Pasquale M. M. Onorati ha scritto:solo oggi mi sono accorto di questa bella discussione...
Ma come? Solo oggi? Proprio quando servivano rinforzi sur les remparts de Gaete... Lei ci sfuggiva?...
Un saluto
FJVT
Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini
Pasquale M. M. Onorati ha scritto:solo oggi mi sono accorto di questa bella discussione...

Franz Joseph von Trotta ha scritto: Ma come? Solo oggi? Proprio quando servivano rinforzi sur les remparts de Gaete... Lei ci sfuggiva?...
Un salutoFJVT
, ma cercherò di rimediare!
. In questo modo una zona povera diventa poverissima, e dei morti di sonno del nord (non si chiama furto?) si riempiono le tasche. Chi vuole la secessione o la supremazia del Nord, o vuole parlare di Storia (?) pro domo sua, sappia un proverbio che gira da secoli in Sicilia: "Italia senza Sicilia nulla conta, Sicilia senza Italia nun si nni scanta (non ha paura). Qualcuno ha mai sentito parlare del M.I.S. Movimento Indipendentista Siciliano, che stava portando la Sicilia, dopo il 1945, a diventare uno stato americano? E mi fermo qui, per non andare troppo fuori Topic.
Carfi ha scritto:Quindi, come diciamo noi a Roma, "damose 'na calmata", ed aggiungo tutti quanti.

Carfi ha scritto:A mio avviso, e senza tanti preamboli o dotte disquisizioni, dall'una e dall'altra parte, i FATTI stanno così:
- dal Nord sono calati 1000 individui per andare a decidere quello che devono fare quelli del sud.
Chi gliel'ha chiesto?
Saddam Hussein nell'aggredire il Kuwait fu più garbato.
- oggi, sempre dal Nord, altri individui, rinnegando quello che fecero i loro nonni bergamaschi, compreso un bambino di 14 anni, decidono ANCORA anche per il sud, e chiedono e vogliono la secessione, e si permettono discettare e continuare a sfruculiare (come direbbero garbatamente a Napoli), o continuare a rompere i cabasisi (come direbbe, con poco garbo il siculo Montalbano).
Anche in questo caso, dopo 150 anni, si vuole e fare disfare dei meridionali.
Sono d'accordo, sorvolando quasi su tutto, ricordando piccole bazzecole:
- riavere indietro 1 miliardo e 300 milioni dell'epoca (900 del Banco di Sicilia + 400 del Banco di Napoli), portati via a Torino. In questo modo una zona povera diventa poverissima, e dei morti di sonno del nord (non si chiama furto?) si riempiono le tasche. Chi vuole la secessione o la supremazia del Nord, o vuole parlare di Storia (?) pro domo sua, sappia un proverbio che gira da secoli in Sicilia: "Italia senza Sicilia nulla conta, Sicilia senza Italia nun si nni scanta (non ha paura). Qualcuno ha mai sentito parlare del M.I.S. Movimento Indipendentista Siciliano, che stava portando la Sicilia, dopo il 1945, a diventare uno stato americano? E mi fermo qui, per non andare troppo fuori Topic.
Quindi, come diciamo noi a Roma, "damose 'na calmata", ed aggiungo tutti quanti.
Giuseppe Carfì di Serra Rovetto Boscopiano
“Per Aspera Ardua”
“Quando arrivi in Vetta ad un Monte, non fermarti, continua a salire”
![angelo [angel]](./images/smilies/angel_not.gif)
Cronista di Livonia ha scritto: Si e' gia' dimostrato altrove che il Nord spese una gran fetta di quella cifra per lo sviluppo delle ferrovie del Sud, ferrovie sostanzialmente inesistenti prima della conquista.
Cronista di Livonia ha scritto:Il fatto che le ferrovie del Sud costruite dai conquistatori del Nord siano coste oltre 100 milioni dell'epoca e' una dato economicamente significativo che nessuno puo' negare.
Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Per la cronaca, la filiale di Napoli, che aveva cercato di appoggiare S.M. Francesco II durante l'assedio di Gaeta e il successivo esilio, fu costretta a chiudere poco dopo l'Unità, nel 1863.
A presto.
PMMO

Cronista di Livonia ha scritto:Ben diverso lo scarto ferroviario. Saro' pure fissato, ma le ferrovie erano un chiaro indice di sviluppo e di investimento, il ben piu' ricco ed ampio Regno del Sud ne era praticamente privo, il piccolo e povero Stato del Nord (che di costa comunque dal 1730 3 dal 1815, ripeto, ne aveva mica poca) ne era riccamente dotato. Misteri.
Facile coprire di traversine e binari un territorio piatto ed esteso, come la pianura padana.
Il quale, per una buona metà, nei primi decenni dell'Ottocento era in mani austriache.
Ignoro se e quante traversine e binari siano stati posti in essere dai nostri attuali vicini di Oltrebrennero, e quindi lasciate in eredità al Piemonte.
Il fatto che le ferrovie del Sud costruite dai conquistatori del Nord siano coste oltre 100 milioni dell'epoca e' una dato economicamente significativo che nessuno puo' negare.
Facile spendere "poco" per coprire di traversine e binari il territorio piatto ed esteso di cui sopra.
Specie se già in parte dotato di essi.
L'ex Regno meridionale, al contrario della pianura padana, è in ampia parte montano.
Facile spendere tantissimo per farci passare molti meno chilometri di binari rispetto alla pianura.
Infine, che anche l'Arsenale di Taranto fosse/sia un pezzo di ferrovia? A me non risulta ed a lei?
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia
Quindi, come diciamo noi a Roma, "damose 'na calmata", ed aggiungo tutti quanti.
'na calmata"
si arriva in cieloTilius ha scritto:Per beghe interne alla famiglia, soprattutto.
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