Semel nobilis homo , semper nobilis homo

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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 2 novembre 2009, 14:38

Chiedo scusa che mi sono spiegato male! Quello che desidero dire è proprio che anche l'araldica italiana è stata realtà di famiglie borghesi, mi sono lamentato del fatto che ovunque trovati stemma/casato si pensi solo a famiglie nobili: stemmario del Pasinati(famiglie di ogni sorta!), dizionario Crollalanza(famiglie nobili e notabili - che se tali sono non sono nobili) chi più ne ha più ne metta. L'araldica borghese ed i casati borghesi sono anche per me paritetico oggetto dell'araldica privata. Non comprendo invece perchè sia uno scandalo e non una realtà positiva la eventuale tutela statale e registrazione degli stemmi privati sia nobiliari che borghesi; perlomeno evita il rischio dell'involontario furto di emblemi storicamente ed attualmente altrui. In Spagna poco tempo fa bastava farselo registrare da ente e autorità araldiche locali, da noi durante il primo regno d'Italia stemmi borghesi ovvero di cittadinanza venivano ufficialmente tutelati(da noi serviva però un uso familiare da perlomeno 3 generazioni, non richiesto dagli spagnoli). Il Re non regnante Umberto II ne ha riconosciuti alcuni motu proprio. Anche l'associazione nobiliare italiana(CNI) con sue private delibere tutela, moralmente, gli stemmi di cittadini, perlomeno così è scritto nel Manuale del Caratti di Valfrei. Anche il Montauto parla di araldica privata tutta, l'errore di farla tutta nobiliare e non occuparsene è attuale e risale all'amministrazione statale repubblicana. Spero di essere riuscito a spiegarmi, ciao, aspetto il vostro aiuto!
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda Guido5 » lunedì 2 novembre 2009, 18:34

Cari amici,
faccio un tentativo di riportare il dibattito al postulato del titolo perché temo che a questo punto sia cosa molto ardua districarsi in mezzo a tutto quanto è stato scritto, anche fuori dal seminato. Mi rifaccio al già citato trattato di nobiltà di Giovanni Pietro de’ Crescenzi “Il Nobile Romano” (Bologna, 1693).
L’opera parte da una premessa quasi ovvia: “La Nobiltà è una voce non univoca, perciò a più cose di natura diversa con notabile diversità di senso si adatta; dipende tuttavia da quest’altra di [/i]Noscibilità[/i], onde a questa maniera Nobile si potria dire ogni conosciuta persona, od ogn’altro eccellente individuo nella propria specie”. Tuttavia - osserva l’autore – “Varie specie di Nobiltà quinci assegnarono alcuni. La prima dissero della Fortuna; & è quella, che l’antichità della famiglia li dà ... La seconda tirarono dalla Virtù: ed è quella, della quale ogni huomo da bene si può pregiare ... La terza specie ha suggerita Socrate; ci viene dalla natura, & è comune a’ bruti; ... la dove interrogato quel Filosofo, che cosa si fosse Nobiltà, rispose, una buona temperatura d’animo, e di corpo”. “Non discordano in essenza – aggiunge - i Giureconsulti, che parimente in tre specie dividono la Nobiltà. Nobiltà Teologica dicono quella che può solamente giustificarsi al Tribunale di DIO ... Nobiltà naturale chiamano quella, che per diritto naturale fin dal principio del Mondo iure gentium istituita ci viene, come merito ereditario, dalla virtù degli Avi, e dal valore della stirpe ... Nobiltà Politica è quella che, che per le patrie leggi, ò per decreti de’ Prencipi a noi si deve”.
Se è vero che per il Crescenzi la nobiltà quanto più è antica tanto più è stimata e nobile, penso che quella del sangue si possa identificare con quella “storica”. E quella del sangue è – sempre per il Crescenzi - la vera nobiltà, la sola che non può essere data da “patenti”, può “stare senza ricchezza”, non si perde “per arti vili” (anche se ne perde lustro) e non si può togliere, al pari di quella “teologica”. Il postulato dunque penso che valga anche oggi per le “famiglie storiche”, siano esse titolate o no.

Ciao a tutti!
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 3 novembre 2009, 12:35

Mi trovo in sintonia sia col Crescenzi che con te, Guido. Solo su due(forse) o un punto, la penso diversamente:1) pur significando il termine nobilis solo noscibilitas e i successivi significati di nobilitas generati e dagli ideali(molto più) che dalla effettiva realtà storica della categoria nobiltà familiare alias sanguinis, che ha vinto anche la guerra delle parole(nobile è divenato sinonimo di molte qualità positive), non concorderei col Crescenzi se afferma che vera nobiltà sia solo quella ereditaria familiare, esisteva ed esiste anche quella personale non intendendo la titolatura solo individuale ancora oggi prevista ma il senso ulteriore assunto dal termine nobile; 2) per quanto riguarda le famiglie storiche(o altri aggettivi preferiti), penso sia da rispettare il desiderio di quelle antiche famiglie italiane che intendono mantenere l'aggettivo araldico di borghesi. Continuo a pensare che una antica famiglia borghese sia degna dell'interesse dell'araldica alla pari di una aristocratica , lo era ieri e mi sembra continui ad esserlo anche oggi. L'aggettivo notabili è stato inventato dagli araldisti proprio per estendere l'opera storica a tutte le famiglie degne di, appunto, nota. Famiglie storiche dovrebbero essere tutte le notevoli(l'aggettivo che, personalmente, preferisco). Cosa intendeva il Crescenzi per nobiltà teologica? In un testo ho letto che araldicamente la maggior gloria di una famiglia sono i servi di Dio, i venerabili, i beati, i santi; è questo il concetto crescenziano? In tal caso, concordo anche su questo! Ciao e grazie,
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda Guido5 » martedì 3 novembre 2009, 16:07

Caro Fabrizio,
speravo che la parola “araldica” non comparisse più nel dibattito perché mi sembra quella che genera maggior confusione.
1 – Che esista anche una nobiltà “personale” mi sembra implicito in tutto il discorso: se il Crescenzi parla di “avi”, qualcuno avrà pur cominciato...
2 – L’aggettivo “borghese” ha un’evoluzione semantica molto lontana dalla parola “borgo” che ne è alla base, ed è legata al contesto storico. Dapprima ha indicato una classe sociale, fatta soprattutto di mercanti, intermedia fra i nobili e gli altri abitanti del circondario; nel Medioevo è stato riferito agli abitanti dei borghi affrancati dalla giustizia feudale; dopo la rivoluzione francese è stato applicato alla classe benestante in opposizione a quella operaia. Oggi non mi sembra che abbia un significato preciso, nemmeno nell'espressione "vestire in borghese".
3 - Della “nobiltà teologica” il Crescenzi dice (libro I, cap. II, n. 9): “Parla Iddio di questa Nobiltà, quicumq; honorificaverit me, glorificabo eum; qui autem contemserint me, erunt Ignobiles. Escludasi perciò dal titolo di Nobile in questa specie l’Imperadore de’ Turchi, e ogn’ altro Rè, e potentato, benche sublime, che non ha parte con Christo, essendo egli diviso dalla sua Chiesa”. Seguendo l’antica versione della “Volgata” l’autore attribuisce la frase al primo dei quattro libri dei Regni, quello che oggi è il primo Libro di Samuele (1 Sam 2,30d).
A proposito di Turchia mi permetto una digressione su quello che era lo “status” di nobile per le famiglie “latine” dell’Impero ottomano (in realtà cristiane e per lo più cattoliche, visto che sono comprese anche quelle germaniche e slave). Un primo criterio era economico: diritto e obbligo di difendere e ampliare il territorio erano prerogativa dei musulmani e fra chi musulmano non era emergeva chi si occupava dei commerci internazionali, sostenendo così le finanze dello Stato. Il secondo criterio era “diplomatico”: il problema delle lingue dava una funzione importantissima ai “dragomanni” (traduttori), veri e propri “alter ego” degli ambasciatori e dei consoli stranieri. Terzo criterio quello ecclesiastico (soprattutto per i vescovi) per le responsabilità anche civili che l’incarico comportava. Non poche le famiglie nelle quali i tre criteri convergevano.

Ciao a tutti!
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 3 novembre 2009, 21:03

Grazie delle ulteriori notizie Guido. In una conferenza avevano parlato di famglie latine ottomane e, sinceramente, non avevo capito che realtà fossero! Per la parola araldica, temo sia indispensabile per capirsi. In un popolarissimo film una fanciulla italiana domanda ad un francese: siete di famiglia nobile o borghese? E' una domanda araldica comprensibile da un botticellaro romano, un tassista torinese, una casalinga trevigiana, da fabrizio guinzio etc. Le altre disquisizioni, perdonatemi, ho bisogno di ulteriore aiuto. Per esempio carissimo Franz, l'araldica privata, stemmi di singole persone o famiglie, secondo te chi riguarda e chi se ne deve occupare? Ciao e grazie,
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 3 novembre 2009, 22:40

Non è difficile :
L'araldica è una delle scienze documentarie della storia ed è la scienza del blasone, cioè lo studio degli STEMMI. Essi sono detti anche armi o scudi (in gr. άσπις (àspis), donde il sinonimo "Aspilogia"). In altre parole è quel settore del sapere che ha lo scopo di individuare, riconoscere, descrivere e catalogare gli elementi grafici utilizzati, nel loro insieme, per identificare in modo certo una persona, una famiglia, un gruppo di persone o una istituzione.( dal web )

La fanciulla italiana che faceva una domanda ( molto stupida davvero ) ad un francese , faceva una domando sulla ( più o meno ipotetica e/o storica ) distinzione o stratificazione tra i ceti .

Non usiamo il termine "ARALDICA" in modo acritico , proprio in questo forum !
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 4 novembre 2009, 9:46

Ma in tutti i Manuali di Araldica che ho letto fino a tutt'oggi, la distinzione scientifica araldica fra famiglia borghese o nobile e relativi stemmi borghesi o nobiliari è sempre riportata(per esempio von Volborth, Caratti di Valfrei, Barbolani di Montauto). Anche in trasmissioni televisive sia Rai che di tivvù private con ascolti di massa si è potuto tranquillamente distinguere fra appartenenti a famiglie borghesi o nobili(naturalmente considerata la presenza di casi dubbii o di millantatori, ma per causa di questi dobbiamo abbandonare i casi certi?). Un qualsiasi italiano/a è in grado di capire questi termini araldici. Altre terminologie aggiuntive sono per specialisti e del tutto incomprensibili per il grosso pubblico. Perchè si desidera fare dell'araldica privata ed in particolare di quella nobiliare un qualcosa di misterioso, di esoterico, quando un mio carissimo amico contadino(non ho solo amici botticellari e tassisti o casalinghe) di Torre in Pietra è perfettamente in grado di elencarmi le famiglie aristocratiche del Nord - Fiumicinese? Rammento che parlo di nobiltà solo perchè questo topic è dedicato a ...nobilis...Non conosco la situazione del golfo del Tigullio, ma quando lavoravo ad Imperia non mi ricordo di aver avuto grandi difficoltà in materia. Basta considerare solo lo scientificamente certo, omettendo l'incerto. Carissimo Sergio, sono convinto che tu, con la tua preparazione, potresti tranquillamente compilare un elenco delle famiglie nobili liguri, estinte e fiorenti, con relativi stemmi ed un elenco di famiglie borghesi notabili; per quanto riguarda gli stemmi in caso di dificoltà è diventato usuale uno scudo con punto interrogativo se si ha la certezza che il casato ne abbia alzato uno anche se non lo si conosce, altrimenti si usa la cosiddetta tavola di aspettazione per casati che mai lo hanno usato. Ciao,
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 4 novembre 2009, 11:11

fabrizio guinzio ha scritto:Ma in tutti i Manuali di Araldica che ho letto fino a tutt'oggi, la distinzione scientifica araldica fra famiglia borghese o nobile e relativi stemmi borghesi o nobiliari è sempre riportata(per esempio von Volborth, Caratti di Valfrei, Barbolani di Montauto). Anche in trasmissioni televisive sia Rai che di tivvù private con ascolti di massa si è potuto tranquillamente distinguere fra appartenenti a famiglie borghesi o nobili(naturalmente considerata la presenza di casi dubbii o di millantatori, ma per causa di questi dobbiamo abbandonare i casi certi?). Un qualsiasi italiano/a è in grado di capire questi termini araldici. Altre terminologie aggiuntive sono per specialisti e del tutto incomprensibili per il grosso pubblico. Perchè si desidera fare dell'araldica privata ed in particolare di quella nobiliare un qualcosa di misterioso, di esoterico, quando un mio carissimo amico contadino(non ho solo amici botticellari e tassisti o casalinghe) di Torre in Pietra è perfettamente in grado di elencarmi le famiglie aristocratiche del Nord - Fiumicinese? Rammento che parlo di nobiltà solo perchè questo topic è dedicato a ...nobilis...Non conosco la situazione del golfo del Tigullio, ma quando lavoravo ad Imperia non mi ricordo di aver avuto grandi difficoltà in materia. Basta considerare solo lo scientificamente certo, omettendo l'incerto. Carissimo Sergio, sono convinto che tu, con la tua preparazione, potresti tranquillamente compilare un elenco delle famiglie nobili liguri, estinte e fiorenti, con relativi stemmi ed un elenco di famiglie borghesi notabili; per quanto riguarda gli stemmi in caso di dificoltà è diventato usuale uno scudo con punto interrogativo se si ha la certezza che il casato ne abbia alzato uno anche se non lo si conosce, altrimenti si usa la cosiddetta tavola di aspettazione per casati che mai lo hanno usato. Ciao,



Caro Fabrizio,
sulle storiche distinzioni di ceto tra famiglie ho già abbondantemente scritto e francamente mi dispiace ripetermi.

Ritorno solo una volta sul significato del termine ARALDICA noto che tu persisti ad usare in modo improprio

( secondo me , ma sono solo un allievo che intende imparare ed è per questo che mi sono iscritto allo IAGI e frequento il suo forum)

L'araldica è una delle scienze documentarie della storia ed è la scienza del blasone, cioè lo studio degli STEMMI .

Ritengo ogni altro significato improprio.

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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 4 novembre 2009, 11:41

GENS VALERIA ha scritto:
fabrizio guinzio ha scritto:Ma in tutti i Manuali di Araldica che ho letto fino a tutt'oggi, la distinzione scientifica araldica fra famiglia borghese o nobile e relativi stemmi borghesi o nobiliari è sempre riportata(per esempio von Volborth, Caratti di Valfrei, Barbolani di Montauto). Anche in trasmissioni televisive sia Rai che di tivvù private con ascolti di massa si è potuto tranquillamente distinguere fra appartenenti a famiglie borghesi o nobili(naturalmente considerata la presenza di casi dubbii o di millantatori, ma per causa di questi dobbiamo abbandonare i casi certi?). Un qualsiasi italiano/a è in grado di capire questi termini araldici. Altre terminologie aggiuntive sono per specialisti e del tutto incomprensibili per il grosso pubblico. Perchè si desidera fare dell'araldica privata ed in particolare di quella nobiliare un qualcosa di misterioso, di esoterico, quando un mio carissimo amico contadino(non ho solo amici botticellari e tassisti o casalinghe) di Torre in Pietra è perfettamente in grado di elencarmi le famiglie aristocratiche del Nord - Fiumicinese? Rammento che parlo di nobiltà solo perchè questo topic è dedicato a ...nobilis...Non conosco la situazione del golfo del Tigullio, ma quando lavoravo ad Imperia non mi ricordo di aver avuto grandi difficoltà in materia. Basta considerare solo lo scientificamente certo, omettendo l'incerto. Carissimo Sergio, sono convinto che tu, con la tua preparazione, potresti tranquillamente compilare un elenco delle famiglie nobili liguri, estinte e fiorenti, con relativi stemmi ed un elenco di famiglie borghesi notabili; per quanto riguarda gli stemmi in caso di dificoltà è diventato usuale uno scudo con punto interrogativo se si ha la certezza che il casato ne abbia alzato uno anche se non lo si conosce, altrimenti si usa la cosiddetta tavola di aspettazione per casati che mai lo hanno usato. Ciao,



Caro Fabrizio,
sulle storiche distinzioni di ceto tra famiglie ho già abbondantemente scritto e francamente mi dispiace ripetermi.

Ritorno solo una volta sul significato del termine ARALDICA che noto che tu persisti ad usare in modo improprio

( secondo me , ma sono solo un allievo che intende imparare ed è per questo che mi sono iscritto allo IAGI e frequento il suo forum)

L'araldica è una delle scienze documentarie della storia ed è la scienza del blasone, cioè lo studio degli STEMMI .

Ritengo ogni altro significato improprio.

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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 4 novembre 2009, 11:44

Allora dovrei cancellare a penna rossa i termini nobile notabile borghese(li ho tradotti in italiano) ed il connesso relativo significato in araldica dal, per esempio, dizionario araldico e grammatica araldica francesi che ho acquistato a Parigi? E dovrei pure depennare le voci araldiche nobiltà distinta civiltà del libro "La storia della tua famiglia" scritto dal nostro Presidente? Nello studio degli stemmi non è da precisare che si tratta di uno stemma di araldica pubblica(per esempio comuni, provincie etc. ecclesiastici corpi militari ed altre istituzioni) o di uno stemma di araldica privata personale o stemma familiare trasmissibile che è, se nobiliare, intrinsecamente connesso al relativo titolo/qualifica e quindi non - tutelato nel nostro attuale ordinamento giuridico, mentre la dottrina giuridica prevalente afferma che uno stemma di famiglia borghese potrebbe e dovrebbe invece essere tutelato? Non è quindi potenzialmente utile distinguerli? Ma gli Uffici denominati araldici di vari Paesi del mondo non trattano proprio tutti questi argomenti considerati araldici? Devi protestare con loro e con i loro Governi, che usano impropriamente il termine araldica, io non c'entro. Mi dispiace contraddirti ma amicus Plato sed magis veritas, ciao,
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda Guido5 » mercoledì 4 novembre 2009, 13:36

Caro Fabrizio,
durante il convegno di Bologna il prof. Luigi Borgia - che ha collaborato con Bascapè e Del Piazzo a "Insegne e simboli" - ha parlato della nascita e dello sviluppo del fenomeno araldica, chiarendo tra l'altro, il duplice valore delle armi (lo scudo è "arma", anche se di difesa) come segno di riconoscimento della persona e come distintivo di carica o di dignità, personale o ereditaria, grazie agli ornamenti esterni.
Sostenere però che l'araldica sia la "scienza" che si occupa della nobiltà - e, se non prendo una colossale cantonata, mi sembra che questa sia la tua tesi - ritengo che equivalga a dire che l'influenza si determina con il termometro. Il termometro misura la tua temperatura corporea, che di solito aumenta in presenza di una forma influenzale, così come la presenza (o assenza) di particolari "timbri" araldici indica - ma sappiamo che non sempre è così - che la persona o la famiglia ha un determinato incarico o titolo nobiliare.

Ciao a tutti!
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 4 novembre 2009, 13:55

Vorrei solo dire che si occupa anche degli stemmi delle famiglie nobili, e che non vedo dove sia la difficoltà a distinguerle dalle borghesi, aggiungendo inoltre che non sono sempre necessari gli ornamenti esterni per sapere a che realtà si riferisca uno stemma. Un valido e decisivo aiuto è il nome(di città di famiglia e di quant'altro) abbia alzato(e magari ancora alzi) l'arme. Niente di più e niente di meno, ciao,
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda Sigillum1 » mercoledì 4 novembre 2009, 14:09

Caro Fabrizio, ti sarò grata di una lettura più attenta di quel che io e Sergio abbiamo scritto in proposito, e innanzitutto che puoi serenamente continuare a classificare le famiglie con gli epiteti che ritieni più opportuni (nobili, notabili, distinte, e quant'altro la tua e l'altrui fantasia ti suggeriranno): su questo, a mio personale avviso, passatempo piuttosto noioso, nulla abbiamo avuto da eccepire, mi pare che ciascuno possa sceglierselo, il passatempo, e abbiamo soltanto messo in dubbio la legittimità storica di tali classificazioni.
Quel che fatichiamo a farti comprendere è che la nobiltà e tutte le qualifiche che intorno ad essa sono sorte non hanno nulla a che fare con la disciplna che si chiama Araldica, la quale è essenzialmente un linguaggio figurato, rappresentato su uno scudo, attraverso il quale individui, famiglie, stirpi, enti, persone si autorappresentano storicamente; non conosco il linguaggio dei media su questa disciplina e mi pare, in ogni caso, che non ci riguardi, o soltanto nella misura in cui dovremmo probabilmente intervenire per correggerlo, se riteniamo, e mi pare che questo forum ritenga, di conoscerla abbastanza. bene: non siamo mica qui assecondare le ignoranze altrui, semmai per correggerle, ed è questo, credo, che si propone l'Istituto quando organizza corsi di formazione.
Il linguaggio araldico è ed è stato sin dalle sue origini, in possesso di tutti: non esiste un'araldica nobiliare, esistono scudi appartenenti a dinastie o a famiglie nobili, come esistono scudi appartenenti ad umili artigiani e persino a contadini, tutti potenzialmente ereditari, perchè il sistema araldico si connota essenzialmente per la sua ereditarietà.
Si tratta di due saperi diversi che, quando necessario, si sostengono a vicenda e che non puoi proprio trattare nella forma che ci hai sinora mostrato, rendendo così inutili molte decine di anni di studi e di letteratura specialistica che sul tema è stata prodotta a livello europeo. E se, invece di continuare a leggere sempre gli stessi manuali, tu passassi una serata con Michel Pastoureau? Ciao. Silvia
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 4 novembre 2009, 15:33

Sinceramente non con l'altrui fantasia ma attenendomi all'operare degli Uffici araldici di Stati sovrani sia repubblicani che monarchici. Sono perfettamente d'accordo con te e con Sergio(per il Pastoureau, che ho già citato nel forum parlando di araldica come scienza ausiliaria della psicanalisi, aspettavo una edizione in italiano di uno dei suoi lavori principali, lo ordinerò in francese) sull'Araldica che riguarda le più diverse realtà, non la ho mai limitata alla nobiltà ma ritengo che dessa nobiltà esista in Europa(dove sia socialmente che giuridicamente, altrove - ho già postato le ulteriori possibilità; e pertanto possibile oggetto di studio e ricerca scientifica da parte degli studiosi) e l'araldica nel senso comune e in senso lato dovrebbe concernere oltre gli stemmi di qualsiasi tipologia anche la materia nobiliaria e cavalleresca. Anche in Francia è così, l'Ufficio araldico(pare si chiami Registro degli "sceaux") preposto è presso il Ministero della Giustizia. Ma la disciplina non prende il suo nome dagli araldi(anche essi spesso borghesi, il mitico francese Sicillo tradotto in italiano dal Papili con prefazione del Cardini era un borghese) che si occupavano sia dell'araldica strictu sensu che latu sensu, come oggi continuano a fare gli araldi irlandesi, britannici(pietà, non fatemeli elencare tutti) ed i loro Uffici statali? Se dobbiamo proporre qualcosa di diverso ed il Pastoureau ha scritto che con il termine araldica si debba parlare solo di stemmi e basta potrebbe pure avere ragione, ma temo abbia, per ora, perso perlomeno una guerra, non solo nel suo Paese ma anche all'estero.Sono riuscito a spiegarmi? Carissimi, lo spero tanto! P.S. il distinte non occorre, in Francia ed Italia basta e avanza il nobili e notabili, per la G.B. e altri Stati alla prossima favorevole occasione, magari poter parlare di persona con il ripetuto araldista francese, preferirei parlasse con gli psicanalisti italiani che fruiscono dei suoi lavori e lo citano espressamente! Sarebbe molto ma molto utile! Ciao,
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Re: Semel nobilis homo , semper nobilis homo

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » mercoledì 4 novembre 2009, 18:13

fabrizio guinzio ha scritto: Anche in Francia è così, l'Ufficio araldico (pare si chiami Registro degli "sceaux") preposto è presso il Ministero della Giustizia.


La Repubblica francese non ha alcun "ufficio araldico" che disciplini la materia sia in ambito pubblico o privato, così come non ha una sorta di legislazione araldica vigente.

Vi sono sia delle commissioni dipartimentali composte da storici e archivisti locali che emettono dei pareri consultivi non vincolanti nell'eventualità di richieste da parte dei comuni. Così come esiste una Commission Nationale d'Héraldique agli Archives Nationales che, parimenti, ha solo uno scopo consultivo non vincolante per il Comune che ne richieda il parere.

http://www.archivesdefrance.culture.gou ... eraldique/

«La Commission nationale ne peut émettre qu’un simple avis, les communes disposent, en application des lois de décentralisation, d’une pleine compétence pour définir leurs armoiries.»

Il voto del consiglio comunale è l'unico atto giuridico che in Francia determina l'ufficialità di uno stemma comunale.
Libero è l'uso degli stemmi privati.

L'ufficio citato è invece una sezione archivistica del ministero della Giustitzia francese: Affaires civiles et du sceau.

Saluti

F.

P.S. Si resta sorpresi nel constatare come a fronte della magistrale esposizione di Silvia e il gustoso esempio di Guido che hanno ancora la pazienza di spiegare un dato ormai accettato da decenni, che l'araldica è una cosa e la nobiltà e il diritto nobiliare un'altra, si continui a voler unificare le due cose... indicando Pastoureau addirittura come un perdente... (ah, a proposito Pastoureau è proprio uno dei membri di questa Commission Nationale d'Héraldique... fortunata la Francia :D... e non male per uno che ha "perso le guerra" in patria)

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