Araldica: [lam]passiamo oltre?

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini

Messaggioda Fritz » mercoledì 23 gennaio 2008, 12:57

Gentile Miss Hompesch,
nel Grande Dizionario della Lingua Italiana del Battaglia trovo
Patrimonio.
6. L'insieme delle opere che costituiscono nella loro successione storica, una ben identificabile tradizione culturale e artistica; la tradizione stessa qual'è riconosciuta in un determinato periodo storico
--------------------------------
A mio modesto parere di montanaro, questa definizione si applica alla vela e alla cultura di andar per mare in generale, così come io la applico anche (esempi minori) alla sapienza contadina che si va dimenticando, alla coltivazione della vite, all'armonia con cui erano costruite le antiche case dei montanari, eccetera eccetera.
Che poi a maggior ragione il concetto di applichi alla letteratura, alla scultura, alla pittura e chi più ne ha più ne metta, non sposta il fuoco del problema, sempre a mio parere.
Non credo che siano necessari il bollino dell'Unesco o un'autorizzazione ministeriale :) :)
Fritz
 

Messaggioda miss hompesch » mercoledì 23 gennaio 2008, 13:17

Esatto: la cultura materiale e immateriale.
E' patrimonio culturale da salvaguardare alla stessa stregua una pergamena, uno stemma, il colosseo, ma anche una poesia o le canzoni in lingua di una minoranza o la lingua di una minoranza.
Ma tali definizioni sono il frutto di studio di molti esperti che, nel corso del tempo, hanno cercato di migliorare il concetto di Bene Culturale e/o Patrimonio Culturale.
Ci sono fiumi di parole su questi argomenti ed esiste una legislazione ben precisa a cui bisogna attenersi.
In questo periodo, chi si occupa di questi argomenti segue una sorta di filiera che parte dal riconoscimento, alla conoscenza, all diagnostica, e finisce con la valotizzazione, fruizione e gestione dell'intero Patrimonio.
Se pensiamo ad uno stemma: in primis va riconosciuto, cioè rientra fra gli stemmi, vi appartiene, poi va conosciuto, cioè studiato, attribuito ad una famiglia, qualora fosse uno stemma su supporto cartaceo o uno stemma in marmo o in qualsiasi materiale, ne va diagnosticato "lo stato di salute" per salvaguardarlo, restaurarlo e , dunque, valorizzarlo affinchè tutti ne possano usufruire e così, infine, può essere gestito, secondo vari tipi di esigenza legate al manufatto materiale o immmateriale.
"Gestire uno stemma" è diverso da "gestire un intero parco archeologico"!
miss hompesch
 

(lam)passiamo oltre

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 23 gennaio 2008, 13:27

Cara miss hompesch, se mi dà del lei non posso darle del tu e chiedo scusa. Lei è molto istruita, preparatissima e preziosa, se ne sono accorti tutti(e pure molto simpatica, aggiungo io!). Ma l'araldica ed il blasone sono(perlomeno dovrebbero essere) materia per tutti, quando per lavoro ero in Sicilia ho frequentato locali conoscitori della medesima analfabeti e semianalfabeti che mi hanno indicato e letto(solo i colori e le figure, non i motti, naturalmente) numerosi stemmi. Io, laureato in Lettere, prima di allora, non ci capivo un'acca. La pur spesso doverosamente criticata araldica da bancarella sta contribuendo a ripubblicizzarla.Miriadi di italiani hanno un quadretto araldico a casa o sul posto di lavoro; ad un mio amico portiere di stabile(sà comunque leggere) ho fatto evidenziare in giallo la scritta "potrebbe non esserci parentela" e gli ho spiegato che il suo era solo un omaggio ad un'altra famiglia, più o meno omonima(questo non l'aveva capito!). Ma, in risposta ad una mia domanda, ha saputo leggere e spiegare la descrizione dello stemma. Un caro saluto, Fabrizio
fabrizio guinzio
 
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Messaggioda miss hompesch » mercoledì 23 gennaio 2008, 13:55

Mio caro Fabrizio,
sempre dal mio primo interventoo su questo argomento, ho precisato che, a mio parere, per l'Araldica va migliorato il linguaggio e la sua sintassi affinchè tutti possano usufruirne e cogliere la bellezza artistica e anche storica di questi manufatti.
Ma, ahimè, affranta noto che non sono in molti ad aver letto ciò che ho scritto con attenzione! O, forse, anche il mio linguaggio è incomprensibile!!!!
Non mi faccia tornare in uno stato di lampassamento totale!!! :D :) :) :?:
Ultima modifica di miss hompesch il mercoledì 23 gennaio 2008, 13:57, modificato 1 volta in totale.
miss hompesch
 

Messaggioda Grimaldi » mercoledì 23 gennaio 2008, 13:57

miss hompesch ha scritto:Mio caro Fabrizio,
sempre dal mio primo interventoo su questo argomento, ho precisato che, a mio parere, per l'Araldica va migliorato il linguaggio e la sua sintassi affinchè tutti possano usufruirne e cogliere la bellezza artistica e anche storica di essi.
Ma, ahimè, affranta noto che non sono in molti ad aver letto ciò che ho scritto con attenzione!
Non mi faccia tornare in uno stato di lampassamento totale!!! :D :) :) :?:



Gentile signora
ma non crede, anche lei, che "rimodernizzando" il linguaggio araldico si possa perdere la bellezza, la suggestione e la storicità di tanti termini?
Grimaldi
 

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Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 23 gennaio 2008, 14:10

Credo che quanto da te segnalato, Giovanni, sia secondario rispetto all'obbiettivo di miss hompesch. Cercherò di rileggere quanto postato da miss hompesch e capire! Ahimè, sono del segno zodiacale del un pò ottuso toro! L'obbiettivo della nostra miss è nobilissimo, ma non riesco a sintonizzarmi con Lei! A comunicare! Ne sono veramente dispiaciuto. Ma non mi arrendo! Ci devo riuscire.Un caro saluto, Fabrizio
fabrizio guinzio
 
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Messaggioda miss hompesch » mercoledì 23 gennaio 2008, 14:11

Assolutamente no, mio caro Grimaldi!
Ciò che è arte è lo stesso stemma con i suoi colori, le sue forme, i suoi materiali etc etc
Quel linguaggio che io definisco obsoleto di certo non va dimenticato: sarà compreso dagli esperti, ne va capita e valorizzata la sua evoluzione ma è compito di questi stessi esperti divulgare quest'arte in una lingua comprensibile a tutti poichè è diritto di tutti poter comprendere e godere di tale forma d'arte.
Il tecnicismo è d'uopo in ogni linguaggio rappresentativo dii una scienza ma la divulgazione implica la capacità di renderlo adatto a tutti.
Considerando anche che, come la preparatissima e e espertissima Silvia ha altrove sottolineato, il linguaggio originario araldico era molto più semplice e privo di virtuosismi linguistici che rendono tali descrizioni assolutamente misteriose e incomprensibili alla maggior parte del genere umano.
miss hompesch
 

Messaggioda Grimaldi » mercoledì 23 gennaio 2008, 14:15

Gentile signora
ogni arte ha i suoi "linguaggi", evoluti per una ragione o l'altra.

Forse l'araldica moderna è un pò "barocca" ma tant'è.

E chiedere di "modernizzare" la stravolgerebbe.

Non esistono linguaggi tecnici negli sport, negli hobby, etc. etc.?

Perfino nella scienza allora dovremmo modernizzare con termini accessibili a tutti?

Ricordo ancora il mitico Pasquale Zagaria in "Vieni avanti cretino"
che non sapeva a quale uccello, specie, ordine, sottordine etc., appartenesse il didietro di un piccolo pennuto.... :D
Grimaldi
 

(lam)passiamo oltre

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 23 gennaio 2008, 14:39

No,Giovanni, il linguaggio araldico non và assolutamente fossilizzato! Ho, forse, finalmente, capito la nostra miss hompesch. Gli araldi, come ha affermato pierfe, sono la vita ed il futuro dell'araldica. Senza trascurare l'antico per gli stemmi del secondo 1900 e del 2000 necessitano nuovi dizionarii araldici, aggiornati. Un caro saluto, Fabrizio
Ultima modifica di fabrizio guinzio il giovedì 24 gennaio 2008, 10:29, modificato 3 volte in totale.
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linguaggio

Messaggioda Fritz » mercoledì 23 gennaio 2008, 15:02

Ho letto i vari interventi.... Siccome sono testardo, ritorno a fare una domanda che ho fatto ier l'altro.
Quale potrebbe essere l'Istituzione, l'Ente, l'Associazione, il Circolo Culturale, la Società di Studi, che abbia l'autorevolezza (non parlo di autorità) per fare proposte concrete di un nuovo e più comprensibile linguaggio araldico?
Faccio solo due nomi: qualcuno di voi crede che una qualsivoglia proposta fatta da IAGI sia accettata dalla Società Italiana Studi Araldici?
Io ne dubito, ma forse sono troppo bogianen :)
Fritz
 

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Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 23 gennaio 2008, 15:15

Solo il relativo uso, caro Fritz. Pubblicati nuovi dizionarii, l'uso farà legge. La stessa Consulta araldica(come ha ricordato Guido5 aveva tra l'altro abolito il termine lampassato per usare solo il linguato) ha ripetuto che l'obbligo di usare il suo vocabolario ufficiale concerneva solo essa! Il lampassato, come si evince dai blasoni da me postati(scelti a caso!) continua ad essere usato dai più rinomati araldisti! Mi scuso di non aver postato le descrizioni di stemmi promesse(testuale del Reinhardt:"la descrizione sintetica degli stemmi tenta di mantenere una via di mezzo fra il gergo"(sic)"dell'araldica e un linguaggio comprensibile a tutti", sono solo rimandate. Un caro saluto, Fabrizio
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Messaggioda miss hompesch » mercoledì 23 gennaio 2008, 22:21

Suvvia non siate tristi: tutto scorre e si evolve.....
E' la vita: ad esempio io divento ogni giorno più bella eh eh eh :D
miss hompesch
 

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Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 24 gennaio 2008, 10:23

Incoraggiati dalla nostra miss, posto alcune descrizioni di stemmi del ripetuto volume. E' peraltro un bel libro e per fortuna è corredato da bei disegni degli stemmi. Malatesta:"lo stemma dei Malatesta mostra tre teste maschili dorate in campo verde. Presenta anche campi a quadri rosso e oro." Appiani:"lo stemma della famiglia Appiani è un quadripartito. Nel primo e terzo campo in argento figura una griglia trasversale nera coricata, mentre nel secondo e nel quarto campeggia lo stemma di casa Aragona, suddiviso in più colonne, presentando tra l'altro gigli in campo azzurro."Caracciolo:"lo stemma dei Caracciolo, che presenta variazioni nei numerosi rami della famiglia, mostra come elemento di base punte azzurre in basso e barre trasversai rosse e dorate in alto". In araldica la descrizione dello stemma ovvero blasone deve e sempre dovrà poter sostituire l'immagine. Un caro saluto, Fabrizio
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Messaggioda Al Salah ad Din Ayyub » giovedì 24 gennaio 2008, 12:42

Buon pomeriggio, Guinzio effendi.
In araldica la descrizione dello stemma ovvero blasone deve e sempre dovrà poter sostituire l'immagine

Condivido la Sua affermazione, ma, salvo errori e omissioni di comprendonio da parte mia, gli esempi di descrizione da Lei riportati non mi sembrano tali da far capire lo stemma, se non per grandi linee.
Dove sbaglio?
Al Salah ad Din Ayyub
 

Re: (lam)passiamo oltre

Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 24 gennaio 2008, 12:53

fabrizio guinzio ha scritto:Incoraggiati dalla nostra miss, posto alcune descrizioni di stemmi del ripetuto volume. E' peraltro un bel libro e per fortuna è corredato da bei disegni degli stemmi. Malatesta:"lo stemma dei Malatesta mostra tre teste maschili dorate in campo verde. Presenta anche campi a quadri rosso e oro." Appiani:"lo stemma della famiglia Appiani è un quadripartito. Nel primo e terzo campo in argento figura una griglia trasversale nera coricata, mentre nel secondo e nel quarto campeggia lo stemma di casa Aragona, suddiviso in più colonne, presentando tra l'altro gigli in campo azzurro."Caracciolo:"lo stemma dei Caracciolo, che presenta variazioni nei numerosi rami della famiglia, mostra come elemento di base punte azzurre in basso e barre trasversai rosse e dorate in alto". In araldica la descrizione dello stemma ovvero blasone deve e sempre dovrà poter sostituire l'immagine. Un caro saluto, Fabrizio


Tali descrizioni usanti sicuramente un linguaggio più semplice, forse permettono a chiunque di farsi un'idea degli stemmi riportati, ma non un quadro perfetto. Il linguaggio araldico magari non permette al neofita di comprendere la composizione di uno stemma (ma del resto, al neofita poco interessa conoscere la blasonatura di uno stemma, interessa vedere lo stemma e basta), ma almeno fornisce a chi conosce l'araldica un quadro d'insieme migliore rispetto alle descrizioni riportate.
Insomma, per far rivivere l'araldica (perosnalmente non la ritengo affatto morta), bisogna far comprendere alle persone la sua storia, le sue tradizioni e le motivazioni che stano alla base di determinati simboli e determinate evoluzioni. Cambiare il linguaggio delle blasonature mi pare poco significativo. Come scritto precedentemente, il neofita non acquisterà uno stemmario perchè le blasonature sono comprensibili anche alla sua poca conoscenza della materia, ma perchè ci sono tanti stemmi dipinti da visionare.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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