchè ?

MessaggioInviato: domenica 20 dicembre 2009, 22:41
da AndreaSperelli
Dai post pubblicati fino ad ora pare che l'idea più diffusa sia quella che vede il capostipite del casato come il più "antico" avo...sarebbe interessante saperese se ci sono alberi genealogici in cui l'avo più antico (quello posto alla radice dell'albero ) abbia un cognome diverso da quello degli ultimi discendenti (mi rifaccio sempre ad un caso del tipo "Ponti" - "dal Ponte"). Nelle norme vigenti all'inizio del secolo passato, era definito qualcosa di specifico ? immagino che questo tema sia emerso in passato, e considerando il valore che queste questioni avevano un tempo peso si possa trovare valida documantazione in merito.

Sarei molto felice di sentire anche un parere del nostro stimattissimo Signor degli Uberti [thumb_yello.gif] .

Grazie a tutti,
A.S.

Re: Il fondantore di un Casato: chi, come, perchè ?

MessaggioInviato: domenica 20 dicembre 2009, 23:45
da Salvennor
Per la mia regione io conosco almeno una stirpe che si è generata da una casata più antica cambiando completamente cognome.
Il capostipite di tale stirpe si chiamava Benedetto Bisconti, cioè la scrittura sarda di Visconti, ed era discendente di avi toscani del casato Visconti appunto. Infatti nel sito
http://www.araldicasardegna.org/genealo ... /gessa.pdf

si legge anche il seguente testo

...
Su i Gessa di Iglesias esiste un ottimo lavoro di Virgilio Corrias dal quale attingiamo le principali notizie.
Il personaggio più antico dei Gessa di Iglesias è quello di Venitu Bisconti che il Corrias, facendo
piazza pulita di tutte le ipotesi fiorite attorno a quel Bisconti o Pisconte, interpreta definitivamente come Benedetto
Visconti. L'origine di questa famiglia pare dunque toscana, una frangia di quei Visconti " che ebbero parte importante nella storia giudicale della Sardegna". Benedetto Visconti compare per la prima volta nel trattato di pace tra Giovanni d'Aragona ed Eleonora d'Arborea il 24 gennaio 1388, rappresentante di
Gessa, località allora sotto la giurisdizione di Villa di Chiesa.
Benedetto
Visconti cominciò subito dopo a farsi chiamare Gessa e come tale ricoprì diverse
cariche amministrative della città di Villa di Chiesa. Fu sempre fedele agli aragonesi che nel 1421, al termine del Parlamento del re Alfonso, gli riconobbero l'infeudazione del salto della Curatoria del Sols, di Montagna, in Canoniga, e delle ville di Antas, Fluminimaggiore, Gonnesa, Gulbisa e della Curatoria del Sigerro. Il 15 aprile 1421 il feudo, concesso "secundum morem Italiae", e cioè ereditabile solo in via maschile, fu perfezionato alla presenza dei Consiglieri della città di Iglesias.
Da quel momento iniziò l'ascesa della famiglia
Gessa che spesso fu in contrasto con la stessa città di Iglesias.
...

Dunque parte dei Gessa sardi non erano altro che un ramo dei Visconti. Ma esistevano anche Gessa nati indipendentemente. Non saprei se esistono ancora quelli discendenti dai Visconti, il ramo nobiliare sembrerebbe ufficialmente estinto.

Re: Il fondantore di un Casato: chi, come, perchè ?

MessaggioInviato: lunedì 21 dicembre 2009, 0:46
da Salvennor
In relazione al mio ultimo post appena più sopra, mi ero dimenticato, per la mia regione, altre due stirpi dove da documenti si rileva il citato fenomeno della variazione del cognome.
A fine 300 un nucleo Piccolomini giunse nell'isola e in breve tempo vari rami iniziarono ad essere appellati anche con il termine De Sena, o anche Dessena, o a volte Sena, tanto che fini per essere ufficializzato a metà 500 per parte di essi.
Una parte pare che continuò a chiamarsi Piccolomini fino all'800.

Poi sempre per la mia regione si ha che vari Doria a volte nei documenti erano citati anche con altri appellativi, tipo De Nurra e De Uta, cioè toponimi inerenti loro proprietà.
E ciò si rileva anche da studi di ricercatori locali, come si legge anche nel sito
http://www.facebook.com/topic.php?uid=9 ... topic=9631

E tra l'altro da documenti sardi si rileva anche la variante D'Auria o anche Auria.
(mi sono riferito al sito facebook solo per illustrare i concetti letti in altri testi cartacei relativi alla mia regione).
Dunque per almeno tre casati si verificò tale fenomeno.