Credo che la miglior soluzione a questo “piccolo dilemma” sia quella di proporre agli organizzatori di introdurre la possibilità di indossare l’uniforme nell’edizione del prossimo anno, in modo che ogni uno possa indossare liberamente ciò che desidera senza uscire dalle regole imposte dall’invito (cosa che sarebbe veramente inelegante).
Tra l’altro, se fosse possibile indossare l’uniforme, inviterei i gentiluomini che ne hanno una per ovvi motivi ad indossarla senza preoccuparsi di essere “gli unici o fra i pochissimi” come si era detto nei primissimi commenti, infatti, non bisogna affatto temere di indossare un’uniforme che esprime altri valori morali e civili.
Sarei invece d’accordo sull’uso sia dello smoking che del frac, tra l’altro un abito da sera (almeno in tempi recenti), non esclude l’atro se non esplicitamente indicato nell’invito, come negli esempi mostrati qui sotto (foto del gran gala "Le Notti del Meditteraneo" organizzato dall’associazione Les Etoiles):
Osservando i frac, impeccabile è il Conte Giancamillo Custoza de Cattani nella prima foto a sinistra, mentre Luigi Bruccoleri (seconda foto a sinistra) commette un errore grossolano indossando un gilet troppo lungo. Entrambe usano decorazioni da collo che risultano più che accettabili, ma anche in questo caso, si dovrebbe osservare cosa dice l’invito.
Un vecchio invito del 1939 citava:
Le Signore in toletta da sera.
I Signori in uniforme o in abito di società con gilet nero e decorazioni.
Oggi dire semplicemente “abito di società” potrebbe far pensare sia al frac che allo smoking (al tempo ovviamente si parlava dal frac), ma come potere leggere si indicava esplicitamente la possibilità di usare l’uniforme e le decorazioni.