T.G.Cravarezza ha scritto: (...) Ormai nelle classi nobiliari dello SMOM, per quanto concerne gli italiani, io ritengo vi siano ascritti solamente i "discendenti" di famiglie nobili che lo SMOM, con la sua autonomia in materia, può giudicare assimilabili ai nobili, giuridicamente sanzionati, di Paesi dove la nobiltà è ancora riconosciuta dalla legge (es. la Gran Bretagna). Inoltre l'ingresso in un ordine che prevede determinati requisiti per l'ascrizione in una determinata categoria, può rappresentare una sorta di "riconoscimento" della nobiltà, ma tale riconoscimento ha validità proprio dalla sanzione/certificazione che un ente autonomo, sovrano, dotato di fons honorum concede e ha valore non perché Tizio afferma di essere nobile, ma perché un "terzo" (l'ordine) riconosce tale posizione e conferisce a tale status specifici diritti e doveri, seppur minimi (trofeo sulla decorazione, gigli sulla croce, "consiglio/precedenza" di nomina come delegato...).
Ti ringrazio, riporti una gradita opinione personale che, so per certo, è molto minoritaria tra i tuoi confratelli.
Il fatto che lo SMOM ed altri ordini ( per me lo SMOC ) effettui un una azione ricognitiva significa che ha
qualcosa da riconoscere , oggi nel 2013, riconosce una dignità nobiliare .
Il fatto che questa ricognizione sia all' interno di un ordine e spesso, ma non sempre coincide con quella di un altro Ordine non inficia un fatto innegabile :
L'Ordine coopta un cavaliere in una classe nobiliare solo dopo aver verificato se vi siano le condizioni per poterlo fare , non coopta certo a vanvera .
Per l'ingresso in una classe nobiliare SMOC è valida l'appartenenza a corrispondenti classi SMOM e di un altro Ordine spagnolo .
Da noi
attualmente occorre una genealogia dettagliata nella quale venga dimostrata la dignità nobiliare , nonché i certificati sacramentali di battesimo e di nozze degli ascendenti per almeno cento anni, per dimostrarne la legittimità e l'appartenenza fedele a S.R.C.
Quindi come dici , non entra Tizio che afferma di essere nobile ma chi può dimostrarlo con un processo nobiliare in tre gradi di giudizio.
Quindi , per quanto interno ad un Ordine, non viene riconosciuta la simpatia o il conto corrente di tizio ma la di lui appartenenza ad uno famiglia tradizionalmente nobile , oggi non riconosciuta tale dalla Repubblica Italiana . All'interno dell'Ordine o nel cerchio di amicizie l'uso cortese di un titolo o di una dignità nobiliare è giustificata anche se non riconosciuta dalla legge.
L'ingresso in una categoria nobiliare cavalleresca non è dettata da ricchezza, l'influenza all'interno della società di appartenenza, e la capacità di gestire la cosa pubblica ma da altre di carattere etico-religioso e di appartenenza ad una famiglia del ceto dirigente.
I preposti al processo di ammissione di una classe nobiliare non indagano se nel 1535 il settimo avo è stato allontanato dal consiglio nobile di Milano perché pizzicato mentre rubava una gallina , bensì il rapporto genealogico ininterrotto con un personaggio appartenente ad un ceto nobiliare.
Secondo un rapporto del CNI , mentre diminuiscono le famiglie nobili in Italia ( come tali riconosciute da questo sodalizio privato ) il numero degli appartenenti è stabile , comunque stiamo parlando di categorie elitarie all'interno di Ordini elitari, il numero non ha soverchia importanza ...