Repressione del legittimismo postunitario

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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 28 giugno 2010, 18:26

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:solo oggi mi sono accorto di questa bella discussione...


Ma come? Solo oggi? Proprio quando servivano rinforzi sur les remparts de Gaete... Lei ci sfuggiva?... :D
Un saluto :D
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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » lunedì 28 giugno 2010, 19:39

Franz Joseph von Trotta ha scritto: Ma come? Solo oggi? Proprio quando servivano rinforzi sur les remparts de Gaete... Lei ci sfuggiva?... :D
Un saluto :D FJVT


Ha ragione. Chiedo perdono [sorry.gif], ma cercherò di rimediare! [dev.gif]
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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda Carfi » lunedì 28 giugno 2010, 19:51

A mio avviso, e senza tanti preamboli o dotte disquisizioni, dall'una e dall'altra parte, i FATTI stanno così:
- dal Nord sono calati 1000 individui per andare a decidere quello che devono fare quelli del sud.
Chi gliel'ha chiesto?
Saddam Hussein nell'aggredire il Kuwait fu più garbato.
- oggi, sempre dal Nord, altri individui, rinnegando quello che fecero i loro nonni bergamaschi, compreso un bambino di 14 anni, decidono ANCORA anche per il sud, e chiedono e vogliono la secessione, e si permettono discettare e continuare a sfruculiare (come direbbero garbatamente a Napoli), o continuare a rompere i cabasisi (come direbbe, con poco garbo il siculo Montalbano).
Anche in questo caso, dopo 150 anni, si vuole e fare disfare dei meridionali.
Sono d'accordo, sorvolando quasi su tutto, ricordando piccole bazzecole:
- riavere indietro 1 miliardo e 300 milioni dell'epoca (900 del Banco di Sicilia + 400 del Banco di Napoli), portati via a Torino [mf_argue.gif] . In questo modo una zona povera diventa poverissima, e dei morti di sonno del nord (non si chiama furto?) si riempiono le tasche. Chi vuole la secessione o la supremazia del Nord, o vuole parlare di Storia (?) pro domo sua, sappia un proverbio che gira da secoli in Sicilia: "Italia senza Sicilia nulla conta, Sicilia senza Italia nun si nni scanta (non ha paura). Qualcuno ha mai sentito parlare del M.I.S. Movimento Indipendentista Siciliano, che stava portando la Sicilia, dopo il 1945, a diventare uno stato americano? E mi fermo qui, per non andare troppo fuori Topic.
Quindi, come diciamo noi a Roma, "damose 'na calmata", ed aggiungo tutti quanti.

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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 29 giugno 2010, 9:21

Carfi ha scritto:Quindi, come diciamo noi a Roma, "damose 'na calmata", ed aggiungo tutti quanti.


Ciumbia! :D
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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda Accademista » martedì 29 giugno 2010, 9:39

Carfi ha scritto:A mio avviso, e senza tanti preamboli o dotte disquisizioni, dall'una e dall'altra parte, i FATTI stanno così:
- dal Nord sono calati 1000 individui per andare a decidere quello che devono fare quelli del sud.
Chi gliel'ha chiesto?
Saddam Hussein nell'aggredire il Kuwait fu più garbato.
- oggi, sempre dal Nord, altri individui, rinnegando quello che fecero i loro nonni bergamaschi, compreso un bambino di 14 anni, decidono ANCORA anche per il sud, e chiedono e vogliono la secessione, e si permettono discettare e continuare a sfruculiare (come direbbero garbatamente a Napoli), o continuare a rompere i cabasisi (come direbbe, con poco garbo il siculo Montalbano).
Anche in questo caso, dopo 150 anni, si vuole e fare disfare dei meridionali.
Sono d'accordo, sorvolando quasi su tutto, ricordando piccole bazzecole:
- riavere indietro 1 miliardo e 300 milioni dell'epoca (900 del Banco di Sicilia + 400 del Banco di Napoli), portati via a Torino [mf_argue.gif] . In questo modo una zona povera diventa poverissima, e dei morti di sonno del nord (non si chiama furto?) si riempiono le tasche. Chi vuole la secessione o la supremazia del Nord, o vuole parlare di Storia (?) pro domo sua, sappia un proverbio che gira da secoli in Sicilia: "Italia senza Sicilia nulla conta, Sicilia senza Italia nun si nni scanta (non ha paura). Qualcuno ha mai sentito parlare del M.I.S. Movimento Indipendentista Siciliano, che stava portando la Sicilia, dopo il 1945, a diventare uno stato americano? E mi fermo qui, per non andare troppo fuori Topic.
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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 29 giugno 2010, 9:46

Fantastico sembra di sentire Gheddaffi che reclama i danni per l'occupazione italiana. Occupazione che ha creato l'autostrada litoranea e sviluppato le varie citta' delle Libia, questi sono "i danni" dell'occupazione.

Si e' gia' dimostrato altrove che il Nord spese una gran fetta di quella cifra per lo sviluppo delle ferrovie del Sud, ferrovie sostanzialmente inesistenti prima della conquista. Un'altra fetta ando' spesa per l'arsenale di Taranto e cosi' via, mi chiedo quanto effettivamente di quel legittimo bottino di guerra (perche' per caso il Sud non fece mai guerre? come si chiamano quelle di carlo d'Angio' e Carlo di Borbone o quelle di Ferdinado III/IV? Inoltre la guerra era estremo, ma legittimo strumento di regolazione delle controversie Stati fino a pochi anni, quindi per favore evitiamo di usare criteri modernissimi per cose passate da oltre 150 anni) fini' poi in tasche nordiche e quanta parte invece in opere pubbliche al Sud.

Possiamo anche aggiungere che un'ultima (o forse prima) fetta ando' nelle tasche di vari Generali e Ministri delle Due Sicilie, casti e puri eroi che venenro corrotti sicuramente solo dallo spirito oscurantista che aleggiava al Nord e che altrimenti sarebbero rimasti tutti devoti figli del Sud.

Sul fatto che pochi nordici decidano delle sorti del Sud trovo la cosa piuttosto opinabile.
Cordialmente,

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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 29 giugno 2010, 10:04

Cronista di Livonia ha scritto: Si e' gia' dimostrato altrove che il Nord spese una gran fetta di quella cifra per lo sviluppo delle ferrovie del Sud, ferrovie sostanzialmente inesistenti prima della conquista.


Gentile Cronista, anche Lei non aveva visto questa discussione finora?
Riguardo alla parte quotata, noto che è proprio fissato sulla questione delle ferrovie meridionali. Ha mai preso in considerazione il fatto che le Due Sicilie avevano molte migliaia di chilometri di costa in più rispetto al Regno di Sardegna e perciò preferirono sviluppare i trasporti su nave più di quelli su rotaia?
Sicuramente il dato Le farà "storcere il naso", ma tenga presente che in pochi anni il Regno delle Due Sicilie mise su la più grande flotta navale d'Italia ed una delle prime d'Europa.
A presto.
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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 29 giugno 2010, 10:29

Egregio Dottor Onorati,

avevo gia' visto la discussione a suo tempo e la avevo trovata di modesto interesse, ma tutto sommato ragionevole, solo che alcuni recenti interventi mi hanno dato slancio sufficiente per inserire un mio intervento.

Sulla questione della flotta e delle coste, e' senz'altro vero che il Regno delle Due Sicilie avesse ca. il doppio delle coste del Regno di Sardegna post-1815 (prima ne aveva ben di piu' visto che tolte Nizza, Oneglia e dal 1730 la Sardegna lo Stato sabaudo era presocche' privo di sbocco al mare) e da qui e' anche natuirale che le Due Sicilie avessero una flotta piu' grande, anche se decisamente sopravvalutata in molte stime che ho letto da parte di suoi estimatori (da qualche parte ho persino letto il dato fantasioso e negato dal principale testo in materia dell'epoca che sarebbe stata la terza flotta militare al mondo, dietro solo a Gran Bretagna e Francia e davanti a Paesi come Russia, Spagna e Stati Uniti).
La flotta sarda era inoltre assai moderna, mentre quella duosiciliana nonostante l'estensione delle coste e l'iniziale vantaggio tecnologico si stava rilevando piuttosto datata.

Se ben ricordo (le faro 'avere conferma dei dati) la flotta italiana nel 1861 era la sesta al mondo, mentre prima del 1859 quella duosiciliana era l'undicesima e la sarda la dodicesima, modesto scarto tra la piu' grande potenza navale italiana e la sua inseguitrice.
Ben diverso lo scarto ferroviario. Saro' pure fissato, ma le ferrovie erano un chiaro indice di sviluppo e di investimento, il ben piu' ricco ed ampio Regno del Sud ne era praticamente privo, il piccolo e povero Stato del Nord (che di costa comunque dal 1730 3 dal 1815, ripeto, ne aveva mica poca) ne era riccamente dotato. Misteri.
Il fatto che le ferrovie del Sud costruite dai conquistatori del Nord siano coste oltre 100 milioni dell'epoca e' una dato economicamente significativo che nessuno puo' negare.

Infine, che anche l'Arsenale di Taranto fosse/sia un pezzo di ferrovia? A me non risulta ed a lei?
Cordialmente,

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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 29 giugno 2010, 11:44

Cronista di Livonia ha scritto:Il fatto che le ferrovie del Sud costruite dai conquistatori del Nord siano coste oltre 100 milioni dell'epoca e' una dato economicamente significativo che nessuno puo' negare.


Il fatto che centinaia di chilometri di ferrovia al sud siano ancora oggi ad un solo binario e che un capoluogo di provincia come Matera nel 2010 non sia dotato di una stazione ferroviaria la dice molto lunga sugli investimenti postunitari del nord al sud nel settore dei treni.

Una domanda, ha sentito mai parlare della banca Rotschild? Penso proprio di si.
Come mai, secondo Lei, prima dell'Unità l'unica filiale italiana della banca si trovava a Napoli e non a Torino, Firenze o Roma?
Perchè era la capitale del regno più ricco e foriero d'affari di tutta la penisola.
Per chi vuole approfondire la storia della banca Rotschild di Napoli, ecco un interessante articolo in inglese tratto da Wikipedia:
http://en.wikipedia.org/wiki/Rothschild ... _of_Naples.
Per la cronaca, la filiale di Napoli, che aveva cercato di appoggiare S.M. Francesco II durante l'assedio di Gaeta e il successivo esilio, fu costretta a chiudere poco dopo l'Unità, nel 1863.
A presto.
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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda Tilius » martedì 29 giugno 2010, 11:58

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Per la cronaca, la filiale di Napoli, che aveva cercato di appoggiare S.M. Francesco II durante l'assedio di Gaeta e il successivo esilio, fu costretta a chiudere poco dopo l'Unità, nel 1863.
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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 29 giugno 2010, 12:00

Cronista di Livonia ha scritto:Ben diverso lo scarto ferroviario. Saro' pure fissato, ma le ferrovie erano un chiaro indice di sviluppo e di investimento, il ben piu' ricco ed ampio Regno del Sud ne era praticamente privo, il piccolo e povero Stato del Nord (che di costa comunque dal 1730 3 dal 1815, ripeto, ne aveva mica poca) ne era riccamente dotato. Misteri.

Facile coprire di traversine e binari un territorio piatto ed esteso, come la pianura padana.
Il quale, per una buona metà, nei primi decenni dell'Ottocento era in mani austriache.
Ignoro se e quante traversine e binari siano stati posti in essere dai nostri attuali vicini di Oltrebrennero, e quindi lasciate in eredità al Piemonte.


Il fatto che le ferrovie del Sud costruite dai conquistatori del Nord siano coste oltre 100 milioni dell'epoca e' una dato economicamente significativo che nessuno puo' negare.

Facile spendere "poco" per coprire di traversine e binari il territorio piatto ed esteso di cui sopra.
Specie se già in parte dotato di essi.
L'ex Regno meridionale, al contrario della pianura padana, è in ampia parte montano.
Facile spendere tantissimo per farci passare molti meno chilometri di binari rispetto alla pianura.


Infine, che anche l'Arsenale di Taranto fosse/sia un pezzo di ferrovia? A me non risulta ed a lei?
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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 29 giugno 2010, 12:00

Tilius ha scritto:Per beghe interne alla famiglia, soprattutto. ;)


anche per beghe interne alla famiglia, non solo per questo.
L'articolo da me postato lo spiega bene.
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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 29 giugno 2010, 12:19

Forse ho comprso male, ma mi sembra che adesso anche la geografia diventi un'opinione. La montuosa Liguria e la montuosa Valle d'Aosta sono divenute forse la pianeggiante Pianura Padana?
Il Piemonte era solo parzialmente pianeggiante e vaste aree dello Stato sabaudo erano non meno montuose od anche piu' del Sud visto che si tratta delle Alpi che sono ben altra cosa rispetto a quelle quattro collinette (relativamente parlando) dell'Appennino.
In ogni caso il traforo per il collegamento Torino-Genova fu un'opera che fece epoca. Al Sud tutto cio' mancava.
La Pianura Padana era solo marginalmente sabauda e per lo piu' austro-ungarica (nel Lombardo-Veneto), Pontificia (nelle Legazioni) e estense-borbonica (nei Ducati di Modena e Parma). Certo che il Regno d'Italia vi costrui molte ferrovie anche li', ma solo dopo l'Unita'.

Se Matera non ha stazione andrei a chiederne conto a chi aveva "lo Stato piu' moderno e sviluppato della Penisola, ergo il ricco Regno delle Due Sicilie" e non a "quei quattro poveretti del Nord", che da evidenti poveretti si devono essere adeguati alle ben piu' sagge scelte degli avanzati meridionali.

La Banca Rothschild aveva aperto sulla punta delle baionette austriache, fantastico, un po' come gli interventi delle imprese inglesi in Egitto dal 1880 in poi. Filiale in un Paese semi-coloniale. Comunque gli affari erano stenti gia' dal 1840 a quanto pare leggo infatti "During the second half of the 1840s the business evidenced no growth and was only marginally profitable." con buona pace del florido capitalismo locale.

D'altronde Genova, era stata sede dei banchieri del Re di Spagna quando la Spagna dominava il mondo. Altro che Rothschild, mai visti i palazzi dell'aristocrazia genovese?
Cordialmente,

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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 29 giugno 2010, 12:34

Gentile Cronista,
mi sembra che Ella voglia avere ragione a tutti i costi, anche negando l'evidenza dei fatti:
1) Matera poteva essere dotata di ferrovia dai Borbone solo tra il 1839 e il 1860 (21 anni); ma da 150 anni è parte dell'Italia unita che non l'ha ritenuta ancora "degna" di una stazione per i treni;
2) "During the second half of the 1840s the business evidenced no growth and was only marginally profitable." significa, al massimo per 5 anni (1846 - 1849) e poi, sminuire la grande famiglia finanziara dei Rotschild... [nonono.gif] ;
3) Stiamo parlando dell'Italia dell'800, non della Spagna del '500; se continua così mi costringe a citarLe la "Magna Grecia" [king.gif] ;
4) Non conosco i palazzi dell'aristocrazia genovese, ma dubito che Ella conosca quelli dell'aristocrazia napoletana che non sono certo da meno.
A presto.
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Re: Repressione del legittimismo postunitario

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 29 giugno 2010, 13:03

Egregio Dottor Onorati,

rispondo con argomentazioni non dissimili da quelle che mi vengono offerte.

1.) Matera e' stata sabauda dal 1861 al 1946 (85 anni) per 21 e' stata invece parte dle Regno piu' moderno ed all'avanguardia della Penisola e per altri 64 della nostra Repubblcia che dei Savoia ha fatto una sorta di orco cattivo. Tutto cio' significa hce se Matera non ha una stazione ferroviaria difficilmente e' colpa del solo regno d'Italia. Lo sa inoltre che il "collasso economico del Sud" e la crescita enorme del divario economico Nord-Sud sono fenomeni del secondo dopoguerra e quindi ben difficilmente imputabili al Regno od al solo Regno (e qui puo' riallacciarsi il suo discorso sulla Magna Grecia).
Comunque anche Macerata, altro capoluogo di provincia, non meridionale, e' privo di stazione ferroviaria.

2.) Dunque la Banca e' andata maluccio dal 1845 al 1849 ca., ma dopo? cosa dice l'articolo? piu' nulla se non che il resto della famiglia non ha voluto appoggiare i Borbone, decisione politica od economica o forse entrambe? E poi...sminuire i banchieri genovesi, tsk, tsk, tsk.

3.) Puo' tranquillamente vedere il punto 1. Napoli era una splendida citta' all'avanguardia tra il 'primo '700 ed il primo '800, ma era anche "una testa enorme per un corpo atrofizzato" per citare un'opear su Napoli nei secoli.

4.) Di Napoli posso dire che vi sono stato, ma ne ho modesta conoscenza, mi dicono che i palazzi siano molto belli, quanti di questi sono stati costruiti dai banchieri Rothschild?
Grato per l'informazione.

Cordialmente,

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